Nevada e Las Vegas – i parchi dell’ovest USA

Nevada e Las Vegas – i parchi dell’ovest USA

Viaggio nei parchi dell’Ovest degli Stati Uniti d’America, un viaggio incredibile, uno di quei viaggi da fare  almeno una volta nella vita.

Attraverso questo percorso, da esplorare piano, seguendo il ritmo del Colorado, si entra in contatto con la vera America. 

Non è l’America dei grattacieli, dei palazzi moderni. Siamo nell’ America degli spazi infiniti, del meraviglioso dono che la natura ci ha regalato, il Grand Canyon, dei paesi con i bar di legno, dell’incanto rosso della Monument Valley, fino al paesaggio, rosa a striscie azzurre, di Lake Powell.

Difficile non rimanerne incantati, difficile non assorbire tutta l’energia che simili spettacoli naturali riescono a trasmetterti.

Non voglio annoiarvi con il racconto giorno per giorno, l’itinerario dettagliato con le info utili lo potete trovare su “Itinerari parchi nazionali dell’ovest degli USA.“.

Vorrei piuttosto riuscire, con le parole e soprattutto le mie immagini, a trasmettervi tutte le emozioni che ho provato in questo meraviglioso e unico viaggio attraverso i 4 stati più wild degli USA.

Il viaggio ha infatti attraversato 4 stati, California, Arizona, Utah e Nevada ed è così che ho pensato di suddividere le emozioni, con i colori di ognuno di questi stati.

Las Vegas di notte

NEVADA –  caleidoscopio di luci.

Las Vegas

Il nostro viaggio è iniziato dalla sorprendente Las Vegas.

Las Vegas è incredibile, la città più luccicante, colorata, animata e viva che abbia mai visto. La città del “copia e incolla”, come la chiamo io, perchè nulla qui è vero, tutto è stato ricostruito fin nei minini particolari, arrivando anche all’eccesso.

La città che, di giorno, appare come un’ isola con tanti cubi grigi che spiccano nel deserto, e che, di notte, diventa brillante, magnifica e unica.

Arrivando con l’aereo, di giorno, si nota subito la sua peculiarità: un oasi grigia e, tutt’attorno, il giallo tenue della sabbia, interrotto da macchie ordinate di un verde brillante, ovvero i numerosi campi da golf che si trovano ovunque, attorno a Las Vegas.

Las Vegas chitarra

Una cosa mi ha colpito all’arrivo: l’aeroporto di Las Vegas è l’unico dove la zona “ritiro bagagli” non è anonima.

Fra un rullo bagagli e un altro, decine e decine di “slot machine“, colorate e dorate, che sembrano anche loro in sospensione. Così, nell’attesa delle valigie, ecco che si è attirati da queste macchinette, metto un dollaro, tiro la manovella, trill trill e … nulla, tre figurine diverse… ma nel frattempo la mia valigia è arrivata! Vado in bagno e anche qui ritrovo le “slot machine“, sempre per allietare l’attesa!. Non vogliono proprio farti annoiare .

Dall’aeroporto McCarran al nostro Hotel abbiamo impiegato poco tempo, l’aeroporto internazionale è a circa 10 minuti dal centro Las Vegas. Abbiamo preso un taxi, se ne trovano centinaia. Ma nessuno ci aveva detto che era “obbligatorio” dare una mancia al tassista.

Arrivati al nostro hotel, paghiamo i 20 $ con un biglietto da 50$. L’autista ci saluta e io rimango li, con la mano in alto, in attesa del resto. L’autista mi guarda, e io anche. Rimaniamo li a guardarci per 5 minuti e io sempre con la mano alzata a mo’ di “mendicante”, finchè mi da i 30 $ di resto, mi guarda in “cagnesco” e mi dice qualcosa che, pur non capendo esattamente, sapeva tanto da “ma va ….”.

Solo alla sera, leggendo nei vari blog, scopro che in Usa è tipico, se non doveroso, dare le mance, ma non solo nei ristoranti o alle guide, ma anche ai tassisti. Ah bene, ecco la mia prima figuraccia da “italiana taccagna”.

Anyway, continuiamo il viaggio in questa contrastante città.

Las Vegas, bottiglia

Tre cose mi sono rimaste indelebili di Las Vegas

1. box con giornali “diversi”

passeggiando per le vie di Las Vegas mi ha colpito “questa cosa”, la presenza di box di ferro con un vetro davanti. Sono stata attirata dai colori vivaci delle immagini dei giornali contenuti nei box e, una volta presi, quello più interessato è stato mio marito. Si trattava, infatti, di giornali pubblicitari di “accompagnatrici” di vario genere, con foto a colori nelle pose più disparate. Funny (divertente), le scritte poi erano fantasiose, molto fantasiose, con tanto di numero di cellulare, orari e tariffe. E non erano poche pagine.

2. autobus “a luci rosse”

beh, non sorprende vedere a Las Vegas decine di pub a luci rosse, ma non avevo mai visto anche autobus a luci rosse. All’imbrunire, iniziano a circolare lungo le strade degli autobus illuminati a festa con dentro ragazze che, in vestiti succinti, ballano attorno ad un palo allestito all’interno. L’autobus è accompagnato da musica alta e da scritte psichedeliche con il nome del locale pubblicizzato. La fantasia qui non ha confini.

LAs VEgas slot machine

3. anziani collegati alle slot

passare da un edificio all’altro, da un hotel all’altro, significa passare nell’ “oceano delle slot machine“. Enormi, vastissime sale colme di slot e, sempre piene zeppe di gente. Ma di tutti, mi ha colpito un gruppo di anziani. Signore dai capelli bianchi, con la schiena ricurva, con un cordone che univa la tasca della maglietta alla tessera bancomat per caricare la slot. Come un cordone ombelicale, attraverso quel filo ad ogni push della mano sul bottone, un pull sul conto corrente. Un immagine triste ma al tempo stesso reale, anziani che vengono portati in questi posti con dei pulmini e lasciati in quelle sale per ore. Dal viso di quelle persone traspare tutta la loro solitudine, anche se non erano tristi … forse la solitudine era solo una mia idea.

Al di la di queste particolarità, Las Vegas è veramente un “copia e incolla”. Appena si oltrepassa il grande cartello “Welcome to Las Vegas” si viene bombardati da luci, suoni, gente.

las vegas, the strip di giorno

Passeggiare per “The Strip“, la via principale di Las Vegas, è come camminare in un mappamondo.

Si passa dal design moderno di palazzi Newyorkesi, allo stile fantasy dell’Excalibur, passando per le ricostruzioni di Venezia e Parigi, arrivando fino alle antiche piramidi egizie del Luxor. Il tutto condito da slot machine di ogni genere e ovunque.

Lungo la strip è obbligatorio, per gli appassionati di cioccolato come me, fare un pit stop all’enorme negozio di M&M, colori e palline ovunque. Non sarei mai uscita da li

Ci sono alcuni must a Las Vegas che meritano assolutamente una visita:

– passeggiare lungo la strip e il “tour degli hotel”.

Ogni hotel ha delle sue peculiarità, come Venezia che ha i canali con gondole e gondolieri che cantanto “O sole mio” (si, una cosa è il Veneto e una cosa è Napoli, ma almeno, per loro l’Italia, è unica) o Parigi, il cui soffitto è un cielo stellato e c’è la tour Eiffel, ricostruita alla perfezione. Per finire al Luxor, con le sue piramidi ed il Mandalay Bay, l’hotel che spicca fra tutti, così alto e color oro, che al suo interno ha un giardino tropicale, con spiaggia di sabbia e onde, come fossimo nel bel mezzo dell’oceano.

Las Vegas di giorno

– le fontane di Bellagio

nel pomeriggio (ogni  mezzora) e soprattutto alla sera (ogni 15 minuti dopo le sette di sera)  le fontane di questo noto hotel danzano a suon di musica e luci. Spettacolo stupendo, per me un po’ meno di quello di Dubai, ma comunque qualcosa da vedere.

Las Vegas bellagio

– un temporale nel deserto.

si, avete letto bene. Nella città dove “tutto è possibile” potete assistere ad un vero e proprio temporale, con tanto di tuoni, nebbia e milioni di gocce di pioggia. Nel luogo più arido degli Stati Uniti, è una stranezza da provare. Questo spettacolo, gratuito, del Rainstorm and Fountanis si trova al Miracle Mile shop (nel loro sito troverete gli orari del “temporale”)

– Las Vegas dall’alto

dalla via principale, andando a nord, si passa attraverso numerose “cappelle”, con Elvis Presley che invitano ad entrare per sposarsi. E’ davvero divertente attraversare questa parte della città. E’ un po’ meno colorata e luccicante, ma è da vedere, proprio per rendersi conto di cosa sia Las Vegas. Verso la fine della Strip, sulla sinistra, si trova questa torre che, da fuori, non è nulla di bello, ma una volta in cima, è possibile vedere Las Vegas dall’alto. Sarà che noi ci siamo andati di giorno, ma non ci è piaciuta più di tanto la Stratosphere Tower. Da li abbiamo poi fatto ritorno verso il nostro albergo usando la monorotaia che attraversa tutta Las Vegas.

Las Vegas, Mandalay Bay hotel

Las Vegas è una città che merita una visita, è unica nel suo genere. Pur esistendo tante repliche nel mondo, Reno per esempio, Las Vegas rimane la città del tutto, la città della vita notturna a 360 gradi, la città nel deserto che consuma più energia di tutta l’America!

Ma il Nevada non è solo Las Vegas. Nel nostro giro per i parchi dell’ovest USA, lungo la strada che dal Nevada ci porta verso l’Arizona, ci siamo fermati alla fantastica Hoover Dam (diga).

Las Vegas, taxi

Hoover Dam

Da Las Vegas alla Hoover Dam ci vuole circa un’ora. La diga di Hoover si trova esattamente al confine fra Nevada e Arizona ed è uno dei più grandi progetti ingegneristici nella storia dell’uomo.

Las Vegas, Hoover dam e lago

La storia della sua costruzione si può leggere e vedere nelle bellissime immagini in bianco e nero che si trovano nel museo del centro visitatori, proprio all’interno della diga (entrata 10$). E’ affascinante leggere di come questa diga sia stata fondamentale per aiutare a superare la crisi economica americana, occupando oltre 3000 operai e che Las Vegas non sarebbe tale senza questa opera.

Mi ha impressionato leggere delle persone morte per il caldo o per intossicazioni di monossido di carbonio, così come leggere che all’epoca (negli anni trenta) era vietato assumere operai cinesi e pochi erano gli operari afro-americani.

las vegas, lungo la strada

Al di la del museo e della magnificenza di questa opera, mi è piaciuto molto camminare lungo la Diga, è uno spettacolo che lascia incantati. Quando ci siamo stati c’era abbastanza acqua e il suo colore blu rinfrescava dal caldo torrido che c’èra a settembre. Se si ha tempo, cosa che noi non avevamo,  dovrebbe essere stupendo fare la crociera sul lago Mead oppure scegliere il tour completo della diga, che porta fino ai tunnel sotterranei. Attorno alla diga non vi è nulla, ma il paesaggio è incredibilmente affascinante.

Questa massa enorme, alta, imponente di cemento che taglia in due le colline rosse che portano dritte dritte nel fiume Colorado.

Las Vegas, Hoover Dam

Informazioni tecniche :

Se si attraversa la diga in auto, incontrerete certamente delle “code”, in quanto le macchine vengono controllate accuratamente, visto che questo è un posto ad alto rischio attentati. Dall’auto non si riesce a vedere la diga, quindi conviene arrivare nel lato Arizona, parcheggiare (costo 10$) e da qui ritornare indietro a piedi fino al centro visitatori. Ci sono proposte di tour di ogni genere, dai tour in bus, a quelli in elicottero fino alle crociere. Sicuramente non ci si annoia.


Abbiamo attraversato il Nevada, questo Stato selvaggio, abbiamo percorso una delle strade più solitarie d’America, giocato d’azzardo in una città, un vera oasi nel deserto, in cui si perde ogni inibizione, ove tutto è possibile e dove la realtà viene distorta.

Siamo pronti ad andare alla ricerca del selvaggio far-west, volare su panorami impervi e sentirci come dei fuggitivi in cerca di qualcosa.

Attraverso la Hoover Dam siamo arrivati in Arizona, e da qui il nostro viaggio proseguirà per lo Utah

Las Vegas di sera

24 Replies to “Nevada e Las Vegas – i parchi dell’ovest USA”

  1. Bellissimo post.. mi è piaciuto leggere le tue impressioni.. è stato come rivivere il viaggio con te.. 🙂
    Ci sono cose che mi hanno incuriosito e che mi piacerebbe vedere con i miei occhi.. chissà se riuscirò mai a fare un viaggio del genere 😉

  2. Davvero avvincente, mi hai fatto venire voglia di visitare Las Vegas anche se non è tra l mie mete must in America! XD Anche la diga sembra proprio meriti una visita, la crociera deve essere proprio bella!

    1. grazie giulia, il viaggio nei parchi è meraviglioso, forse questa parte è anche quella meno affascinante, ma merita cmq una visita

  3. Ho fatto questo viaggio qualche anno fa e ne ho un ricordo talmente bello che ci tornerei volentieri. Il tuo racconto mi ha fatto venire ancora più voglia di tornarci.

  4. Bellissimo racconto, mi hai teletrasportato lì per qualche minuto. Las Vegas deve essere unica nel suo genere e i parchi poi uno spettacolo. E’ sicuramente una delle mie prossime mete.

  5. Che meraviglia, sembra un sogno. Avevo già visto alcuni di questi paesaggi, purtroppo solo in fotografia, del viaggio che fecero i miei zii un paio di anni fa. Le fontane sono magnifiche, hard rock cafè e l’m&m’s store sono d’obbligo. il punto 3 sugli anziani attaccati alle slot machine mi ha fatto morire. bellissimo articolo, ti fa venire voglia di preparare la valigia e partire

  6. Quanta (sana) invidia, 🙂 vorrei teletrasportarmi in quei luoghi, ma dovrò aspettare ancora un anno. Grazie per le emozioni attraverso le tue parole

  7. Questa è l’America che vorrei vedere, quella dagli spazi immensi e dalla natura imponente e spesso incontaminata. Certo mi è piaciuto moltissimo anche visitare New York ma il mio vero sogno è perdermi in quelle strade deserte che portano ai canyon e immergermi nelle riserve naturali per sente quell’energia di cui parli, quelle vibrazioni che saranno di primordiale e di infinito ❤️👣

  8. Las Vegas e il viaggio nei parchi per me ha un significato maggiore perché ci siamo sposati proprio lì ma credo che, se penso a tutti i viaggi che ho fatto, che questo è comunque nella mia TOP 5!

  9. Sono stata a Las Vegas e la amo alla follia. Ci sono stata solo una giornata purtroppo e non vedo l’ora di tornarci . Grazie per il tuo racconto e per avermi fatto rivivere questa città stupenda.

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