Dove campeggiare in giro per il mondo

Dove campeggiare in giro per il mondo

Il campeggio l’ho conosciuto a diciott’anni ed è stato amore a prima vista.

Non sono di quelle persone che sono “nate in roulotte o in tenda”, non sono figlia di genitori che ogni weekend andavano in giro per l’Italia in camper o facevano le ferie al mare in tenda. Ma di campeggi ne ho sperimentati tanti in questi anni di viaggi e, per me, è una delle più belle cose da provare e, soprattutto, da far vivere ad un bambino.

AFRICA

Africa e tenda sono come pane e peanut butter,  come le onde ed il mare, come le giraffe e le acacie.

Abbiamo viaggiato attraverso il continente africano per vent’anni e sempre con il nostro 4×4 e roof tent ( tenda sopra la cappotta) ed è cosi che consiglio di esplorare l’Africa.

Oggi in gran parte dei paesi africani si trovano alloggi di ogni tipo, ma la tenda è qualcosa di unico. E’ come la neve, quando la vedi scendere silenziosa e paffuta, ti riempie di gioia e non sai perchè.

Namibia, Botswana, Tanzania, SudAfrica, Zimbabwe, Malawi, Zambia sono tutti paesi che in campeggio si riescono ad esplorare al meglio. Ci si sposta di luogo in luogo senza l’ansia di non trovare alloggio o di trovare alloggi nei quali non si riesce a dormire.

In SudAfrica, stanchi morti dopo 800 km, andavamo alla ricerca di un alloggio nella famosa località di Prieska (è uno scherzo, forse famosa solo alle zanzare). Abbiamo dapprima trovato una camera in una casa privata, con un letto che aveva un materasso alto, forse, circa 1 cm, senza bagno e finestre e quindi scartata immediatamente. Poi, abbiamo trovato l’unico hotel esistente a quel tempo (oggi non esiste già più) che aveva camere grandi 2mx1,5m , con condizionatore arcaico ed arruginito ad un centimetro dal cuscino. Non avendo altre opzioni abbiamo dormito, o meglio, riposato li.

Se avessimo avuto la tenda, ci saremmo fermati in un parcheggio o, nel giardino della stazione della polizia, e avremmo dormito certamente meglio.

Ci sono mille ragioni per scegliere di campeggiare in Africa, oltre a quanto sopra raccontato, ma la principale è una: sentirsi liberi.

Quando ci si ferma, dopo una intensa giornata di safari, si monta la tenda, e ci si siede con le gambe stese sopra il tavolino, ecco, quello è il momento più magico. Si ode il vento, che annuncia l’arrivo della sera, si ascolta l’allegro cinguettio degli uccelli sugli alberi, si gioca con i suricati che vengono a curiosare. Ogni cosa, ogni animale, ogni rumore sembrano una orchestra in perfetta armonia.

Alla sera poi, quando si prepara la cena, è bello cucinare sul piccolo gas ad un fuoco. E’ divertente sedersi a tavola, al buio, e non vedere bene cosa si mangia, a volte questo è anche una fortuna 🙂

Se poi c’è il fuoco, è il massimo. Si rimane seduti attorno, ci si riscalda del fresco della notte, e si contempla il cielo stellato. Magia, semplice magia che nessun lodge o alloggio ti può dare.

La notte in campeggio, in Africa, è un altro mondo.

Chiusi dentro la tenda, una volta stesi sui materassini si inizia ad ascoltare il concerto: urla di scimmie che si spostano da un albero all’altro, ruggiti di leoni a caccia e barriti di elefanti, tutto sembra così vicino che il respiro si blocca. Dentro la tenda, al buio, tutti questi rumori all’inizio spaventano, ma, una volta passata la prima notte, ci si abitua e diventano una curiosa ninna nanna.

Botswana, campeggio lungo il fiume Zambesi. Nel campeggio non c’era nessuno, avevamo tutto il campo a nostra disposizione. Dopo aver verificato ben bene di non intralciare gli elefanti (abbiamo controllato attentamente l’esistenza di orme o “regalini” di elefante), ci appostiamo vicino ad un albero e a pochi metri dal fiume. Andiamo a letto, chiudiamo la tenda ed iniziamo a sentire rumori strampalati.

Crat crat, sembrava che qualcuno volesse entrare nella tenda, stuf stuf come se qualcuno camminasse attorno alla macchina e poi gruuu gruuu come se un leone fosse sotto di noi. Non capivamo esattamente cosa o chi c’era, avevamo paura di aprire la finestra, e ancor di più, di aprire la porta per capire cosa fosse. Allora sbircio attraverso la zanzariera e vedo una scimmia che vola sopra la nostra tenda e vedo un’ombra grande muoversi sotto di noi. Ohhh , e chi si muove più!!! Non abbiamo chiuso occhio tutto la notte.

Al mattino, svegliati dal sole e dagli uccelli, ziiiip ziiip apriamo lentamente la porta della tenda e spiamo. Sotto di noi, in effetti, vediamo orme di animali, sembrano di iene e accanto alla nostra auto, verso il fiume, vediamo sdraiati due ippopotami. Il telo della tenda era graffiato dalle unghie delle scimmie. Beh dai, alla fine erano solo rumori, normalissimi rumori della savana, ma in quella notte, lunga notte,  sembravamo protagonisti del film “Nightmare”.

A ripensarci ora sorrido, ma credetemi, quella è stata la notte più lunga della nostra vita.

In effetti quella notte ci ha insegnato molto, ora campeggiare in Africa non ci spaventa più.

campeggio, elefanti del Malawi

USA

Negli Stati Uniti d’America il campeggio con la tenda è un pò meno diffuso, piuttosto diffusi invece i camper e relativi RV (recreational vehicles) Camping.

I campeggi negli Usa sono sia pubblici che privati. I primi sono basici, ovvero spesso non ci sono nè doccie nè acqua, perfetti quindi per chi ha un camper, un po’ meno per chi è in tenda. Questi campeggi sono a “self check in”, ovvero si inseriscono i dati e i soldi in una busta, che va messa nelle apposite cassette, i ranger passano di sera per controllare.

I campeggi privati sono molto più organizzati, sempre più spazio viene dato a strutture fisse, come tende già installate, cabine, pezzi di treno adibiti a camere o strutture particolari come “case negli alberi”. Ci sono tantissime soluzioni, ma anche in questi campi, alla semplice tenda non viene data particolare attenzione.

Avendo centinaia e centinati di strutture per alloggi, gli USA si possono tranquillamente visitare anche optando per camere o motel/hotel, se ne trovano a prezzi anche più bassi di un campeggio.

Viaggio nei Parchi dell’ovest, stavamo arrivando a Las Vegas, abbiamo deciso di sostare vicino alla Hoover Dam. Su consiglio dell’ufficio turistico della zona, abbiamo pernottato in un grande albergo a 5 km che con 9 usd a testa offriva camera, colazione, cena a buffet e wifi. Poichè era un casinò, il suo interesse era attirare gente affinchè giocassero, quindi i prezzi delle camere erano molto molto bassi. In Nevada si trovano spesso queste offerte.

Campeggio, Usa antelope Canyon

CENTRO E SUDAMERICA

In SudAmerica ci sono campeggi, anche se non sono tanto diffusi. In particolare si trovano nelle zone attorno alle principali città, ad esempio a Buenos Aires, San Paolo, Rio de Janeiro.

Campeggiare in Sudamerica è comunque un ottimo modo per viaggiare risparmiando e a contatto con la natura. In particolare può essere  un  ottima scelta per la zona andina, dove è necessaria però una buona pianificazione del percorso, in quanto i campeggi, da queste parti, non sono organizzati e spesso si è costretti a campeggiare nei cortili delle case.

Considerata la grandezza, in Brasile non ci sono molti campeggi, e i pochi sono quasi tutti lungo la costa oceanica. Uno dei migliori camping è il Pachama Camping, vicino a Brasilia. Nella zona Amazzonica, nel Parà e nel Mato Grosso le aree in cui campeggiare sono come le mosche bianche e sono anche poco organizzate.

In Argentina il campeggio è abbastanza diffuso, ma pochi sono i campeggi all’altezza del nome. Uno dei migliori è il Camping Rio Arrayanes in Patagonia, campeggio che abbraccia letteralmente un magnifico lago naturale ideale per la pesca.

Bolivia, Cile, Perù ed Ecuador sono luoghi unici per vivere il campeggio. Non ci sono molti campeggi attrezzati, ma i pochi sono veramente molto belli, come il Colibri Camping and Eco Lodge vicino a LaPaz (Bolivia) o il Maracumbo Camping a Mompiche (Ecuador). Per lo più in questi paesi si trovano campeggi con tende permanenti o posada con possibilità di campeggiare.

Vista la difficoltà di trovare campeggi, per il Sudamerica è meglio organizzarsi prima.

Può essere utile verificare la presenza di campeggi o di lodge/posade con aree verdi in cui piantare la tenda. Eviterei di campeggiare lungo la strada, alternativa poco consigliabile sia in termini di sicurezza (soprattutto vicino a grandi città come Rio o San Paolo) che di igiene.

Come per il Sudamerica anche nel Centro America troviamo pochi campeggi e non molto organizzati. In Messico per lo più si trovano nella zona turistica attorno a Cancun. Lo stesso vale per San Salvador, Panama e Costa Rica, con campeggi quasi tutti lungo la costa. Unica eccezione è l’Honduras, dove si trovano aree di campeggio all’interno dei numerosi parchi nazionali.

campeggio - Usa Joshua tree national park

AUSTRALIA

L’Australia, come l’Africa, è una meta ideale per il campeggio. Si può affermare con certezza che almeno l’80% degli australiani ha vissuto un esperienza da campeggiatore, o con una semplice tenda, o ancor di più con roulotte o camper. In Australia ci sono tantissime strutture per campeggiare:

  • campeggi liberi, ovvero posti dove si può campeggiare liberamente lungo le principali vie di comunicazione. Si tratta generalmente di ampi spazi con toilette e alcune panche e tavoli per mangiare;
  • campeggi statali o privati, ce ne sono in ogni dove, dalla costa fino al outback. Ci sono i campeggi di lusso, con piazzole di erba, alti alberi, toilette, acqua, lavanderia, cucina, piscina. E ci sono campeggi modesti, che di base hanno sempre le toilette, lavanderia e piccola cucina;
  • homestay o farmstay, ovvero fattorie che dedicano uno spazio al campeggio. Anche queste si stanno diffondendo negli ultimi anni e offrono sempre più servizi. Immancabile in tutti il bbq. La piscina invece è ancora cosa rara.
  • ci sono varie applicazioni disponibili sia su Android che Apple, che permettono di trovare queste tipologie di campeggi. Io utilizzo Camper Mate perchè è disponibile offline e, sperimentata sul campo, mi ha permesso di trovare sempre il campeggio ideale e con i servizi che cercavo.

In Australia il campeggio è una passione nazionale. Lo si evince dai numerosi negozi dedicati al campeggio, cosa che in Italia non si trova. Da Anaconda a BCF a Getaway Outdoor, i principali che abbiamo utilizzato, tutti estremamente forniti.

ASIA

Campeggiare in Asia non è una prassi molto diffusa, vuoi per le condizioni climatiche vuoi per tradizione. Ci sono poi molte differenze da paese a paese.

In Cina, se si chiede alle autorità se si può campeggiare la risposta è “campeggiare è legale” e allo stesso tempo “campeggiare è illegale”. Esiste infatti una legge che obbliga gli stranieri a registrarsi per ogni notte che trascorrono nel paese. Se si dorme in hotel, questo viene fatto in automatico dalla struttura, ma se si va in campeggio non è possibile. Ecco perchè non è chiaro se si può campeggiare o meno. A dire il vero la Cina è una enorme contraddizione, quindi l’unico consiglio che si può dare è quello di campeggiare lontano dai centri principali, lontano dalla principali attrazioni turistiche, evitare di farsi notare e al limite, provare a chiedere, direttamente alla polizia. C’è chi ha campeggiato nella Muraglia Cinese, ma nella parte meno turistica della muraglia, nelle zone chiuse al pubblico (anche se accessibili) come Jinshanling o Zhuangdaokou.

In India, al contrario della sopra citata Cina, il campeggio si sta diffondendo abbastanza velocemente, tanto che moltissime localiltà turistiche offrono campeggi con tende permanenti di lusso. Uno dei campeggi più spettacolari in India è Tsomoriri Camp – Ladakh, ovvero dove si trova il lago Tsomoriri che è il lago più alto al mondo. A parte questo ed altri campeggi spettacolari, campeggiare in India è legale e ci sono vari campsite sparsi su tutto il territorio indiano.

In Vietnam e Cambogia ci sono alcuni campeggi, non ce ne sono tantissimi, anche se ne stanno creando di nuovi su richiesta dei turisti. Logicamente si trovano nelle zone di maggior passaggio. Attenzione però a campeggiare in certi periodi dell’anno, sia per allagamenti che per presenza di serpenti.

EUROPA

Non mi dilungo più di tanto sul campeggio in Europa, visto che è banale dire che si può campeggiare dove è previsto, che ci sono campeggi privati e campeggi pubblici. In Europa, come in Italia, il campeggio è una formula utilizzata sia per vivere la natura che per vivere una vacanza risparmiando, negli ultimi anni anche come viaggio di lusso alternativo.

Sempre di più, infatti, si stanno sviluppando campeggi extra lusso, con strutture moderne e dotate di ogni comfort dalla piscina riscaldata, alle saune e bagno turco fino a tende permanenti attrezzate con letto a baldacchino e tappeti persiani.

Una curiosità: il campeggio migliore in Europa? Si trova in Austria, vicino a Kitzbuehel, è il Grubhof, secondo la classifica stilata dal portale Camping.info. Una bella notizia è che in questa classifica, il secondo posto se lo è aggiudicato un campeggio italiano, il Camping Marina di Venezia. Io, a dire il vero, non ci sono mai stata, come sempre si conoscono meglio i posti più lontani che quelli vicini a casa 🙂

campeggio Africa, camping ground Malawi

Una volta che abbiamo deciso di vivere a contatto con la natura, ovvero scelto il “vivere in campeggio”, non ci rimane che attrezzarci.

Non voglio prendere il posto dei numerosissimi siti che trattano del campeggio, delle tende, caravan e roulotte. Mi limiterò a raccontarvi la mia storia di come mi sono attrezzata e cosa mi porto in giro per il mondo quando campeggio.

 

Primo tema TIPO DI TENDA

Sembra una banalità, ma la scelta del tipo di tenda non è affatto semplice, soprattutto per chi non ha il campeggio nel dna. Ci sono tantissimi tende fra cui scegliere, dalle iper-leggere (ideali per chi le porta zaino in spalla) fino a quelle iper-giganti con tre camere, cucina e patio. La scelta non solo è legata alla dimensione, ma anche dal posto in cui si deve campeggiare.

In Australia, dove il vento è una costante ed il terreno spesso è sabbia, la tenda troppo leggera è un grande problema.

Noi avevamo acquistato una bella tenda, 4 posti letto, verde e grigia, bella si, ma leggerissima, anche troppo. Arrivati al campeggio, verso le quatto di pomeriggio, abbiamo iniziato a montare la tenda. Il vento era così forte che i picchetti che avevamo messo sembravano stuzzicadenti su una torta alla panna. Non volevano starci. Io tenevo da una parte, Frank dall’altra e un campeggiatore (che era in camper) ci dava una mano per tener ferma la tenda, ma impossibile. Si muoveva come la gelatina. Quella sera, abbiamo tristemente optato per un B&B. Al ritorno abbiamo cambiato la tenda per una meno leggera e con meno “arieggiamento”.

Da questa esperienza abbiamo imparato molte cose: non fidarsi dei consigli dei negozi di tende, nè dei numerosi siti che parlano di come e dove comprare la tenda.

Noi abbiamo optato per una bella, robusta e pesante tenda in canvans, con picchetti lunghi 20 cm e molto spessi (così, anche sulla sabbia, hanno una bella presa) e soprattutto con un unica copertura (non zanzariera sotto e copertura sopra). Provata, testata, tutto è andato liscio anche in serate molto ventose 🙂

Quale tenda comprare? Non c’è una risposta unica a questa domanda, ma consiglio di fare attenzione a questi aspetti:

  • terreno del campeggio, se sabbioso, comprare assolutamente picchetti lunghi lunghi (non sono sufficienti quelli standard inclusi nella tenda);
  • zona del campeggio, se molto ventilata, meglio optare per una tenda robusta, quelle in canvas sono l’ideale;
  • tipologia di campeggio, se viene utilizzata per trekking o in alta montagna, consiglio quelle piccole e leggere in poliestere e pali in alluminio. Se invece viene utilizzata per una tranquilla vacanza al mare in zone riparate dal vento, bene le tende in poliestere di varia dimensione;

 

Secondo tema GLI ACCESSORI

– sacchi a pelo, cuscini, pentole etc… per gli accessori non ci sono problemi, vanno bene tutti, scegliamo in base al gusto, a quanto pensiamo di utilizzarli e alla loro utilità.

Prima di aventurarci in campeggio, meglio fare un controllo di tutto, ovvero verificare di aver portato tutto. Anche perchè non tutti i campeggi sono attrezzati, non tutti hanno cucina e lavanderia, quindi meglio portare con se tutto il necessario.

Dopo tanti anni di campeggi in giro per il mondo, mi sono fatta una lista di “cose necessarie”. Logicamente ognuno di noi avrà dei propri oggetti da aggiungere, ma questi direi che sono il minimo indispensabile per trascorrere felici e sereni i giorni in campeggio, qualunque sia il tipo di campeggio.

campeggio check list

4 Replies to “Dove campeggiare in giro per il mondo”

  1. Grazie degli spunti, anche io adoro il campeggio ma nn sono ma andata in africa. Da come dici deve essere proprio bello il campeggio li.

    1. Grazie a te Tiziana, ti consiglio assolutamente Africa in tenda. Se vuoi ci sentiamo x l organizzazione del viaggio. Have a nice day by LaTartarugaVolante

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