Arizona lo stato arcobaleno – i parchi dell’ovest USA

Arizona lo stato arcobaleno – i parchi dell’ovest USA

L’Arizona è il terzo Stato che incontriamo nel nostro favoloso viaggio alla scoperta dell’ovest degli USA. L’Arizona è sinonimo di Grand Canyon (seconda parte del viaggio in Arizona), ma in realtà offre molto molto di più.

I suoi paesaggi desertici, i cactus che segnano i percorsi e il fiume Colorado, che lo attraversa creando gole e canyon spettacolari, guglie rosso sangue, questo è ciò che offre l’Arizona. Ma l’Arizona è anche terra degli indiani, quasi un quarto dello Stato è costituito da riserve indiane, che definiscono territori e fusi orari distinti.

L’itinerario del nostro viaggio attraverso la wild America lo trovate qui.

ARIZONA, LO STATO ARCOBALENO

PAGE

Partiti da Las Vegas, abbiamo attraversato i parchi dello Utah, e siamo arrivati alla cittadina di Page. Questa cittadina è incantevole, appollaiata lungo la sponda sud del lago Pawell, incredibilemente azzurro e sullo sfondo montagne dai colori tenui, che vanno dal rosa al fuscsia.

arizona,page e lake powell

Non si può andare a Page e non visitare il lago. Il lake Powell è fantastico.

Noi ci siamo andati, e a piedi lo abbiamo scoperto un po’ alla volta. Al pomeriggio, accaldati, ci siamo fermati lungo le rive e abbiamo deciso di “testare l’acqua”. Non avevamo il costume, ma l’acqua era così trasparente e tiepida che il richiamo è stato troppo forte. Così, ci guardiamo attorno, non c’era nessuno, ci togliamo i pantaloncini e rimaniamo in slip. Con i piedi appoggiati sulle liscie rocce color rosa, è stato un bagno unico. Usciti, la pelle era così morbida che sembrava di aver fatto un tuffo in “acque magiche”. Non avevamo nemmeno gli asciugamani, così abbiamo indossato direttamente i pantaloncini… sensazione di libertà unica.

arizona, lake powell azzurro

arizona, lake powell e io

A Page abbiamo soggiornato al Comfort Inn, che aveva belle camere spaziose e una piscina grande, proprio davanti alla reception. Per il soggiorno abbiamo utilizzato i coupons che avevamo trovato lungo la strada. In America non conviene prenotare in anticipo dall’Italia, di posti dove dormire ce ne sono di ogni tipologia e di ogni prezzo (vedi post su “dove dormire“) .

arizona, lake powell bellissimo

ANTELOPE CANYON

Page è una sosta imprescindibile per visitare i numerosi parchi nelle vicinanze. E’ un posto strategico.

Il primo parco è l‘Antelope Canyon. In realta ce ne sono due, Upper and Lower Antelope, diversi fra di loro, entrambi un miracolo della natura.

arizona, upper antelope canyon

L‘Upper Antelope è con visita guidata, che si prenota a Page, on line (questo è il sito di prenotazione)  o direttamente all’entrata. Questo è quello più visitato, anche perchè più facile da esplorare.

Il Lower Antelope Canyon si può visitare da soli, ma è più difficile l’accesso. Proprio per questo motivo qui ci sono meno turisti.

arizona, scorcio di antelope canyon

Indovinate cosa abbiamo scelto? Volevamo fare entrambi, ma a Page, al Centro Informazione, ci hanno detto che non aveva senso, in quanto molto simili, pareti e luci incredibili entrambi. Loro consigliavano l’Upper, proprio perchè visitabile con guida e semplice. Ma a noi, che piace l’avventura e soprattutto, non ci piacciono i posti affollati, abbiamo scelto il Lower. Oggi posso dire che, se uno non ha problemi di claustrofobia, il Lower è certamente la scelta migliore. Ce lo siamo goduti quasi senza turisti, con calma, siamo rimasti immersi nel Canyon ben oltre le tre ore e … è stata tutta un avventura arrivare fino in fondo!

arizona,io al antelope canyon

Siamo arrivati all’entrata del Lower Atelope Canyon, e non capivamo ancora dove ci trovavamo.

Seguiamo il sentiero e arriviamo ad una scala. Scendiamo, scendiamo ancora. Le pareti strette, rosse, ci indicavano la strada. Sembrava non finire mai, eravamo come alla scoperta del centro della terra. Era la prima volta che andavo così in profondità. Certo, se uno soffre di claustrofobia, qui non si sentirebbe certo a suo agio. Ultimi scalini ed arriviamo sul fondo.

arizona, antelope canyon upper

La sabbia rosso pallido faceva da pavimento. Ai lati rosso, solamente roccia rossa. Ogni tanto guardavo in su per vedere la luce e mi appariva lui, il cielo, di un azzurro incredibile che sembrava farsi spazio a fatica. Le rocce erano stranissime, scolpite dall’acqua, apparivano come spettri. Altre invece di un viola delicato, erano dolci, come petali di tulipano. Ho adorato quel posto, ad ogni passo la luce entrava e, come una lama, tagliava le rocce, illuminava la parete e moltiplicava le sagome, le linee sulle rocce parevano muoversi.

arizona,luci dell antelope canyon

Abbiamo attraversato il canyon a bocca aperta.

Ad un certo punto ci troviamo di fronte una parete, alta e stretta che si faticava quasi a passare. Io, genio, provo ad arrampicarmi.

Nei film usavano salire le rocce mettendo un piede su una parte e uno dall’altra…sembrava semplice, nei film. Io ci provo, mano e piedi appiccicati, ma non riesco a muovermi nemmeno di 5 centimetri, scivolo come una patata lessa piena di olio! Fortunatamente non c’era anima viva, cosi almeno abbiamo riso solo noi due.

arizona, roccia di antelope canyon

Vediamo una luce in fondo, come fosse un richiamo alla libertà. Da li, altra scalinata che ci porta su, a livello umano. E’ stato come esplorare il nucleo della terra, camminare li in mezzo, giù in fondo, e’ stato come attraversare la storia. Ogni singola linea, ogni roccia smussata, racconta la storia, racconta della potenza dell’acqua, del tempo e ti senti impotente. E’ una strana sensazione, essere rinchiusi ma sentirsi liberi al tempo stesso.

arizona, antelope canyon

COYOTE BUTTES

Da Page, seguendo la route 89 si rientra nello Utah e dopo alcuni chilometri si trova una strada sterrata che gira a sinistra rientrando in Arizona. Questa è la strada impolverata, deserta, che attraversa le Vermilion Cliffs e regala perle nascoste.

arizona, coyote buttes

La nostra idea era quella di andare a visitare la famosa Arizona Wave , una onda perfetta scavata nella roccia (simile a Wave Rock in Australia, ma con colori e ampiezza completamente diversi).

Per prima cosa dovevamo ottenere l’accesso alla Wave, cosa che non era così semplice. L’accesso infatti è consentito a sole 20 persone al giorno, 10 attraverso una lotteria on line e 10 sempre attraverso una lotteria direttamente dal centro Visitatori di Kanab. Fortunata in amore, sfortunata nel gioco, infatti andiamo al Centro di Kanab ma non vinciamo il pass. Non vi annoio con tutte le informazioni tecniche per l’ottenimento di questo “pass”, ma vi lascio la guida sui pemessi che trovate qui.

arizona,coyote butte e la wave

Sconsolati ce ne ritorniamo indietro, ma proprio quando davamo per persa la visita al Coyote Buttes, lungo la strada rossa, troviamo un piccolo viottolo che portava verso il deserto del Vermilion. Era una strada stretta, piena di sassi e senza alcuna indicazione…

…ma dava l’idea di portarci proprio nel cuore del Coyote Buttes.

Prendiamo questa stradina e rimaniamo incantati dal paesaggio: il cielo azzurro, limpido, faceva da sfondo ad un deserto di sabbia rossa, interrotto qua e la, da guglie alte dalle forme tozze. Sembrava di essere in un quadro di Botero, ogni guglia era grassa, grossa, rossa. Magnifico. Scattiamo foto che sono già perfette, nessun ritocco di colore.

arizona, sasso a forma di cappello

E’ stato bellissimo passeggiare in mezzo a queste rocce, una a forma di cappello da cawboy, naturalmente non poteva essere a forma di Fez. Un paesaggio che ci ha lasciati incantati, dai colori forti, potenti.

arizona,coyote butte alcuni particolari

Ritornando indietro, lungo la strada troviamo un altro scorcio magnifico: dune di sabbia arancione, che il vento e la pioggia hanno levigato, trasformandole in dune rigate. Ed è qui che ci troviamo in compagnia di simpatici conigli selvatici che sembravano fare a gara fra di loro per chi saltava più in alto.

arizona, coniglio

arizona, io al coyote buttes

Dal Coyote Buttes, ritorniamo a Page, nel nostro lodge, per la notte.

HORSESHOE BEND

Vicino a Page c’è un luogo unico al mondo, un luogo dove la natura ci ha regalato qualcosa di speciale e dove, ci si rende conto di quanto bella, incredibile e varia è la Terra.

Da Page si percorre una strada dritta, costeggiata da cespugli e poche case finchè si arriva ad un incrocio che segna “Horseshoe Bend“. Da qui, una strada dissesatata porta ad un parcheggio, ma ancora non si vede nulla.

arizona, horse shoes bend

A dire il vero anche noi, dopo aver parcheggiato, ci guardiamo attorno alla ricerca di questa “meraviglia”, ma vediamo un bel paesaggio e nulla di più. Tanto che ci viene il dubbio di essere sul posto giusto. Dal parcheggio parte un sentiero che va su, verso una collina. E’ un percorso semplice, naturale e che poco racconta della meraviglia che avremmo visto da li a pochi metri.

Arrivati in cima si apre un panorama mozzafiato. Siamo su uno strapiombo, senza parapetti, libero, paurosamente pericoloso e da qui, si vede l’ansa del fiume Colorado che proprio in quel punto crea un cerchio perfetto, un “occhiello” incastrato fra le rocce, un ansa a forma di ferro di cavallo (e da qui il suo nome)

arizona, horse shoes

E’ l’Horseshoe bend.

Come descriverlo? Come si può mai raccontare una simile opera d’arte se non rimanendo in silenzio? Non ho parole, forse le immagini lo possono fare meglio…

Ma ci credete che non tutte le guide portano i turisti qui? Mi sono sempre chiesta il perchè, forse perchè è solo natura, semplicemente, incredibilmente natura in tutta la sua grandezza.

arizona, anello perfetto

Lo abbiamo ammirato da ogni posizione, ma soprattutto ci siamo concentrati nella parte centrale, giusto per vedere l’anello perfetto. E’ qui che ho capito che soffrivo un po’ di vertigini. Avvicinata al bordo dello strapiombo la mia testa ha iniziato a girare, ho avuto paura di cadere. Ma la voglia di fotografarlo, interamente, era troppo grande per rinunciarvi. Allora mi sono stesa a terra e, come un serpente, mi spostavo sempre più in la, più in la, finchè con gli occhi e la macchina fotografica sono riuscita a scattare la foto.

arizona, ferro di cavallo

Ecco, questa foto, racconta della paura ma anche della forza che arriva quando si vuole fare una cosa a tutti i costi. Per me questo è stato un momento importante, ogni volta che riguardo questa foto i brividi mi percorrono tutta la schiena e un energia mi avvolge, perchè “ci sono riuscita”!

L’Horseshoe bend rimarrà la mia vittoria!

Per vederlo al meglio le prime ore del mattino sono ideali, sia perchè fa un po’ meno caldo, ma anche perchè il sole illumina il blu del fiume Colorado regalando, a chi lo guarda, colori incredibili.

INDIANI HOPI

Un altra “fissa” del mio viaggio nella Wild America era quella di vedere i “veri indiani”. Non quelli dei villaggi per turisti, con le penne sopra la testa e i vestiti colorati, ma quelli reali, gli indiani indiani.

Così, leggendo un po’ in giro, avevo letto di una comunità di Hopi che si trovava in Arizona, all’interno della grande Riserva Navajo. Siamo in territorio Navajo, ma in Arizona, quindi un ora in più, no in meno, oddio, che confusione! Spiegazione sul post “che ore sono in Arizona“.

Da Page, prendiamo la strada 89 fino a Tuba City e da qui iniziamo la nostra avventura alla scoperta degli indiani Hopi. Ci fermiamo in un villaggio dove cerchiamo informazioni. Siamo a Hotevilla, un paesino di poche case in zona desertica. Davanti ad una casa di mattoni bianchi, seduto su una sedia, troviamo un signore anziano, al quale chiediamo degli Hopi.

Il signore ci racconta che i suoi genitori erano indiani navajo e che loro consideravano gli indiani Hopi come un popolo diverso, dotati di grande saggezza e spiritualità. Secondo i Navajo, gli Hopi riuscivano a parlare con gli spiriti attraverso le “cose”, dalle “cose” venivano a conoscenza di eventi futuri. “Se vogliamo trovare gli Hopi dobbiamo proseguire fino al villaggio di Kykotsmovi “, ci dice l’anziano indiano.

Ero già felice di aver parlato con un indiano navajo, ma procediamo fino al paesino che ci aveva indicato, anche solo per curiosità.

Raggiungiamo Kykotsmovi Village, dove si trova la Riserva Hopi.

La strada per arrivarci corre lungo un dirupo che porta su su , in cima ad una montagna. E’ qui che ci fermiamo, scendiamo dalla macchina e percorriamo in silenzio la via. All’ingresso del paesino c’era un cartello con scritto “Riserva Hopi, rispettate questo antico popolo, non fotografando“. E così, scatto solo una foto, proprio all’ingresso del paese e quella foto per me è un libro, una foto dal valore inestimabile.

arizona,indiani hopi

Incrociamo un carro con sopra due anziani. Hanno abiti semplici, dai colori tenui e strani sandali di pelle color marrone. Sono i lineamenti sottili e i capelli neri corvino della signora che ci fanno capire che sono indiani.

Salutiamo la signora e le chiedo se siamo nella riserva degli Hopi e lei, con un sorriso nascosto dalla mano, mi fa cenno di si.

Scende dal carro tenendo una cosa verde-blu in mano e ce la offre. Noi la guardiamo quasi sospettosi, ci dice che è bread (pane), fresco appena fatto. Ma blu? E’ il pane dei puffi? Che scema che sono. La signora si siede su una muretta li vicino e ci parla del grano color verde bluastro che loro coltivano e che è tipico della loro tribù.

Ci mostra la loro casa, semplice, con le finestre senza i vetri e fatta di mattoni grigio chiaro. Con la mano ci segna la valle e ci dice che quelle erano le terre degli Hopi, ma ora non è rimasto più nulla.

Prosegue e con un velo di tristezza ci racconta come, per gli indiani, questo mondo ha perso la sua identità.

“Lo abbiamo visto dopo i serpenti di ferro che hanno attraversato le nostre terre e le grandi ragnatele che hanno intersecato le nuvole nel cielo.”…queste sono le sue parole.

Subito non capiamo cosa ci voglia dire, ma poi con i suoi gesti, afferriamo questi concetti, sembrano lame d’acciaio che traffiggono l’anima. La vecchia signora parlava delle rotaie, delle centrali elettriche… cose che hanno distrutto il loro mondo e che hanno portato i “bianchi” ad impossessarsi delle loro terre.

arizona, strada per hopi

Che bella questa signora, le sue rughe e i suoi occhi diventati piccoli piccoli, la sua schiena ricurva, raccontano tanto di più. Ce ne andiamo sereni dopo che lei, con un sorriso, ci dice che non dobbiamo preoccuparci di tutto questo, perchè “se abbiamo la pace del cuore, saremo protetti“.

Che giornata incredibile che è stata oggi, ma non era ancora arrivata sera.

PAINTED DESERT

Dalla Riserva degli Hopi, scendiamo a sud, lungo una strada noiosissima. Non c’è nulla, nè villaggi, nè guglie o montagne. Solo una strada dritta dritta, dove l’asfalto crea strane figure nel sole.

Ed è qui che troviamo un segnale arrugginito con indicato “Painted Desert“.

arizona, painted desert panorama

Non avevamo idea di cosa fosse, ma era come un segnale apparso all’improvviso e all’improvviso scomparso. Prendiamo questa strada piena di buche finchè arriviamo ad un parcheggio. Sembrava un posto abbandanato. C’era una tettoia di legno tutta rovinata, bottiglie di vetro per terra e sacchetti di plastica ammucchiati dal vento.

arizona, painted desert panorama3

Ma da li, dall’orlo del precipizio, ci troviamo davanti ad una valle dai mille colori. Il Painted Desert è qualcosa di incredibile. Non ha un colore, ha mille sfumature di colori. Non sono vivaci, sono rosa tenue, giallo chiaro, azzurro cielo, verde appena accennato. Sembra una grande torta farcita di diversi strati di crema colorata.

arizona, painted desert panorama 2

Un incanto, un luogo che va visto, un deserto arcobaleno che solo la natura può creare.

Procediamo verso sud ovest e arriviamo a Flagstaff, città della route 66, cittadina meravigliosa, se non abitassi a Perth, credo, vivrei qui. Me ne sono innamorata.

Flagstaff sarà la nostra base per la visita all’incredibile e unica opera d’arte naturale che è il Grand Canyon, simbolo dell’Arizona.

Dopo aver attraversato il Nevada e lo Utah, l’Arizona ci ha conquistati con la sua varietà di paesaggi. L’Arizona è il cuore di un viaggio alla scoperta dei parchi dell’ovest, un viaggio in cui lasci una parte del cuore, solo con il desiderio di ritornarci al più presto.

 

 

36 Replies to “Arizona lo stato arcobaleno – i parchi dell’ovest USA”

  1. Uno sciamano in questi giorni mi ha detto che la gente va ad ammirare il Grand Canyon perché, inconsciamente, vuole guardare il Vuoto. Mi è piaciuta questa sua osservazione! Complimenti per le foto, bel post!

  2. Davanti a tutto ciò si può solo dire: CHE MERAVIGLIA! Non c’è una foto o un racconto che non abbia invidiato (in senso positivo ovviamente) in questo post!

  3. Ma che posti meravigliosi. Non ci sono mai stata e in alcuni punti dubito si possa arrivare in sedia a rotelle. Ma ci fosse il modo partirei ora

    1. Ma in molti posti c’erano le passerelle, magari nn fai alcuni passaggi ma il bello di quei luoghi li riesci a vedere. Da inserire nel tuo viaggio in giro x il mondo.

  4. Paesaggi spettacolari… Noi ci siamo stati ma non abbiamo visto tutto, ci mancano la Wave, il Painted Desert e la riserva Hopi. MI piacerebbe un giorno tornare per fare tutto moooolto più lentamente per fare trekking in questa zona fantastica degli States.

  5. Sembra quasi impossibile che certi paesaggi possano esistere davvero! Uno spettacolo mozzafiato, chissà se li vedrò mai dal vivo!

  6. È proprio vero che l’Arizona è un vero e proprio capolavoro e opera d’arte naturale. Ha dei colori stupendi, al cospetto di cotanta bellezza ti senti piccolo piccolo

  7. Che meraviglia!
    Non so cosa darei per fare un viaggio in Arizona!
    Le tue foto sono stupende.. e i posti sembrano davvero pazzeschi!
    Grazie per il consigli 🙂

  8. mi piacerebbe tantissimo visitare l’Arizona. Cioè non solo lei ma alcune meraviglie degli USA. Sono così evocativi questi posti che mi stimolano ed emozionano anche solo negli scatti. Peccato che vivo con una persona che di USA non ne vuole proprio sentire parlare.

  9. che fantastici colori, foto da togleire il fiato! a breve prenoteremo il nostro viaggio oltre oceano, spero di poterci incastrare piacevolmente anche l’Arizona !

  10. Mi hai rapito il cuore, che spettacolo!! Un viaggio incredibile, luoghi, colori, paesaggi, immagini a colori e a parole straordinarie ! Buon viaggio! Beati. Vi seguo 🙂

  11. Che spettacolo! Non riesco a scegliere cosa mi piaccia di più tra tutte queste meraviglie della natura. Una vera e propria esplosione di colori. E il bagno improvvisato poi, bellissimo! Non vedo l’ora di vedere anche io questi posti magici 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.