Viaggio in Botswana in compagnia degli elefanti

Viaggio in Botswana in compagnia degli elefanti

Il mio viaggio in Botswana nasce tanti anni fa, guardando e riguardando i documentari del National Geographic. Ciò che più mi colpivano erano i colori, intensi, forti e i tanti animali. Così nella mia mente immaginavo il viaggio, gli animali che avrei incontrato e i paesaggi da favola. Quei paesaggi africani inconfondibili ed irripetibili.

Come sempre abbiamo organizzato il viaggio in Botswana fai da te, pianificando le tappe, scegliendo il fuoristrada e leggendo quintali di guide, ma soprattutto con tantissimo entusiasmo. L’itinerario e le informazioni li trovi su Come organizzare un viaggio in Botswana.

Viste le enormi aspettative la delusione poteva essere li, al primo intoppo, ma … è stato uno dei viaggi che più ho amato.

Perchè? Perchè è paese che più di tutti ti permette di stare in stretto contatto con gli animali, tanta paura ma altrettanta emozione, incontenibile a volte.

Abbiamo avuto qualche inconveniente, ma come sempre, si è rivelato un “segno del destino” e lo ricordo sorridendo, ora che sono sana e salva a casa.

Non conoscevo nessuno che avesse fatto un viaggio in Botswana, ma l’idea non mi spaventava. Non so perchè ma mi sembrava un paese ospitale.

Siamo partiti dal SudAfrica, perchè il noleggio dell’auto era costosissimo in Botswana e perchè volevamo attraversarla piano piano.

Viaggio in Botswana, elefante

 

VIAGGIO IN BOTSWANA – L’ASSURDO CONFINE

Dal Sudafrica siamo entrati nel Botswana attraverso il Skilpadshek Border Post, vicino a Lobatse, oltre 300 chilometri di strada asfaltata e ben tenuta da Johannesburg. Come sempre superare i posti di frontiera africani non è mai semplice (vedi il racconto sul viaggio in Zambia e Malawi). Non ci sono indicazioni, ma ci sono sempre edifici imponenti e vecchiotti.

Entro nell’ufficio di questo edificio color marrone e li, allo sportello trovo un signore che mi fa compilare una carta. Poi mi dice di passare al controllo sanitario nell’ufficio a fianco. Sto per spostarmi, quando l’uomo mi fa segno che devo uscire e rientrare dall’altra porta. Esco, rientro dall’altra porta e mi ritrovo nella stessa sala ampia e vedo lo stesso signore allo sportello della “Sanitary control”. Compilo un altro documento, dove dichiaro che non ho frutta o verdura, riesco dalla porta, rientro nello stesso stanzone e consegno il documento sempre allo stesso signore che nel frattempo si era spostato all’altro sportello. Questo prende un grosso timbro e con fare quasi minaccioso lo appone sui documenti. C’è scritto “control passed”, mi sento quasi una donna libera.

Frank mi aspettava in macchina e continuava a vedervi entrare e uscire dallo stesso edificio e mi urla “tutto bene”? Gli faccio segno ok, poi in macchina gli racconto tutto e ci mettiamo a ridere come pazzi.

Una volta usciti ci hanno perquisito la macchina, erano alla ricerca di frutta e verdura, ci hanno detto, perchè è proibito portarla nel paese. E’ andato tutto liscio, in due ore abbiamo attraversato il confine. Il mio viaggio in Botswana può iniziare.

Viaggio in Botswana, la nostra macchina

 

 

BOTSWANA- GABORONE

Ormai era tardo pomeriggio così abbiamo deciso di dormire a Gaborone. Ma prima ci servivano contanti e ci siamo fermati in uno sportello Atm del centro. Mettiamo la carta di credito e slurp, la carta rimane dentro il macchinario e niente soldi… ancora oggi in Botswana è rimasto il ricordo di questi due pazzi italiani.

Per fortuna avevamo un altra carta di credito, così abbiamo cambiato sportello. Ho cliccato 500 pula, il massimo ritirabile e mi sono usciti dieci centimetri di banconote… il tutto erano nemmeno 50 euro che mi sono bastati per tutto il viaggio.

Abbiamo trovato un B&B su una collina a pochi chilometri da Gaborone. Non era un campeggio vero e proprio, ma vista l’ora tarda, i proprietari ci hanno lasciato campeggiare in giardino e usare il bagno delle camere per lavarci. Eravamo talmente stanchi che abbiamo dormito vestiti come eravamo.

Viaggio in Botswana, uccello rosso e nero

 

BOTSWANA – MAKGADIKGADI PAN N.P.

Ricca di “pula” partiamo con l’obiettivo Makgadikgadi Pans National Park.

Il Makgadikgadi Pan è la più estesa zona di pan del mondo. Si tratta di vecchi laghi asciutti e ricoperti di un sottile strato di sale. Il paesaggio ha i colori tenui dell’arancione, del giallo paglierino della savana, interrotta dal bianco brillante di queste enormi distese.

Prima di arrivare al parco ci siamo fermati per fare benzina: siamo dovuti entrare ad Orapa.

Per noi era solo una piccola cittadina con una pompa di benzina, ma per entrare c’era una sbarra con tanto di miliatari. Abbiamo dovuto firmare dei documenti e lasciargli il passaporto. Tempo massimo un ora di sosta. Caspita, ma è così rara la benzina qui? Siamo entrati piano piano, guardandoci attorno e, arrivati al distributore, abbiamo scoperto che Orapa era la sede della Miniera di Diamanti più grande al Mondo, miniera dei De Beers naturalmente. Abbiamo fatto il pieno guardati a vista da guardie con il mitra. Appena finito, ci hanno scortato fino al cancello dove ci hanno fatto passare per uno scanner e, visto che non avevamo mangiato diamanti, ci hanno fatto passare.

Di nuovo sulla strada, eravamo più leggeri ora, stare li con tutti i mitra puntati addosso non è stato affatto piacevole.

Viaggio in Botswana, giraffa

 

Ma il parco ci aspettava, altro che i diamanti, per noi i veri gioielli erano gli animali.

Dopo aver percorso un bel po’ di chilometri ci viene il dubbio di aver sbagliato strada, stavamo andando troppo a nord rispetto alla mappa (io uso sempre le carte stradali mi piace troppo ritornare a casa con la cartina stropicciata). Così ritorniamo indietro, ma nulla. Andiamo lenti per cercare ogni piccolo indizio, finchè per terra, rovesciato, vediamo una palo di legno con una freccia che indicava Makgadikgadi. Eccola la strada o meglio, ecco la direzione, la strada in realtà era una lingu di sabbia bianca. Mettiamo il 4×4 e ci inoltriamo. La macchina fatica ad andare avanti, Frank è un ottimo guidatore per fortuna, io mi sarei già insabbiata.

Iniziamo a scorgere, sotto i piccoli alberi, gruppi di impala immobili, che ci guardano come se li avessimo svegliati. Più in la gruppi di zebre, noncuranti del caldo, intente a brucare i fili d’erba dorati. Arriviamo al campeggio dove troviamo un Defender nero super attrezzato, di una coppia di sudafricani. Ci raccontano che la sera precedente era stato molto caldo e che alcune zebre si erano avvicinate per bere.

Viaggio in Botwsana, zebra

 

La sera vado a dormire sognando di zebre che gironzolano nel campeggio e infatti, appena chiudo gli occhi iniziamo a sentire dei rumori sotto di noi. Apro piano piano la tenda e vedo sagome di animali che si avvicinano alla fontana d’acqua. Rimango li, con le gambe a penzoloni, quasi senza respirare per non spaventarle e le osservo bere. Sono assetate ma anche impaurite. Bevono e poi rialzano la testa, si guardano attorno, ritornarno a bere e ancora guardano. Che ansia, poverine.

Stiamo ancora un giorno in questo magnifico parco dove gli animali sono liberi.

Il Makgaikgadi Pan è un luogo unico al mondo. A parte gli estesi pan, è anche uno dei due luoghi più importanti al mondo dove si riproducono i fenicotteri rosa. Oggi cerchiamo di andare alla scoperta proprio dei fenicotteri, ma le piste del Makgadikgadi non sono delle migliori. Iniziamo a percorrere una lungo sentiero di sabbia ma ad un certo punto la macchina si insabbia. Per fortuna ci avevano seguiti i sudafricani che riescono a tirarci fuori grazie al verricello. Desistiamo entrambi dal continuare la strada, ma di percorsi da fare ce ne sono tantissimi, tanto che bisogna stare attendi a non perdersi.

Decidiamo di muoverci assieme ai sudafricani, così da non rischiare. E’ stata una giornata ricchissima di animali. Enormi elefanti dal colore simile alla sabbia, zebre intente a passeggiare sotto il sole cocente, rinoceronti e leoni. Una giornata entusiasmante. Ogni volta mi sento fortunata a riuscire a vedere queste creature: sono così pacifiche, serene. Adoro vedere i piccoli di leone intenti ad imparare a cacciare: piegano la testa, sgranano gli occhi e poi zoom, corrono verso una preda che non c’è, ma loro si divertono.

Viaggio in Botswana, leoni al tramonto

 

VIAGGIO IN BOTSWANA – DELTA DELL’OKAVANGO

Questa mattina ci dirigiamo verso il Delta dell’Okavango, con prima tappa a Maun dove facciamo rifornimento di viveri e benzina. Maun, dopo savane e paesini inesistenti sembra una metropoli. Troviamo alberghi, negozi e ristoranti e soprattutto troviamo un bel campeggio il Maun Rest Camp. Ed è proprio qui che il destino ci manda dei segnali, molto chiari.

L’Okavango è un fiume che, anzichè sfociare nel mare, si disperde nel deserto formando un delta interno. Il delta dell’Okavango, è il secondo più grande al mondo (dopo quello del Niger in Mali). E’ una immensa palude dal fondo sabbioso, così che l’acqua è sempre trasparente e ospita ogni genere di animale. Questo è il miglior posto al mondo per un safari.

Pronti a iniziare il difficile percorso che va all’interno dell’Okavango, direzione Sankuyo, veniamo fermati dalla polizia perchè Frank non aveva le cinture di sicurezza. Vabbè, ci sta, colpa sua. Multa di 15 pula (circa 1 euro), accendiamo la macchina, ma non va. Intanto la polizia era sparita e ci ritroviamo fermi lungo la strada deserta.

Ma, come sempre in Africa, dove non si vede nessuno in realtà c’è qualcuno. Dopo mezz’ora appaiono, da non so dove, alcuni ragazzi. Non ero molto tranquilla, avrebbero potuto darci una botta in testa e portarci via tutto, ma invece si fermano per darci una mano, ma non c’è nulla da fare, la batteria era partita. Fortuna vuole che eravamo a 20 chilometri da Maun e il cellulare aveva una minima connessione. Così dopo un ora arriva il carro attrezzi che ci riporta a Maun. Arriviamo all’officina alle ore 12 e alle 12 c’è la pausa pranzo, che dura 2 ore. Siamo rimasti seduti sul marciapiede sotto il sole cocente in attesa che riprendessero l’attività!

Alla sera nel campeggio di Maun chiacchieriamo con alcuni signori inglesi che ci raccontano che la strada che dovevamo fare era difficilissima, troppo fangosa e impossibile da percorrere. Ecco il segno del destino, per fortuna che la macchina si era rotta.

Non ci perdiamo d’animo, visitiamo il delta dell’Okavango con la barca, il “mokoro”.

Saliamo su questa barca piccolissima, siamo noi due e il nocchiere. L’acqua è a due centimetri da noi, sembra di nuotare. Respiro piano per non muovere troppo questa imbarcazione che sembra poco stabile, mi giro e vedo Frank immobile, con gli occhi sgranati e pallido. Lui ha paura dell’acqua alta, e non ha nemmeno il salvagente. La paura iniziale vola via appena iniziamo a navigare. Viaggio in Botswana, ippopotami con amici

 

 

Silenziosi ci muoviamo fra le ninfee, grandi uccelli bianchi ci passano sopra quasi rallentando per guardarci meglio. E poi eccoli, gli elefanti che sembrano far festa in mezzo all’acqua. E zebre, che si muovono fra le piante di papiro come giocassero a nascodino. Poco piu avanti ci troviamo nel bel mezzo di una riunione familiare di ippopotami. Vederli così da vicino, con la bocca spalancata a 180 gradi e pensare che in quella bocca ci staremmo tranquillamente tutti e tre! Emozione indescrivibile.

Viaggio in Botswana, ippopotamo piccolino

 

Questa parte del viaggio è uno dei ricordi più speciali che ho dell’Okavango. Qui, a differenza degli altri paesi africani, il verde è protagonista. Alberi alti, foreste e acqua. E’ il paradiso per tutti gli animali, il paradiso per chi ama il safari.

VIAGGIO IN BOTSWANA- CHOBE NATIONAL PARK

Oggi è tempo di riprendere il nostro fuoristrada e continuare il viaggio verso nord. Siamo costretti a percorrere la strada più lunga, impiegheremo due giorni per arrivare nel cuore del Chobe, facciando tappa a Nata.

La strada è in ottime condizioni, asfaltata e come sempre deserta. Anzi no … fra gli altri alberi di Mopane che costeggiano la strada intravediamo uno, due, dieci, venti elefanti. Sono enormi ma hanno lo stesso colore dei rami, quasi non si vedono. Si sentono però.

Viaggio in Botswana, elefanti attorno all albero

 

Ci fermiamo e rimaniamo in silenzio. Scrach scarch, il rumore dei rami spezzati da questi eleganti bestioni. Barriti che ti fan venire la pelle d’oca. E poi vediamo lui, il piccolino, timido che si nasconde dietro la zampona della mamma e con l’occhio ci osserva. Ma quanto sono belli, impossibile resistere al loro fascino, finchè non si avvicinano troppo … ingraniamo la marcia e li salutiamo, con la loro mole possono schiacciarci in tre secondi.

Non è fortuna, nel Chobe esistono più elefanti che in tutto il resto del mondo, loro ci sono, basta fermarsi per vederli e ascoltarli. Non occorre cercarli, sono loro a trovarti.

Dopo aver fatto sosta a Nata per la notte, riprendiamo il cammino fino a Kazungula. Qui ci si ritrova proprio nel mezzo di 4 paesi: Botswana, Namibia, Zimbabwe e Zambia. Paesi così diversi, paesaggi differenti, accomunati dai tanti animali che ci vivono. Il nome di questo posto non lo dimenticherò mai… Frank dice che non lo ispira ah ah ah.

Noi procediamo verso il Chobe dove troviamo un fantastico campeggio proprio sul fiume Cuando, il Thebe River Camping con una bella piscina. Mentre prendiamo possesso della nostra piccola ed ombreggiata piazzola, vedo un enorme varano che piano piano si intrufola in una tenda lasciata aperta!! Questo è il motivo per cui prendiamo sempre la tenda sopra la coppotta.

Il giorno dopo ci aspetta un giro in barca lungo i canali del Chobe National Park. Incontriamo ippopotami, elefanti, giraffe e impala. Ma soprattutto tanti coccodrilli. Fa sempre impressione trovarsi a pochi metri da questi animaletti. La guida ci dice di stare in silenzio, ma non occorreva dircelo, eravamo pietrificati.

coccodrillo

 

Oggi ci dirigiamo in auto verso il cuore del Chobe.

La strada sterrata corre lungo il fiume Cuando. Una strada assurda. Un continuo sali e scendi, buche così ravvicinate, che tutti i viveri si erano mescolati. Pasta, riso, tonno, era già pronto un minestrone. Io mi tenevo stretta al sedile. Lungo la strada si notava il passaggio dei numerosi elefanti, rami ed alberi abbattuti, tanto che sembrava fosse passato un tornado. Avevamo visto così tanti elefanti in questo viaggio che ormai non ci fermavamo nemmeno più per osservarli, li salutavamo come fossero vecchi amici. Qualcuno sembrava guardarci quasi offeso.

Guidavamo a caso in mezzo a questi percorsi sabbiosi. Finchè notiamo una piccola freccia che indica Ihaha Camp: siamo arrivati. Il campo era di quelli che piacciono a me: senza nulla, solo natura e selvaggio. Avevamo sudato così tanto in quei chilometri che appena arrivati siamo andati nei bagni per farci la doccia. Non c’era nessuno, così usciamo nudi in attesa che il sole ci asciugasse. Abbiamo montato la tenda e atteso la sera. Non arrivava nessuno. Cenato con minestrina liofilizzata e scatoletta di tonno, ce ne andiamo a letto.

Viaggio in Botswana, elefanti nel Delta dell'Okavango

 

Inizia una delle notti più inverosimili che ricordi.

Sentiamo rumori sulla tenda, chiacchiericcio attorno, qualcuno che muove la macchina. Impossibile addormentarsi, tanto più che eravamo li, in mezzo al nulla da soli. Prendo forza, apro un po’ l’apertura della tenda e mi ritrovo faccia a faccia con una scimmia. Urlo così tanto da spaventare le scimmie, che nel frattempo saltano sull’albero vicino alla tenda. Guardo giù e vedo tre ippopotami attorno alla macchina, intenti a fare i loro bisognini come pit stop prima di arrivare al fiume. Con la torcia faccio luce sulla riva e vedo tanti lumini: sono gli occhi dei coccodrilli e più in là elefanti che si fanno il bagno.

Ora a ripensare a tutto ciò mi reputo fortunata. Qui il safari è un avventura, a differenza di Namibia o Sudafrica, si respira a pieni polmoni la libertà degli animali. Mai come in questo viaggio in Botswana ho provato il timore del selvaggio e ho amato l’avventura del safari.

scimmiotto

 

VIAGGIO IN BOTSWANA – RIENTRO IN SUDAFRICA

Dal Chobe abbiamo ripreso la via verso sud, percorrendo l’unica strada asfaltata che c’è. Prima di rientrare in Sudafrica troviamo una pompa di benzina credo del 1890. Una pompa che funzionava a manovella. In mezzo al deserto e al caldo, abbiamo impiegato un’ora a fare il pieno, mai pieno è stato così impegnativo, è stato come fare una sessione di pesi, ho ancora male alle braccia.

Ci siamo, oramai stiamo arrivando al confine, questa volta passiamo per il Martin’s Drift. I controlli sono veloci, giusto il tempo di controllare che non portassimo animali o carne e via. Ed è qui che iniziamo a sentire strani rumori, come se un camion ci inseguisse. Li per li non capivamo, ci guardavamo attorno ma non vedevamo nulla. Più procedevamo e più il rumore si faceva intenso, tanto che attraversando i paesini, la gente ci guardava come fossimo degli alieni.

Ci fermiamo, Frank da un occhiata alla macchina e scopriamo che avevamo spaccato la marmitta. Che si può fare? Nulla, procediamo andando un po’ più piano, più che altro perchè orami la nostra macchina faceva lo stesso rumore di un boing in partenza.

Viaggio in Botswana , antilope

 

 


Il viaggio in Botswana è uno dei miei viaggi preferiti.

Il viaggio folle, il viaggio dove l’Africa ti rimane addosso per sempre. Quante volte mi ritrovo a pensare alle sensazioni che ho provato trovandomi davanti all’elefante o al coccodrillo. Quanti animali ho visto, forse mai così tanti e tutti assieme.

Il Botswana non mi ha mai dato il senso di insicurezza. E’ un paese con pochi abitanti e circoscritti alle tre città principali. Abbiamo viaggiato sempre con serenità, immersi in paesaggi dai colori caldi e in compagnia di elefanti. Al contrario degli altri paesi africani, è però più difficile da organizzare il fai da te, non si trovamo mai molte informazioni. Forse è questo il suo grande fascino.

donne a spasso

 

Il viaggio in Botswana è stato un sogno realizzato, poter sentire il barrito di un elefante nel suo ambiente è la cosa più preziosa che il Botswana ti regala. Nel silenzio della notte ascoltare la sinfonia degli animali è un po’ come vedere una stella cadente nel buio della notte. Miracoli della natura che ancora esistono, per fortuna.

Guidando sulle strade del Botswana ti senti la mente libera, non pensi, assapori semplicemente la bellezza. Paesaggi inconsueti, inospitali in apparenza e nuvole di sabbia che sembrano sollevare le rocce. Tutto ciò ti penetra nell’anima, tutto ciò è la magia di un paese dove senti il bisogno di ritornare il prima possibile.

Sono arrivata a casa ubriaca, stordita dalla savana stellata, dal chiacchiericcio degli ippopotami e dall’assordante rumore degli elefanti.

Tutte le informazioni e il percorso li puoi trovare su Come organizzare un viaggio in Botswana

elefanti al Chobe

 

 

 

 

47 Replies to “Viaggio in Botswana in compagnia degli elefanti”

  1. Questi posti sono un vero spettacolo della natura e gli animali che si possono ammirare sono bellissimi. Gli elefanti mi hanno sempre affascinato

  2. Sto pianificando il mio viaggio in Botswana, compreso di Uganda e Rwanda, per quest’estate! Ottime info..e ahimé la carta di credito, successo anche a me svariate volte in Asia!! Capita..purtroppo! Ottime info… se dovessi avere domande sul posto ti scrivo!

  3. Dev’essere stato un viaggio davvero emozionante che spero di poter fare anch’io prima o poi nella vita! Tra l’altro mi piacciono moltissimo le tue foto! Complimenti davvero!

  4. Il tuo sì che è stat un viaggio avventuroso! Ho visto gli elefanti recentemente in Tai e diciamo che ho avuto un “piccolo incidente” con un piccolo elefante che mi ha pestato il piede! Per fortuna nulla di rotto.

  5. Che meraviglia vedere tutti questi animali, sembra di vivere in un tempo lontano dal nostro…un luogo fuori dal mondo dove tutto è rimasto selvaggio, immutato e bellissimo!

  6. Ho letto con piacere il tuoda racconto attirata dalle immagini degli elefanti, ho riso alla parte del timbro al confine 🙂

  7. Le tue emozioni nel vedere gli animali arrivano dritte dritte fin qui, e le capisco tutte quante perché anch’io sono come te, organizzo viaggi avendo in mente soprattutto loro, le bestie selvatiche da sperare di riuscire a scorgere e ammirare. Il resto per me è secondario. Quindi ho letto tutto il post con il sorriso stampato sulla faccia. Però quei mitra! Che ansia!! L’aneddoto più divertente però sono le scimmie notturne, che bellezza 😀

    1. Grazie lucy, chissà perchè ma avevo capito che come me amavi le bestioline 🙂 . A parte gli scherzi, grazie per avermi letta

  8. mamma mia che meraviglia, ti faccio i miei complimenti per il tuo resoconto di viaggio (se così posso definirlo) e per le foto…… un viaggio davvero stupendo….

    1. grazie Giorgia, ho provato a scrivere le sensazioni e le avventure in Botswana, so che è troppo lungo per i canoni SEO ma … non potevo tagliarlo.

  9. wow che avventura! campeggiare nella savana con gli animali attorno deve essere stata un’emozione incredibile! Il Delta dell’Okavango è un luogo che a me è piaciuto moltissimo; prima o poi ci tornerò con Le che nn l’ha mai visto, ne ha sentito solo parlare e sona di andarci.

  10. Foto e reportage stupendi ma il safari e tutti questi animali selvaggi preferisco vederli in documentari e foto,non fanno per me…

  11. Non so se avrò mai il coraggio di dormire tra gli animali così ma le tue foto sono super, le ho riguardate più e più volte! Bellissimi tutti questi animali (la mia preferita rimane sempre la giraffa)!

    1. Grazie Monica, per tua info si puo anche vivere questi paesi stando in comodi lodge. Io preferisco la tenda, ma piuttosto di non visitarli, ben venga anche il lodge

  12. Inutile che mi prenda in giro: io non andrò mai in Botswana. Ma questo post è stato come un meraviglioso viaggio. Ti seguo da un po’, ormai lo sai. I tuoi post sono diventati una droga per lo spirito d’avventura e per i colori che sai trasmettere. Grazie

    1. grazie Raffy, per me lo stesso nel tuo, ma magari Bergamo è un pò più tranquilla. Cmq non dire mai mai , non si sa cosa ti aspetta nel futuro. Magari fai un giro dell’africa zaino in spalle 🙂

  13. Caspita che avventura. Io l’ho escluso dal giro del mondo come Paese per paura, sono sincera. Viaggiando con una bambina e un camper non mi va di rischiare troppo 🙂 quindi, ti sto invidiando tantissimo

    1. Grazie Sofia, ma non escludere l’Africa, forse il Sudafrica fa per te, lo giri in camper, ok anche con tua figlia e tanti animali comunque!

  14. Quante avventure in un viaggio solo! Ti faccio i complimenti, siete stati molto coraggiosi, ma anche tanto fortunati! Dormire in mezzo al nulla circondati da animali selvaggi… siete due pazzi completi! Ma che viaggio, che emozioni! Mi hai fatto venire la pelle d’oca davanti agli elefani <3

  15. Ci credo Anna che è stato un viaggio da sogno!! Le tue foto dimostrano che si tratta di un luogo unico… devono essere bellissimi i safari (spero di farne uno presto anche io, casomai in Namibia o in Sudafrica, due Paesi che ultimamente mi stanno molto interessando). É sempre un piacere leggerti e vedere i tuoi scatti 🙂

  16. Un sogno questo viaggio! Vorrei fare tanto un viaggio così, ma voglio che ci sia anche mio figlio e possa ricordare tutto, ancora è piccolo! Fra qualche anno sicuramente

  17. Il mio sogno è vedere da vicino gli elefanti…sai cosa mi frena da fare un viaggio così? Il terrore dei rettili…immagino che in Botswana pullulano… Il Paese l’ho conosciuto attraverso un documentario su Lady D …pare lei lo adorasse!
    Nicoletta

  18. sono molto affascinata dal tuo viaggio e dalla tua esperienza
    credo che sia stato meraviglioso il contatto con gli animali

  19. Che meraviglia, che viaggio! Leggendo questo racconto mi è venuta voglia di fare lo zaino e partire… fino al punto in cui avevate i coccodrilli vicino alla tenda la notte 😅! Bisogna senza dubbio essere ben preparati per affrontare un viaggio del genere, e le vostre peripezie lo confermano. È comunque sempre utile leggere quali difficoltà si possano incontrare, per provare a prevenirle o almeno avere idea di come affrontarle.
    Penso che un’esperienza del genere valga tutta la fatica che si può fare per organizzarla!
    Non so se potrei arrivare ad avere visto “troppi elefanti” per emozionarmi ancora!

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