Categoria: Appunti e Note

30 anni di viaggi… 30 anni di arcobaleni

30 anni di viaggi… 30 anni di arcobaleni

Ci siamo, oggi compio 30 anni, eh magari… oggi compio 30 anni da viaggiatrice fotografa! Esattamente nel 1988 ho fatto il mio primo viaggio, organizzato da me, pensato, voluto e vissuto e da allora non mi sono più fermata.

Da quel primo viaggio, fatto con una mia amica a Parigi, ho iniziato a sognare! Sognavo il prossimo viaggio già mentre stavano andando in treno a Parigi, sognavo di voler vedere gli animali, veri, nel loro ambiente naturale, sognavo di vedere le popolazioni autentiche, mi immaginavo di camminare nel deserto, sotto il sole accompagnata da un tuareg con la veste blu!

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La mia casa … una finestra spalancata

La mia casa … una finestra spalancata

Dopo due anni in Australia, per la prima volta torno in Italia come “turista”.

Già il fare la valigia è stato difficile, perchè generalmente viaggio leggera, giusto il minimo per esplorare il mondo (vedi post sui miei bagagli). Ma questa volta era diverso.

In Italia tornavo per riabbracciare parenti e amici, per cene di classe e, in più, per fare una vacanza. Così non mi bastavano pantaloncini, canottiere e flip flop, ma anche vestiti eleganti, scarpe con il tacco e gonne. Alla fine mi sono ritrovata con 30 kg di bagaglio (giusto giusto il peso consentito) e … mi sono accorta che qualcosa avevo lasciato a Perth.

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Che ore sono in Arizona?

Che ore sono in Arizona?

Che ore sono? Le nove, no, sono le otto. Ma com’è possibile se siamo partiti alle otto?

Nel nostro viaggio alla scoperta del Wild America ad un certo punto mi ero “fusa” con il “fuso”! A Frank non interessava, ma io ho sempre avuto sta fissa… sapere che ore sono per me è sempre stato importante. E’ vero che eravamo in ferie, che non dovevo “timbrare il cartellino”, ma non sapere esattamente che ore erano mi faceva imbestialire.

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Giugno e settembre : 8 mete per una settimana all’insegna del relax

Giugno e settembre : 8 mete per una settimana all’insegna del relax

Giugno e settembre, mesi ideali per una vacanza all’insegna del relax e, soprattutto, periodo non ancora affollato.

Ogni tanto si ha voglia, si ha proprio bisogno di “staccare la spina”, dimenticarsi per un po’ del lavoro e respirare. Ognuno di noi si rilassa in modo diverso, c’è chi rimane 8 ore fermo sullo sdraio, chi invece per 8 ore fa tutti gli sport possibili. L’importante è fare ogni cosa con assoluto e semplicissimo piacere. Per me rilassarsi significa uscire dalla mia zona di “comfort”. Cercare mete nuove, interessi nuovi e musiche diverse.

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Come ci si saluta? Conoscere i modi di salutarsi, per sentirsi parte del mondo

Come ci si saluta? Conoscere i modi di salutarsi, per sentirsi parte del mondo

Possiamo studiare tutte le lingue del mondo, possiamo attraversare tutti i continenti, ma, solo fermandoci in un paese possiamo capire veramente come si saluta. Non è semplicemente imparando a dire ciao, hello o moni che entriamo in contatto con le persone, ma è imparando come in quel paese ci si saluta veramente, che possiamo dire di iniziare a conoscere quel paese.

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Lo strano caso della … ciabatta smarrita

Lo strano caso della … ciabatta smarrita

Vorrei avere al mio fianco Leroy Jethro Gibbs, solo lui potrebbe chiarirmi il caso della … ciabatta smarrita

La prima volta che ho visitato l’Australia, Sydney in particolare, non ci avevo fatto caso. Quando poi, due anni fa, mi sono trasferita nel Western Australia, precisamente a Perth, ho notato immediatamente una cosa stranissima: la ciabatta smarrita.

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Il Mal d’Africa esiste?

Il Mal d’Africa esiste?

Esiste il Mal d’Africa?

Io non posso che rispondere di SI a questa domanda, visto che fin dal primissimo viaggio fatto in Kenia, non ho mai smesso di ritornarci. Il primo viaggio in Africa l’ho fatto ancora nel lontanto 1992, anni in cui non c’era internet ed il PC era un 386 e funzionava con il Dos, insomma, erano anni in cui per avere informazioni si andava in biblioteca, viaggiare costava molto di più, si andava allo sbaraglio ma .. era anche bella l’avventura del “mah, chissà se torniamo a casa sani e salvi”. Era così distante e sconosciuto, all’epoca, che i miei andarono in chiesa a mettere una candela 🙂

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