Amazzonia – il cuore verde del Brasile

Amazzonia – il cuore verde del Brasile

Amazzonia e Lencois Maranhenses. Un viaggio particolare nel Brasile poco conosciuto, un viaggio in un paradiso naturale che consiglio a tutti coloro che vogliono conoscere il Brasile vero, il Brasile della foresta pluviale più grande al mondo, del deserto bianco, il Brasile dei brasiliani che, con la loro allegria contagiosa, rendono questo paese un paese unico e ineguagliabile.

L’organizzazione del viaggio in Amazzonia e nei Lencois Maranhenses (trovi qui l’Itinerario di Viaggio e Info Utili) non è stata semplice, è stato faticoso trovare i mezzi ma alla fine è risultato uno dei più bei viaggi che abbiamo fatto. 

Per la zona dei Lencois Maranhenses ci siamo affidati ad una agenzia locale che è stata perfetta, per l’Amazzonia ci siamo appoggiati a indios conosciuti a Manaus.

AMAZZONIA – LA FORESTA PRIMARIA PIU’ GRANDE AL MONDO

La prima parte del viaggio ha riguardato l’Amazzonia. Dopo tanto averlo sognato, dopo aver visto decine di video del National Geographic, finalmente ci immergiamo nel verde della foresta primaria più grande al mondo. Sono agitata, come una bambina al suo primo giorno di scuola.

RECIFE – Prima tappa Brasiliana

Arriviamo di sabato mattina, le strade dall’aeroporto sono caotiche come immaginavamo, arriviamo all’hotel e, stanchi del volo, facciamo un pisolino. Al pomeriggio saliamo fino al 10° piano dove si trova la piscina e ci spaparanziamo su un lettino, coccolati dal sole.

All’improvviso sentiamo della musica, forte, sempre più forte arrivare dalla strada. Dall’alto vediamo carri in lontananza. Scendiamo in fretta sulla strada e veniamo letteralmente travolti da gente mascherata, da uomini con tacchi vertiginosi e sciarpe fuscia… siamo nel bel mezzo di una parata gay. Era entusiasmante, scintillante l’aria che si respirava: tutti che ballavano, cantavano e, sui grandi camion addobbati, gente che rideva, saltava. Mi ha colpito un grande telo legato ad uno dei camion in cui era scritto…


… a felicidade é um coisa sério


E da lì abbiamo iniziato la nostra avventura brasiliana, il Brasile delle grandi distanze, il Brasile dei colori, della musica, delle enormi differenze culturali ed economiche ma soprattutto il Brasile della vita da vivere.

MANAUS – LA NOSTRA PORTA PER L’AMAZZONIA

Il volo da Recife, via Brasilia, ci porta a Manaus. Arrivati all’aeroporto internazionale di Manaus, con un taxi, andiamo al porticciolo. Qui, una barca di legno verde con la capottina, ci stava aspettando per portarci all’ Amazon Lodge, lungo il Rio Negro.

Siamo solo noi, la barca a motore vola sopra il fiume che, mano a mano ci allontaniamo da Manaus, si allarga tanto da non riuscire quasi a vedere l’altra sponda. Il colore è scuro, sembra tè senza limone, poi scopriremo che è una manna essere lungo il Rio Negro.

Arrivati al lodge prendiamo possesso della nostra camera, spartana, ma con tutto l’occorrente e soprattutto con una bella veranda immersa nella foresta. Depositati i bagagli siamo pronti per la nostra prima avventura in Amazzonia.

Un giovane indios ci attende: saliamo in una piccola barca di legno a remi color giallo ocra. Non sembra molto stabile, l’acqua sui nostri piedi non ci fa star tranquilli, temiamo per le nostra macchinette fotografiche, ma la voglia di esplorare è troppa per fermarci. Il ragazzo, vedendoci titubanti e soprattutto aggrappati con le mani e le unghie ai lati della barchetta, ci fa un sorriso e con i suoi dentoni bianchi ci dice “tranquilo”.

Ci fa scendere su una spiaggia poco distante dal nostro lodge e da qui ci inoltriamo nella foresta amazzonica. Iniziamo a sudare fin da subito, l’umidità è altissima anche se la temperatura è bassa (saranno 25 gradi) ma per il momento teniamo duro. Con le nostre bottigliette d’acqua, zaini e macchinette camminiamo per un po’ finchè non arriviamo ad una apertura della foresta: scimmie scoiattolo, scimmie urlatrici, la aulatta nera e i piccoli uistiti.

Brasile Amazzonia piccolo di scimmia

Brasile Amazzonia scimmia

E’ pieno di scimmie

Alcune saltano sopra di noi lanciandosi da un ramo all’altro, altre si avvicinano ma, appena prendiamo la fotocamera, fanno un balzo allontanandosi frettolosamente da noi. La nostra guida ci dice di stare fermi ed in silenzio, così riusciamo a vederle meglio. Dopo un pò di quiete, le scimmie iniziano a giocare fra di loro, a litigare emettendo striduli acuti, a mangiare frutti rossi dagli alberi.

All’improvviso balza davanti a noi una scimmia color oro, con il muso rosso spellato, che urla facendoci venire un colpo al cuore. Che paura abbiamo preso, ma il mio urlo è stato ancor più spaventoso, la scimmia gialla fa un salto all’indietro e scompare nella foresta.

Sul sentiero per riprendere la barca, veniamo attirati da un rumore proveniente dalla foresta. Paura si, ma la curiosità è maggiore. Prendo per un braccio Frank e piano piano ci avviciniamo a degli alberi, quelli da cui proveniva il rumore.

Abbracciato letteralmente al tronco dell’albero vediamo un bradipo. Mamma che brutto. Simpatico, ma veramente tanto brutto. Lo guardo attentamente, come se gli stessi facendo i raggi X:  il corpo ricoperto da peli duri, le braccia lunghissime, unghie delle mani ancora più lunghe e un musetto di chi si è appena svegliato. Con la punta delle dita gli tocco il pelo, il bradipo non scappa, rimane li attaccato al tronco…beh si , è noto per essere l’animale più lento al mondo!

Amazzonia, bradipo nella forest amazzonica

Ma ecco, dopo tre minuti, fa uno scatto improvviso e, alla faccia della lentezza, sale sul tronco con una agilità impensabile. Ecco a cosa servono quelle unghie lunghe lunghe… a risalire gli alberi come se avesse le scarpe chiodate.

Alla sera facciamo ritorno alla nostra camera, fradici di sudore e pronti per una bella doccia (fredda, non c’è acqua calda nel lodge).

UN ALTRO GIORNO NELLA FORESTA VERDE DEL BRASILE

Oggi ci aspetta un intero giorno con la nostra guida Marcos nella foresta amazzonica.

Partiamo di buon ora a piedi e ci addentriamo nella foresta, dietro a Marcos, seguendo un sentiero. Ogni tanto usa il macete per fare strada tagliando i rami delle grandi felci che ostruiscono il passaggio. E’ tutto verde attorno a noi, verde brillante delle felci, verde scuro degli alti Kapok, il marrone delle liane e il verde oliva delle palme. Qua e là il rosso e giallo vivo delle grandi orchidee illuminate dai raggi del sole, che sembrano lunghe righe bianche disegnate con un pennello.

Marcos si sofferma ad ogni albero raccontandoci la storia e l’uso, io resto incantata dalle sue storie, ma ancor di più dal grandissimo amore e rispetto verso la natura che traspare dalle sue parole. Questo è l’albero della menta, racconta, serve se si ha male alla gola, prende il coltello, punzecchia la corteccia e fuoriesce una spuma bianchissima. Annusiamo, sembra di fare l’aerosol al mentolo. Poi immediatamente ricopre con dolcezza la corteccia dicendoci  “a arvore nao sofre” e proseguiamo il cammino. Questo albero serve per chi si perde nella foresta, ci racconta fermandosi ai piedi di un grandissimo albero con un tronco marrone scuro, prende un bastone e picchia forte sul tronco. Un rumore tonfo che viene amplificato dal tronco, e sembra arrivare lontano…”ecco, così se vi perdete sapete cosa fare”… sorride e riprende il cammino.

Ogni centimetro della foresta è qualcosa di diverso, di piante mai viste, o di dimensioni più piccole. Le felci qui sono enormi, le orchidee hanno fiori giganteschi rispetto a quelle che noi conosciamo. Qui si ha proprio il senso della potenza della natura, della forza incredibile della natura e questa forza sembra pervadere anche noi. Camminiamo senza parlare, è la foresta che continua a raccontarci una storia, con i suoi fruscii, con i ronzii e con i suoi improvvisi silenzi assordanti.

Ci accorgiamo dopo un pò, che stranamente non ci sono zanzare.

Noi che eravamo partiti immergendoci letteralmente in un bagno di autan non ci pare vero. Marcos ci racconta che siamo nella zona amazzonica lungo il Rio Negro, che, a differenza del Rio delle Amazzoni, è acido (ecco il perchè del suo nome e color scuro) e questo allontana le zanzare. Benedetto questo acido! Solo dopo le grandi piogge, l’acqua piovana stagna in alcune foglie di felce e così di riproducono un po’ di zanzare. Ora capiamo tante cose.

Brasile Amazzonia e Lencois Maranhenses albero sul rio negro

Continuiamo a camminare finchè non arriviamo in una casa dove troviamo delle persone che stanno lavorando la gomma. Così chiediamo di poter vedere il processo di come, dall’albero della gomma, si ottiene questa palla nerastra ovvero il caucciù e quindi la gomma. Potrei raccontare tutta la storia alla Piero Angela, ma vi consiglio di andare voi stessi a vedere, è troppo affascinante.

Ci fermiamo un pò in questa casa a palafitta, dove scorgiamo una piccola cassetta di legno rialzata in cui vengono coltivati dei pomodori, un orto su palafitta. La casa è semplice: una grande stanza di legno, 4 grandi amache colorate, finestre senza vetri ma con tende a righe azzurre e rosse, ed in un angolo per terra un piccolo fuoco con grosse pentole nere. Stanno preparando il pato no tucupi, pezzi di anatra e una salsa a base di jambù (erba molto piccante).

RIO DELLE AMAZZONI

Oggi prendiamo una barca un po’ più grande e navighiamo lungo il Rio Negro, passiamo Manaus che, con le sue grandi baraccopoli colorate, fa da anfiteatro ad uno dei più strani spettacoli della natura: due fiume che non si mescolano, due colori che vogliono rimanere separati. Stranissimo, vedere un fiume color cappuccino e uno color tè che per molti chilometri non si uniscono e formano un lungo e sinuoso corridoio.

Brasile Amazzonia incontro fra rio Amazzoni e rio Negro

Questo fenomeno, noto come “encontro das aguas” è uno spettacolo naturale che si verifica anche in altre parti lungo il rio delle Amazzoni, ma qui è particolarmente evidente.

Ma a cosa è dovuto questo effetto? Lo abbiamo chiesto alla nostra guida, che, prontamente, si è trasformata in una enciclopedia.

“L’effetto è dovuto alla diversa acidità, diversa temperatura e diversa velocità delle due acque. In particolare il Rio negro scorre a 2 km orari alla temperatura di 28°C, mentre il Rio delle Amazzoni (in particolare, in questa zona vicino a Manaus) scorre tra i 4 e i 6 km/h alla temperatura di 22°C.”

E’ un effetto veramente inusuale e spettacolare. Due fiumi che si abbracciano, ma non si amano … e alla fine, prima di arrivare all’oceano vince il capuccino. Beh, come poteva non essere così!

Facendo ritorno verso il lodge scorgiamo le case sull’acqua, vediamo i nativi dondolare sulle amache colorate fissate nelle verande esterne, sorridiamo vedendo i bambini che, in mutandine bianche, si tuffano nel fiume nero buttandosi dai rami.

Ci fermiamo su un bar galleggiante e peschiamo i piragna (piccoli, brutti e con denti affilatissimi) che poi rigettiamo in acqua.

Io avevo paura dei piragna, nei film vedevo piragna che uccidevano le persone, avevo paura anche solo di appoggiare la mano sull’acqua. Ma guardando i villaggi sull’acqua e i bambini che giocavano in acqua, ho chiesto alla guida se non fosse pericolo questo comportamento. La guida, dopo aver sorriso un po’, mi spiega che in realtà i piragna sono pesci tranquilli, difficilmente attaccano l’uomo o pesci più grandi di loro. Certo che, nella stagione secca, quando scarseggia il cibo (e il fiume si ritira), potrebbero avventurarsi e attaccare l’uomo. Ecco perchè i bambini nuotano tranquilli, perchè abbiamo già superato il culmine della stagione secca, siamo a fine settembre. Uff, che fortuna 🙂

Ogni giorno imparo tantissime cose, questo viaggio in Amazzonia è un viaggio non solo nella natura ma nella conoscenza. E’ come essere dentro le pagine di una Treccani.

Il fiume è un via vai di barchette gialle, verdi e marroni che vanno da una casa all’altra, portando grandi cesti di verdure o lunghi pali di legno. Ormai sono le sei di sera, inizia a fare buio e siamo di ritorno al lodge.

Brasile Amazzonia lungo il rio Negro

Brasile Amazzonia e Lencois Maranhenses barche nel Rio Negro

Dopo cena facciamo un giro in barca per vedere i caimani.

Eh si, ci eravamo scordati dei caimani. L’ Amazzonia è ogni giorno una scoperta, dalle scimmie, ai caimani passando per piragna e bradipi.

Sopra la nostra barchetta verde, noi due e la guida che fa anche da timoniere. E’ buio pesto, non c’è la luna ad illuminare il fiume, solo stelle, miliardi di puntini luminosi che si riflettono sull’acqua. La guida ci dice che è una serata ideale per vedere i caimani, perchè non c’è la luna che li disturba.

Procediamo lentamente, nel buio ogni rumore viene amplificato e, sinceramente, ho anche un po’ di paura, non fosse che siamo assieme alla guida. Ad un certo punto passiamo sotto le fronde di una grande albero e ci fermiamo. La guida prende la sua torcia e illumina verso la riva. Due lampi, sembrano due lampi rotondi che ci guardano. Sono gli occhi di un caimano che sta per buttarsi in acqua. Non ha la faccia di chi è contento di vederci, anzi, sembra seccato, come lo avessi svegliato.

A dire il vero credevo che i caimani fossero più grandi, sono piccolini, con il muso a V  e non hanno così tanti denti come i loro parenti africani. In realtà, ci racconta la guida, i denti ce li hanno, ma quando hanno la bocca chiusa si vedono solo quelli superiori così sembrano meno pericolosi… sarà, forse, ma meglio non disturbarlo ancora.

Procediamo ancora per un oretta lungo il fiume. E’ una esperienza bellissima, navigare lentamente lungo queste acque, accompagnati dai suoni della foresta, che dopo un po’ diventano armonia.

Rientriamo nel lodge, felici di aver trascorso giornate indimenticabili. Onorati di aver vissuto una esperienza incredibile e che difficilmente potrò ripetere. L’Amazzonia è un luogo unico al mondo, un luogo in cui la natura è a casa sua.

Brasile Amazzonia e Lencois Maranhenses lungo un iguarape

Brasile Amazzonia e Lencois Maranhenses case sul Rio delle Amazzoni

Questa è la prima parte del mio viaggio in Brasile, un viaggio che ci ha portato lontano dai classici percorsi turistici.

Un viaggio in un paese che va scoperto piano piano, perche’ i ritmi sono lenti, seguono il movimento lento del sole, non le lancette dei secondi. Il Brasile della forza della natura amazzonica.

Vedere l’Amazzonia è stato un sogno che si è realizzato, un sogno che auguro a tanti di realizzare.

Andare sulle Dolomiti, nel deserto del Sahara, a New York, mete uniche ed incredibili, ma l’Amazzonia è qualcosa di diverso. Viaggiare in Amazzonia è un po’ come viaggiare dentro la parte più ingenua di noi, è come avere la sensazione di rivedere un luogo familiare, pur sapendo che è la prima volta. In Amazzonia respiri, vivi, ti senti libero nel senso più forte, bello e ampio che esista.

Se vuoi leggere la seconda parte del viaggio, nell’incredibile bellezza dei Lencois Maranhenses, clicca qui , e se ti è piaciuto il racconto lasciami un commento

Brasile Amazzonia scimmie

Brasile Amazzonia e Lencois Maranhenses lago salato

 

11 Replies to “Amazzonia – il cuore verde del Brasile”

  1. E’ uno dei miei sogni, mia nonna era di san paolo del brasile ed io vorrei tanto andare a fare un tour città e foresta… ma mio marito non ama questo mio progetto, ora gli faccio leggere il tuo post, spero che le tue foto lo impressionino e convincano!1

    1. Speriamo,xke l Amazzonia è unica nesdun altro posto al mondo può competere. Fammi sapere se ci vai 🙂

  2. Che foto pazzesche e che luoghi meravigliosi!
    Deve essere un viaggio pazzesco.. mi piacerebbe vedere questi posti! 😉

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