Western Australia: alla scoperta dell’incredibile sud

Western Australia: alla scoperta dell’incredibile sud

Come promesso in Western Australia: gli spazi sconfinati del nord, mi mancava il Western Australia Sud… eccolo il racconto della mia avventura nel Western Australia Sud. Dopo aver viaggiato nella parte nord di questa stupenda regione, mi sono spostata a sud. A dire il vero non mi entusiasmava affatto, chissà perchè, mi ero fatta una idea di una zona noiosa, con vigneti e costa ventosa… idea completamente sbagliata… alla fine, invece, ne sono rimasta incantata.

Il nord del Western Australia è arido, con ampie e lunghissime spiaggie bianche, terra rossa e lagune di inconfondibile bellezza.

Il Western Australia Sud mi ha sorpreso per i suoi diversi paesaggi, per gli alti alberi, per le meravigliose spiaggie di Esperance, le strane formazioni rocciose di Hyden e gli sconfinati campi di grano che dipingono d’oro l’orizzonte.

Dopo 4 mesi di attesa e di pianificazione, siamo pronti, Western Australia Sud, arriviamo. Trovate l’itinerario con le informazioni utili cliccando qui.

LA COSTA SUD-OVEST del WESTERN AUSTRALIA

Lasciamo alle spalle la stravagante città di Perth e prendiamo l’unica autostrada esistente, la famosa Michell Fwy.

Ah si, io che credevo che le Hwy (highway) fossero le autostrade e le Fwy (freeway) le strade normali. Sbagliavo alla grande! Fwy, è l’autostrada ed è pure gratis. Altra curiosità: le autostrade qui non hanno le stazioni di rifornimento, per fare il pieno si è costretti a prendere una uscita e cercare un distributore. Unica eccezione è la tratta Perth-Mandurah, dove hanno aperto da pochissimo un “service center”, con vari corner per mangiare, parco giochi per i bimbi e zona relax per i cani 🙂

Attraversiamo Rockingham, con il suo porto industriale, e raggiungiamo la cittadina di Mandurah.

Mandurah è una località turistica famosa per gli abitanti di Perth, sia perchè in un’oretta e mezzi di viaggio si arriva, sia perchè ha delle belle spiaggie. Noi ci fermiamo giusto il tempo per un caffè e per visitare il centro che, con i suoi numerosi corsi d’acqua, sembra una piccola Venezia Australiana.

Riprendiamo la strada principale, la Kwinana/Mitchell Fwy diventa la Forrest Hwy a due corsie, e già da qui il traffico inizia a ridursi.

Prima tappa il Lake Clifton. Mappa alla mano, o meglio, l’immancabile google maps off line e mappa cartacea, andiamo alla ricerca di queste antiche forme di vita.

Prendiamo dopo 20 chilometri circa, una stradina sulla destra, verso il mare, che porta al lago dove dovrebbero esserci le stromatoliti. La strada si fa sterrata, stretta e corre in mezzo ad alti alberi di Tuart. Cerchiamo cartelli che ci indichino la strada per le stromatoliti, ma sembra cosa ardua.

Nessun segnale, nessuna indicazione finchè non vediamo una stradina ancor più stretta e un segnale marrone con una scritta arruginita “Thrombolites”. Finalmente ci siamo. Arriviamo ad un piccolo parcheggio, non c’è anima viva, ma ci sono gli immancabili bagni. Da li a piedi percorriamo un viottolo lastricato in mezzo a folti cespugli grigi. Siamo a gennaio, fa un caldo atroce, non c’è un filo d’aria quando, all’improvviso, il sentiero si apre su un enorme lago che sembra argentato ed il vento tutt’un tratto inizia a soffiare fortissimo.

Eccole, a filo d’acqua emergono strani sassi rosa. Le thrombolites sono dei fossili viventi e sono poche le zone al mondo in cui si possono vedere. Su un cartello è scritto “ the thrombolites is a form of life that is just about the closest thing you will ever see to what “life” looked like at the dawn of time 3.5 billion years ago”.

Affascinante questa cosa, pensare che queste montagnette di roccia in mezzo all’acqua siano delle forme viventi, siano i nostri “antenati” è veramente affascinante. Rimaniamo un po’ ad osservare queste formazioni, a guardare come l’acqua scorra in mezzo a loro e come si formino tante bollicine d’aria bianche, è come vedere una vasca da bagno con tanto bagnoschiuma. I colori del lago vanno dall’azzurro, al bianco passando dal rosa e viola, a seconda di come arriva la luce. Mi rincresce pensare che un posto, così bello e unico, sia poco conosciuto e per nulla visitato.

western australia sud, lake clifton

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Riprendiamo il nostro viaggio al sud, passiamo per la bellissima cittadina di Bunbury e arriviamo nel tardo pomeriggio a Busselton.

Busselton è un piccolo paese famoso per il lunghissimo jetty. In realtà Busselton è molto di più: qui si trova una delle principali foreste di alberi Tuart e da qui inizia la famosa zona di Margaret River e, sempre qui, si trovano bellissime spiaggie famose per il surf.

Ma ciò che io ho amato di questo luogo è il jetty. E’ lungo 1841m ed è il più lungo jetty di legno dell’emisfero meridionale. Si può percorrerlo con un trenino, ma è fantastico attraversarlo a piedi, ammirando la trasparenza dell’acqua, mano a mano che ci si allontana dalla riva. Si possono vedere grandi banchi di pesci che giocano a nascondino attorno ai pali di legno, l’acqua è così limpida che invita ad un tuffo.

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Busselton

western australia sud, busselton jetty

western australia sud, busselton jetty

Quando si arriva in fondo al jetty, le costruzioni sulla spiaggia sembrano piccole piccole ed il vento soffia così forte, che ci si deve tenere aggrappati alla recinzione, per non cadere in acqua. Qui si trova anche un incredibile Osservatorio sottomarino, dalle cui finestre si vedono pesci di ogni genere e coralli dai mille colori. A Busselton campeggiamo proprio di fronte al mare, così che alla sera riusciamo a vedere, come spettatori di un cortometraggio, il pontile che da giallo, diventa arancione, per poi colorarsi di fuscsia fino a diventare verde e poi blu, sotto ad un cielo che, a dire stellato, è poco. Busselton mi ha lasciato un bellissimo ricordo, ma il viaggio è ancora agli inizi.

L’indomani partiamo verso Yallingup, ovvero la porta della famosa regione vinicola di Margaret River. Yallingup è sulla punta di questo strano sperone, ha spiaggie stupende e il vento soffia sempre fortissimo, ideale per gli amanti del surf.

Lungo la strada che va verso Margaret River siamo contornati da estesi vigneti, tutti ordinati, tutti in fila come soldati. Bellissimi recinti di legno bianco costeggiano la strada e, ad ogni chilometro, troviamo aziende vinicole che offrono gli assaggi.

Posto che a me non piace il vino (so che sto dicendo qualcosa di assolutamente incomprensibile a molti), posto che iniziare a bere vino alle dieci di mattina non mi sembrava il caso, considerato che qui i limiti di alcol accettati per la guida sono praticamente nulli… decidiamo di “guardare e non toccare”.

Ci limitiamo ad entrare in queste bellissime cantine, con vigneti curatissimi, entrate di terra battuta che sembra essere stata appena “spazzolata”, cespugli di rose bianche e rosse che sembrano disegnate, tanto sono perfette. In alcune cantine troviamo graziosi laghetti con fontana e prati verdi smeraldo.

Si vede che è una zona “ricca”, non vediamo casette o camper adibiti a casa, ma solo tante ed enormi ville. A dire il vero mi aspettavo ancora di più, in tanti a Perth mi avevano parlato di Margaret River come di una delle zone più belle del WA, ma per me, forse perchè astemia, non è poi così fantastica.

Ci allontaniamo dalla costa per andare verso Nannup, cittadina dove avevamo deciso di campeggiare. La strada verso l’interno è stretta ma tenuta benissimo. Incrociamo poche auto, ma siamo abituati ormai a viaggiare da soli.

Western australia sud, Nannup

Arriviamo a Nannup dopo un’oretta e siamo accolti da un profumo fortissimo che quasi stordisce. E’ come se qualcuno avesse spruzzato un deodorante in tutta la città. Sono invece le numerose piante di Jacaranda in fiore, che costeggiano la strada, riempiono i giardini. Nell’azzurro terso del cielo, i fiori viola di queste piante sembrano illuminarsi. Sono le piante più belle che abbia mai visto. Profumano il paese, rallegrano con i loro fiori viola le strade, dipingono di viola la terra. Peccato che la fioritura delle Jacaranda duri poco, siamo stati fortunati, ci dicono in paese, perchè da li a poco sfioriranno. Ma anche quando i fiori cadono a terra, il loro viola non svanisce, ma crea un tappeto viola così vivace, che fa venir voglia di saltarci sopra.

A Nannup siamo nel bel mezzo delle immense foreste di Jarrah tree, qui ci si può sbizzarrire passeggiando nei centinaia di percorsi o rinfrescandosi nei numerosi laghi naturali della zona. Da Nannup si può anche prendere il famoso Bibbulm Track, uno dei percorsi a piedi più lunghi al mondo, sono 1000 km da Albany a Perth. Beh, interessante, ma da brava tartaruga, opto per il percorso in auto.

LA VALLE DEI GIGANTI

Salutiamo Nannup e andiamo verso Walpole dove ci aspetta la Valley of the Giants, una passerella in mezzo agli altissimi alberi vecchi 400 anni. Passeggiare lungo questo corridoio di 600 metri è una cosa incredibile. Gli alberi sono così alti che a fatica si riesce a vedere il cielo azzurro. Il sole con i suoi raggi, come lame affilate, ti acceca tanto da impedirti di guardare in su.

Si, certo, ti senti piccolo piccolissimo, ma questi alberi sono giganti gentili, i rami, le fronde, gli enormi tronchi lisci di questi Eucalipti ti abbracciano, non ti soffocano. In mezzo a questi alberi alti oltre 40 metri, così folti, così forti, capisci anche quanto siano importanti e come siamo stupidi nel distruggerli.

E’ un viaggio nel passato, un viaggio nella natura, un viaggio nel silenzioso verde che ti ricarica.

Percorriamo chilometri e chilometri di foresta di Eucalipti, sembra quasi di sentirne l’odore. Peccato non ci siano koala, sarebbe sicuramente il loro habitat. Qua e là, sparse nel buio, si intravedono fattorie con lucenti cavalli dal pelo nero e marrone. E’ una zona da vivere, una zona in cui il tempo scorre lentamente.

Alla sera, quando il sole tramonta, il silenzio prende il soppravvento, e proprio quando ci si abitua, si iniziano a sentire rumori di foglie, di rami, sono gli opossum che saltano da un ramo all’altro e i cockburn che tornano nel loro nido.

western australia sud

western australia sud, foresta

western australia sud strada nella foresta

Questa mattina partiamo all’alba, dobbiamo percorrere un bel pò di strada.

Siamo ritornati lungo la costa, questa volta nella costa sud del Western Australia. Passiamo per Denmark, incantevole paese contornato da spiagge bianche e arancioni e arriviamo ad Albany, il punto più meridionale del WA.

Anche se è gennaio, quindi piena estate, fa freddo ed il vento soffia forte. Albany, il nome non è un caso 🙂 , è sempre fredda ci dicono all’ufficio informazione turistica, così decidiamo di campeggiare un po’ più ad est, sperando che di notte siano almeno 15 gradi.

Proseguiamo verso est fino a Bremer Bay, tranquillo paesino di pescatori, dove campeggiamo proprio in riva al Bremer river e a pochi passi dall’oceano.

LA COSTA MERIDIONALE FINO AD ESPERANCE

Oggi riprendiamo la Road 1 che per un pò si allontana dalla costa per lasciare spazio al Fizgerald River National Park.

Decidiamo di andarlo a visitare, scendiamo verso Hopetoun e da qui una strada lunga, dritta e rossa, ci porta all’ingresso del parco.

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Siamo partiti con un sole accecante, a non appena giriamo per la stradina che va verso Hopetoun, all’orizzonte vediamo delle nuvolette. Procediamo senza dare peso a quel colore grigio, ma dopo 5 minuti, esattamente 5 minuti e 10 chilometri, il sole scompare e sopra di noi grigio, quel grigio poco invitante, la fa da padrona.

Entriamo nel parco, speranzosi, ma quel grigio si trasforma in nero, pioggia e vento forte. Impossibile procedere anche con la macchina, ben che meno a piedi. Bene, meglio tornare indietro. Ripercorriamo la stessa strada e, preciso con un orologio svizzero, a 10 chilometri da Ravensthorpe, il grigio è solo un brutto ricordo ed il cielo ritorna limpido, azzurro e terso. Che strano, proprio strano… mi chiedo se a Hopetaun conoscano il significato di “bella giornata azzurra”.

Siamo ritornati sulla Road 1, è ritornato il sole ed il cielo azzurro, nemmeno una nuvoletta a 360 gradi.

Pensavo che la strada fosse noiosa e piatta, invece è piacevole. Corriamo in mezzo ad immense fattorie di grano. Alcune hanno già raccolto e imballato, è bello vedere queste pianure con centinaia e centinaia di cilindri color ocra e blu. Altre invece hanno appena seminato, così nel giallo oro fanno la loro comparsa sottili fili verdi. Più avanti troviamo distese dove pascolano mucche nere che sembrano quasi dipinte, tanto sono perfette ed immobili. E’ rilassante viaggiare in mezzo a questi campi, il traffico non si sa cosa sia ed una leggera brezza interrompe piacevolmente il caldo dell’estate australiana.

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Arriviamo nel tardo pomeriggio ad Esperance.

Credevo di trovare orde di turisti, bancarelle di souvenir e negozietti colorati ed invece mi ritrovo in un tranquillo paesino di pescatori. Esperance nasce attorno ad una bella e ampia baia, spiaggia bianca, un mare azzurro chiaro e tanto tanto vento. Li per li non riesco a capire tutto quello che ho letto sulla magnificenza delle spiagge di Esperance. Si carina, ma nulla di eccezionale. Montiamo la tenda al Pine Grove Caravan Park e andiamo alla ricerca di queste spiaggie.

Andiamo a est, seguendo le indicazioni per il Cape Le Grand National Park. La strada corre in mezzo a distese di cespugli verdi rallegrati dal giallo dei Christmas Tree. Questi alberi sono chiamati così perchè fioriscono nel periodo di Natale, hanno un bellissimo fiore giallo arancione e sono caratteristici di questa zona.

Dopo 50 chilometri circa troviamo un cartello che indica Lucky Bay. Una curva, è bastata una sola curva, per spalancare gli occhi e la bocca: un incanto.

western australia sud lucky bay

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Una baia ampia, immacolata, con un mare che da bianco, va verso un azzurro cristallo per poi colorarsi di blu cobalto. Come se ci fosse una coperta, la separazione fra il blu e l’azzurro è così’ netta che sembra proprio una coperta. Ci avviciniamo alla spiaggia, ci togliamo le scarpe e …szig szig. I nostri piedi nudi slittano sulla sabbia tanto è liscia, fanno persino un divertente rumore. Che sensazione incredibile! Mi avvicino all’acqua, sembra gelatina al puffo. Non appena mi tuffo in acqua due macchie nere si avvicinano, solo delle mante che vogliono giocare con me. Sarei rimasta li per ore, ma avevamo ancora tante baie da esplorare.

Da Lucky Bay, in pochi chilometri, arriviamo su altre due splendide spiaggie. In una c’è un campeggio, peccato che sia pieno, così ritorniamo al nostro Pine Grove.

L’indomani riprendiamo la nostra esplorazione delle baie a ovest di Esperance. Una dietro l’altra, una più incredibile dell’altra. Stupefacenti, inconsuete e singolari. Sono uniche, perchè a parte il colore di un azzurro imprecisabile e spiaggia bianchissima, sono contornate da decine di piccole isole, di grandi massi di roccia rosso marrone che danno un senso tridimensionale a questo quadro dipinto dalla natura. Ne vediamo tante di baie e non saprei quale scegliere, sono tutte spettacolari.

Sono le più belle spiaggie dell’Australia e, oserei dire, del mondo. Seychelles, Maldive sono poca cosa in confronto, il problema qui, è arrivarci, sono …”in capo al mondo”!

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GOLDFIELS REGION

Ci siamo fatti una indigestione di spiaggie!

Da Esperance saliamo al nord, direzione Kalgoorlie. La strada che va a nord è asfaltata, stretta e illuminata dal rosso delle cortecce degli alberi lungo la strada. Sono i Salmon Gum, una specie di Eucalyptus diffusi nell’est del Western Australia. Siamo incantati da questi alberi. Il sole li fa risaltare, in questo paesaggio fatto di distese chilometriche di campi di grano, la loro chioma folta risplende di giallo, la corteccia è arancione brillante ed i rami marroni lisci e puliti sembrano ancor più marroni. Da lontanto la loro sagoma li fa sembrare come tanti cavolfiori, ecco, noi li abbiamo ribattezzati Cavol Flowers!

“Fra circa 100 chilometri dovremmo arrivare ad un paesino, così, facciamo una sosta tecnica e ci beviamo un caffè” , dico a Frank. In effetti arriviamo al paesino di Sulmon Gums, ma ahimè non c’è nulla. Giusto un distributore della BP, un general store impolverato e … finito il paese. Cavolo, è dura vivere in queste zone, penso fra me e me.

Teniamo duro finchè non arriviamo a Norseman.

Non ci aspettavamo nulla ed in effetti è nulla, ma ci sono i bagni pubblici e un bar carino dove entriamo per avere informazioni. Chiediamo al gestore del bar aggiornamenti sulla strada e sul meteo. Il signore, un tipo grassotello, con pantaloni jeans alla caviglia, maglietta bianca stropicciata e l’immancabile cappello di pelle, ci dice che, se andiamo a Kalgoorlie, dobbiamo aspettarci brutto tempo, sono previsti temporali per tutta la settimana. Decidiamo di ascoltare le sue indicazioni, evitare Kalgoorlie e girare verso ovest. Purtroppo però dovremmo proseguire verso nord per altri 100 km in quanto non ci sono strade alternative.

Rincuorati da un buon cappuccino, anche qui nel bush australiano hanno imparato a farlo benissimo, riprendiamo la Hwy 1. Da li a poco il cielo diventa tutto grigio, nero in lontananza e lampi. Non sentiamo ancora il rumore dei tuoni ma mi sa che manca poco. La strada sembra scivolosa e, quello che prima era un paesaggio paradisiaco, è diventato un film del terrore. Le sagome dei bellissimi Cavol Flowers sembrano spettri, non più giallo e arancione, ma nero e blu scuro. Il vento forte riempe la strada di foglie e rami e si fatica a tenere la macchina dritta. Dai 30 gradi di pochi chilometri prima arriviamo in un batter d’occhio a 15 gradi. Il rumore dei kookaburra è sostituito dal vento forte e dai tergicristalli, che sembrano impazziti.

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Finalmente a Coolgardie la pioggia ed il vento spariscono e lasciano spazio ad un po’ di cielo azzurro.

Guardando dritti verso di noi sembra di essere dentro una porta del tempo: a destra nero, lampi e vento, a sinistra, azzurro, sole e quiete. Prendiamo la strada a sinistra, naturalmente, e cerchiamo un campeggio. Troviamo il Coolgardie Tourist Village.

E’ pomeriggio tardi, il paese sembra disabitato, solo lunghi tir fermi lungo la strada rosso fuoco. Nel campeggio troviamo un signore che sta tagliando l’erba, immagino sia il gestore. Lo chiamo, viene verso di me con un grande e largo sorriso. Fa segno di darmi la mano, ma poi si accorge che è tutta sporca di erba e unta di grasso, così sorridendo mi dice “haya, how’s gone”? . Non c’è tanta scelta di posti in cui impiantare la tenda. Mi fa segno che possiamo stare in quell’aiuola sotto il grande albero di eucayptus. Il resto del campeggio sono casette prefabbricate adibite ad abitazioni permanenti.

In Australia è usuale trovare queste case, utilizzate sia da chi lavora momentaneamente in zona, sia da pensionati che trovano più economico vivere all’interno dei campeggi, piuttosto che comprarsi una casa.

Il mattino veniamo svegliati dal cracchiare dei corvi neri e poi da branchi di pappagalli bianchi che sembrano “tante signore al mercato”. Questa è la nostra sveglia, una sveglia che mette la carica.

Oggi ci aspettano altri 500 chilometri, obiettivo Hyden.

La strada per Hyden è caratterizzata da ampi campi color giallo ocra cui pascolano centinaia e centinaia di pecore e, sparsi qua e là, alberi rigonfi di foglie verdi brillante.

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Arriviamo ad Hyden nel tardo pomeriggio, come sempre noi viaggiamo lenti, ci fermiamo a fotografare le pecore, il paesaggio e i buffi cartelli stradali.

Fra i tanti, sorridiamo nel vedere un cartello che sembra segnalare il pericolo di canguri che saltano sopra le mucche, e ancora, pericolo di attraversamento di galline o, pericolo di attraversamento bimbi. Quest’ultimo in se avrebbe senso, ma vederlo in una strada dritta, rossa, senza case nè stradine, mi sono chiesta “ma dove sono questi bimbi? e soprattutto, dove vanno?”

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Ad Hyden campeggiamo proprio al Wave Rock Caravan Park. Da qui a piedi arriviamo alla famosa roccia.

Avevo letto recensioni contrastanti, per lo più negative. Ma quando sono arrivata li, mi sono trovata sotto questa enorme, grande e colorata onda di roccia, mi sono emozionata. Come sempre, bisogna vedere le cose con i propri occhi. E’ straordinario pensare a come si sia formata questa “onda”.

Wave Rock è un esempio spettacolare di ciò che i geomorfologi chiamano “pendio a zampa d’elefante”, si tratta di una formazione di granito risalente a 2,6 miliardi di anni fa. Si ritiene che i pendii si siano formati dall’erosione chimica dovuta alle acque sotterranee. Questa onda misura circa 15 metri in altezza per 110 metri di lunghezza. Per anni è stato un luogo sacro per gli aborigeni, questi infatti credevano che la roccia fosse una creazione del Serpente Arcobaleno, creata dalla scia del suo corpo.  Oggi è possibile visitarla senza creare nessuna diatriba con le tribù aborigene.

Ci siamo goduti i colori e l’atmosfera di questa roccia in santa pace. Non c’era nessuno infatti, così siamo rimasti li a lungo ad osservarla, da ogni angolazione. La roccia non è marrone, ma striata. Ha fasce color rosse, verdi e ocra ed è lunga. Stare li sotto, con la onda che ti sovrasta, toglie il respiro. Provare a camminarci sopra è impossibile, la roccia è scivolosissima.

western australia sud

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Dall’onda di roccia parte un cammino che va al di sopra, sulla montagna, da cui si vede tutta la maestosità di questa formazione rocciosa e si vede il paesaggio piatto, interrotto solo da un piccolo laghetto salato color azzurro verde.

Il sole picchia, come se picchia. Così ritorniamo alla base e decidiamo di risalirci di notte.

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Sono le otto di sera, il cielo si sta movimentando di stelle sempre più ed è ora della nostra esplorazione. Con torcia alla mano prendiamo la strada che va verso la Wave Rock.

Di notte l’onda assume colori viola, blu e neri. Seduti sulla base guardando all’insù il blu scuro del cielo si vede poco, tante e luminose sono le stelle. Piano piano risaliamo la roccia. Il vento inizia a farsi sempre più forte e camminiamo piano per non scivolare.

Nell’oscurità la montagna appare diversa. La luna è appena appena segnata, le stelle brillano e con la torcia ci facciamo strada. Il vento si intrufola sulle aperture della roccia creando rumori agghiaccianti, astrusi. Non si vede nulla. Le ombre delle roccie e degli alberi paiono prendere vita. Ho un po’ di paura, chissà chi e cosa c’è dietro! Facciamo un po’ di foto e riscendiamo la montagna.

E’ un esperienza che consiglio a tutti, è una avventura nell’avventura.

Ritornata al campeggio, vedo ragazzi giovani seduti davanti alla roulotte o la tenda, illuminati dai cellulari e penso “non è stata più bella la nostra avventura notturna, piuttosto che chattare su facebook”? Non me ne vogliano i ragazzi, ma se ogni tanto ci “scolleghiamo” da tutto e tutti forse ritorneremmo a vivere sul serio! 🙂

A SUD DI PERTH E ROTTNEST ISLAND

L’indomani, svegliati dal canto di numerosi uccelli, siamo pronti a riprendere la strada, non prima di esserci aggiornati sul tempo.

In questa zona non molti anni fa, esattamente nel 2013, c’è stato un big storm che ha distrutto proprio a gennaio il paesino di Karlgarin, quindi meglio tenersi sempre ben informati.

Da Hyden scendiamo verso Lake Grace, famosa per i suoi laghi salati e risaliamo verso Perth. Lake Grace ma ancor di più Wagin, sono piccoli paesi carinissimi. Certo non valgono il viaggio, ma attraversali e ammirare le piccole case con i fiori sul balcone, la stazione ferroviaria fatta di mattoni rossi e le lunghe e dritte strade rosse, rende l’idea di come si possa vivere li.

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Prima di arrivare a Perth ci fermiamo per un bel trakking nella Jarrahdale State Forrest, dove campeggiamo. Qui troviamo tante tende e camper, è una zona da week end per chi abita a Perth. La foresta di Jarrahdale è molto vasta, conosciuta soprattutto per la Serpentine Dam, bellissima diga dove nuotare e rinfrescarsi. Trascorriamo l’intero giorno seguendo i track, fra alberi di Jarrah, piante di orchidee e numerosi pappagalli verdi e rossi.

Ormai abbiamo terminato il viaggio nel Western Australia Sud. Ma manca ancora una tappa, una meravigliosa isola.

A Fremantle prendiamo il Rottnest Express che in mezz’ora ci porta a Rottnest Island. Arrivati a Rotto, prendiamo la bicicletta, il casco e iniziamo la nostra esplorazione dell’isola.

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Rotto non è grandissima, ma ci sono molti turisti, soprattutto durante le vacanze scolastiche. Per fortuna siamo a fine gennaio, ed essendo gli ultimi giorni di vacanza non c’è molta gente.

In bicicletta è bello girare per le strade, non ci sono macchine, solo dei piccoli bus turistici che ogni tanto incrociamo. In bicicletta è facile raggiungere le varie baie, ognuna diversa dall’altra, ognuna con un fascino incredibile.

La prima spiaggia che troviamo è Porpoise Beach. Non è ampissima, ma grazie alle rocce sparse nel mare, i colori delle sue acque sono incredibili. Poco dopo ci fermiamo a Salmon Bay, più ampia della prima, sempre colori pazzeschi, ma troppo affollata per i miei gusti.

Da qui facciamo una deviazione verso il Faro, il Wadjemup Lighthouseal al centro dell’isola. Specifico, perchè esiste anche secondo faro a Rottenst island che si trova vicino alla costa ed è il Bathurst Lighthoouse. Il Wadjemup è il più antico faro del Western Australia ed uno dei più alti, con i suoi 40 metri di altezza. Il sentiero per raggiungerlo è molto brullo, scarseggiano anche i cespugli. Il Faro si trova proprio nel mezzo dell’isola, e da li si gode di una bellissima vista che arriva fino ai grattacieli di Perth.

Pedala e pedala, arriviamo in fondo alla Eagle Bay, dove in alcuni periodi dell’anno (non a gennaio) si possono vedere anche i sea leon.

Da qui soffia un vento assurdo, che ci costringe a girare immediatamente la bici e riprendere la strada per la parte nord dell’isola.

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Prima di arrivare a Rocky Bay ci fermiamo sotto l’ombra dell’unico alberello che c’è. Ci beviamo un po’ di succo e, mentre ci stiamo riposando un po’ e riprendendo i sali minerali persi, causa il caldo atroce, chi arriva? Da sotto l’albero spunta un essere piccolino, eccolo il Quokka. E’ piccolo, lo pensavo più grande, e sembra sorridere. Come hanno fatto tutti, cerco di fare un selfie con questo piccolino, ma lui è intento a sgranocchiare i rametti degli alberi che sono caduti a terra. Lo guardo ben bene, il suo muso è simpaticissimo. Mi guarda incuriosito con i suoi occhioni neri e tondi e sembra gonfiare le guancie. Divertente, bellissimo canguretto.

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Salutiamo il nostro amico Quokka e riprendiamo la bicicletta, alla ricerca della nostra spiaggia. Ci fermiamo a Stark Bay, bellissima baia dove troviamo ancorati alcuni yacht e ideale per lo snorkeling. Procediamo ancora finchè troviamo Little Armostrong Bay, una incontaminata piccola baia fra le roccie. C’è un po’ d’ombra sotto la roccia, mare limpidissimo e dai colori unici, pesciolini colorati e nessun altro essere umano. Perfetta per il nostro primo bagno a Rotto. Per il momento è la spiaggia per me più bella a Rottnest Island.

Dopo un bel bagno rinfrescante, continuiamo il nostro tour in bici verso Parakeet Bay, a detta di molti la più bella. E’ stupenda certo, ma, per me, non la migliore. Come spiaggia è sicuramente meglio Geordie Bay, pochi metri più avanti. Bella, ampia, spiaggia bianca, ideale per una bella nuotata.

Stiamo raggiungendo ormai il porto, alle 17 abbiamo il traghetto del ritorno, non possiamo perderlo. Ci fermiamo alla rinomata spiaggia di The Basin, che sembra una piscina naturale ricavata nella barriera corallina.

Un incanto, ma troppa gente. Con le nostre bici attraversiamo il paesino con il suo ristorante, campeggio e i pochi alberghi pronti a rientrare, non prima però di aver salutato un ultima volta i simpaticissimi Quokka. E’ tardo pomeriggio, l’aria è più fresca e i Quokka escono dall’ombra e vanno in cerca di qualcosa da sgranocchiare, tutta la famiglia al completo.

Rottnest Island merita sicuramente una visita, non solo per le spiaggie ma soprattutto per i suoi speciali ed unici abitanti. Dopo aver visto tutte le incredibili spiagge del nord e del Western Australia Sud, Lucky Bay in primis, le baie di Rotto completano il puzzel di colori e di forme che l’oceano del Western Australia regala ogni giorno.

western australia sud

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Cosa preferisco? Il Western Australia Sud o Nord ?

Non posso fare una scelta, sono due faccie simili ma, al tempo stesso ben diverse, di una regione unica, una regione che richiede tempo, tanto tempo per esplorarla tutta.

Ogni stradina sterrata nasconte un gioiello, ogni curva nasconde una spiaggia incontaminata, ogni paesino nasconde una storia di minatori alla ricerca dell’oro e fattorie in cui la vita scorre lentamente.

Il Western Australia è l’Australia vera, quella fatta di persone semplici, abiutate a dare una mano e a chiacchierare poco. E’ un Australia abbastanza lontana, per ora, dal turismo di massa.

E’ un Australia in cui ho deciso di vivere, proprio perchè semplice, naturale, con pochi fronzoli, dove si respira libertà e verità.

Il Western Australia è semplicemente una perla di questo mondo magnifico che abbiamo la fortuna di vivere.

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