Viaggio on the road nell’outback Australiano fra fiori e deserto rosso

Viaggio on the road nell’outback Australiano fra fiori e deserto rosso

Eccomi di ritorno dal nostro primo viaggio on the road nell’outback australiano. Di viaggi in Australia ne abbiamo fatti molti, ma questo è stato il primo vero viaggio on the road, quello in cui abbiamo mangiato la polvere rossa, abbiamo macinato chilometri e chilometri e abbiamo visto paesaggi meravigliosi.

Avevamo due obiettivi, uno era il parco del Karijini, un parco a nord del Western Australia. Un altro, era riempirci gli occhi dei colori dei wildflowers (fiori selvatici), che in questo periodo (fine settembre) sono al loro apice.

Questo è stato l’itinerario completo, esattamente di 3950 km. Un viaggio a forma di cuore nell’outback del Western Australia.

Itinerario outback WA

 

Viaggiare verso il nord del paese e nell’outback, significa dimenticarsi di alcune comodità: docce, spesso difficili da trovare; internet, pressochè sconosciuto; alberghi, molto rari; auto, ne abbiamo incontrate poche. Ma l’outback ricompensa con la pace, il rosso acceso della sabbia, il colore vivace dei mille fiori selvatici e l’infinito cielo stellato.

Siamo partiti con l’auto carica di bottiglie d’acqua, tutto l’occorrente per campeggiare e tanta tanta curiosità per ciò che avremmo potuto vedere.

Il primo giorno è stato forse il più stancante, abbiamo percorso 800 chilometri, ma è stato un tratto di strada che ci ha mostrato un altra faccia dell’Australia.

Siamo sulla strada 95 che corre parallela alla vecchia ferrovia, nata per le numerose miniere del nord. Attraversiamo paesini dal nome impronunciabile (come Coolcalalaya o Konnongorring) ma che, dopo chilometri e chilometri di asfalto, diventano una sosta ambita. La strada è così dritta, da sembrare disegnata con una riga. Il caldo trasforma l’orizzonte in un ampio oceano.

viaggio nell'outback, lungo la strada rossa

Mano a mano che procediamo verso nord iniziamo a vedere i primi fiori selvatici lungo la strada. Dapprima sono piccole margherite gialle, poi chiazze qua e la di piccoli fiori fucsia così brillanti da sembrare un miraggio, il tutto in un paesaggio che incredibilmente non era piatto. Colline verdi a macchie rosse che si incastrano fra di loro, cespugli dorati di spinifex che le rendono paffute.

Viaggio outback, paesaggio dall alto karijini

Ogni tanto incrociamo qualche road train (camion lunghissimi, oltre i 50 metri). Allora flic, un lampo di abbaglianti, la mano destra in segno di saluto, il brivido di sentire la macchina spostarsi di qua e di là ed eccoci, di nuovo lungo la strada da soli.

In realtà non ci sentiamo soli, chissà perchè, in mezzo a quel niente, il nulla ci faceva compagnia. Erano i fiori, il loro intenso profumo che ci inebriava. O forse le tante aquile australiane che sembravano seguirci nel nostro tragitto. O ancora le mosche, immancabili protagoniste dell’outback.

Fra le varie soste fatte, quella a Paynes Find mi ha particolarmente colpita.

Una pompa di benzina che sembra dell’700, alcune gomme disegnate come dei “Minions” e una roadhouse. Questa è Paynes Find. Mentre Frank fa benzina, io prendo il lavavetri per pulire il parabrezza, sembra un campo di battaglia, quanti morti abbiamo fatto!

La signora della roadhouse non è il massimo della simpatia, ma forse è comprensibile. Chissà cosa si prova a vivere li, lontano da tutto e da tutti, a trecento chilometri dal primo supermercato. Non credo riuscirei.

Così le chiedo come sta e, inaspettatamente, mi sorride, quasi fosse la prima volta che qualcuno glielo chiede.

Inizia a parlarmi della sua vita li. E’ un fiume in piena, alcune frasi non le capisco, parla un australiano stretto, ma alla fine, capisco che è felice.

Nel suo racconto non c’è nessun “ma, però”. Mi racconta della figlia che abita a mille chilometri e si sentono per telefono, che suo marito lavora in miniera e ritorna nei week end e che lei si diverte a guardare le persone che si fermano a fare benzina. Mi ha detto che le osserva, e da come fanno benzina capisce tante cose. Chi è di corsa, chi è felice e rilassato (quelli che si fermano a lavare i vetri, per fortuna mi è andata bene), chi si annoia (rimane dentro la macchina) e chi è preciso (quelli che ricercano il “numero tondo”). Insomma un mondo racchiuso in un distributore, bella sta’ cosa!

outback, fiori gialli al campeggio tom price

Riprendiamo il viaggio nell’outback australiano, siamo sempre più incantati dai fiori ai lati della strada.

Non c’era pericolo di perdersi, da quando siamo partiti non abbiamo più trovato né incroci, né rotonde né semafori. Ecco le scarne indicazioni del navigatore:

indicazioni stradali

Ad un certo punto ci troviamo davanti un long road train , ovvero un camion con quattro rimorchi. La strada sarà anche dritta, ma superarlo non è stato così semplice. Proviamo una volta, ma da lontano vediamo una sagoma nera di un altro camion, così desistiamo. Poi, finalmente la strada si apre e così acceleriamo e lo passiamo. Ci avremmo messo tre minuti a superarlo, era veramente lungo !

Sono le cinque di sera, dobbiamo trovare un campeggio dove dormire. In Australia non è consigliabile guidare dopo le sei di sera nell’outback, troppi canguri, emu o mucche che potrebbero attraversare la strada all’improvviso. Arriviamo a Meekatharra, dove troviamo un Caravan Park. Non è bellissimo, giusto una piazzola di erba dove montiamo la tenda, preparo la cena e via a letto.  Già alle otto di sera non si sente anima viva.

outabck australiano, campo di margherite giallo

La strada 95 attraversa la Gascoyne Region, una delle zone più selvagge del Western Australia, pochissimi abitanti e tanta natura. Ogni trecento chilometri il paesaggio cambia. Dai fiori gialli siamo passati ad estesi campi di frumento, intervallati da dolci colline verde intenso. In certi tratti di strada mi sembra quasi di essere ritornata in Sudafrica, mi aspetto sempre di trovarmi faccia a faccia con una giraffa.

outback, paesaggio kaijini

Senza quasi accorgercene arriviamo al Karijini National Park.

Il Karijini è uno dei parchi in assoluto più belli dell’Australia. Un parco antico, un parco dove attraversare due miliardi di anni di storia naturale della Terra. Qui si trovano gole profonde, che scendono ripide fino al corso del fiume, ci sono tantissimi percorsi da fare a piedi e piscine naturali dove potersi rinfrescare.

outback, gorge con acqua

Noi abbiamo visitato la parte a nord-ovest dove si trovano le gole più belle. In particolare consiglio la Oxer Gorge, da dove si può vedere l’incrocio di quattro grandi gole. Knox Gorge e Weano Gorge sono altre due gole da “a million dollar view“.

La particolarità del Karijini, oltre alle sue emozionanti gole, sta nei suoi colori: le rocce sembrano smaltate di rosso, la sabbia rossa finissima entra nei pori della pelle, e gli eucalipti con il loro tronco bianco, risplendono in questo paesaggio incantato. Il silenzio è rotto dai numerosi uccelli, ognuno con il suo canto, ognuno di un colore diverso.

outback australia, uccellino da solo

Al Karijini abbiamo dormito al Karijini Eco Retreat, un campeggio molto spartano, con due doccie, un bagno e nessuna luce. Ma non avevamo bisogno della torcia, avevamo la luna piena che era proprio sopra di noi, quasi fosse messa apposta per illuminarci. Abbiamo cenato nel silenzio, illuminati dalla grande sfera bianca, e interrotti ogni tanto dal canto di qualche uccello notturno. E dopo cena ci siamo seduti, con il naso all’insù ad ammirare le stelle: erano così tante e così luminose che nemmeno la luce della luna piena era in grado di oscurarle. Chissà cosa sarebbe stato senza la luna piena, una magia!

 

outback, campeggio di notte

Due giorni sono sufficienti per visitare il Karijini, ma bisogna fare attenzione al caldo.

Dopo le dieci di mattina la temperatura inizia a salire, facilmente raggiunge i 40° e, a quelle temperature, è difficile percorrere anche solo gli 80 metri che portano alla Weano Gorge. Noi siamo scesi pimpanti e salterellando, ci siamo rinfrescati i piedi nel ruscello, ma quando è arrivato il momento di risalire, abbiamo capito cosa significa camminare nell’outback a mezzogiorno! Ottanta metri interminabili. Ero felice di avere davanti un vecchiotto, mi dava la forza di continuare. Prima lui e poi noi, ogni minuscolo fiore, filo d’erba era occasione per riprendere fiato. In quegli ottanta metri abbiamo scattato più foto che durante tutto il viaggio 🙂

outback australiano, albero e luna

outaback australiano, io al karijini 2

Un altra meta da non perdere è Tom Price, una città mineraria posta proprio nel bel mezzo della regione del Pilbara. Un oasi nel deserto. La strada che dal Karijini porta a Tom Price è a dir poco spettacolare: la strada corre in mezzo ad alte colline dal color rosso e verde, la strada fa lunghe curve a destra e poi a sinistra, fin quasi a toccare questi monti. Uno dei principali è Mt Bruce che con i suoi 1234 metri è il secondo più alto del Western Australia. Vederlo spuntare all’improvviso, quasi a tagliarci la strada, con la sommità arrotondata, avvolto, come accartocciato, in bolle giallo chiaro, è uno spettacolo incredibile. Scopriremo solo dopo che quei bei cespugli dorati (spinifex) in realtà sono come tanti spilli appuntiti, altro che soffici e innocui cespugli!outback, di sera a tom price con palo luce

Outback, paesaggio da karijini a tom price

Lasciamo la regione del Pilbara per spostarci verso l’oceano, esattamente verso Carnarvon.

Carvarvon è il paese delle banane, la strada che porta al centro città è seminata da grandi piantagioni di banane, interrotte da lunghe file di piante di avocado e mango. A Carnarvon, per la prima volta, abbiamo l’imbarazzo nella scelta dei campeggi, ce ne sono ben cinque e qui troviamo anche un grazioso Fish&Chip, così festeggiamo il sabato sera, ma alle nove siamo già tutti a letto.

Al mattino veniamo svegliati dal canto degli uccelli. Mai avuto una sveglia più bella di questa: dapprima il canto di uno strano uccello che sembrava quasi intonare una canzone, poi ne arriva un altro, più acuto e corto, poi infine quello di piccoli passeri dal ventre rosso che invece fischiettano. Non sono una esperta, ma mi sono innamorata di queste melodie!

Oggi facciamo una full immersion di Carnarvon. Iniziamo con la Rocky pool.

Percorriamo 60 chilometri verso est. La strada è costeggiata da ampi campi di fiori bianchi che al sole si trasformano come grandi specchi perlati.

Outback australiano, io e i fiori bianchi

La Rocky Pool invece è colorata da strani fiori rossi che, toccandoli, sembrano fatti di velluto spesso. Il paesaggio è bicolore: rosso delle rocce, rosso dei fiori e della sabbia e blu vivace del cielo e dell’acqua. I colori sono così intensi che le foto sembrano naturalmente super-sature!

outback fiore rosso al rocky pool

Outback australiano, io e la rocky pool 2

Dalla Rocky Pool rientriamo verso Carnarvon dove andiamo a visitare il One Mile Jettyche sfortunatamente è chiuso – ma è qui, vicino al pontile, che troviamo i pezzi della vecchia ferrovia, immersi in un giardino di fiori fucsia. Rimango a bocca aperta quando vedo un fiore rosa intenso che non si è fermato davanti ad un piccolo bastone di legno, il suo stelo ricurvo racconta della sua forza, per me è la foto più bella che abbia mai scattato!

outback australiano, fiore oltre la vita

Alla sera decidiamo di visitare un altra zona particolare a nord di Carnarvon, le Blowlholes.

Si tratta di una zona affacciata sull’Oceano Indiano, scoperta nel 1911, dove le onde spingono l’acqua attraverso caverne marine, su per stretti canalidi roccia, per poi eruttare nell’aria, arrivando fino a 20 metri di altezza. Uno spettacolo naturale imperdibile. Così come imperdibile il faro posto sulla collina, il suo tetto rosso che al tramonto si infuoca, sembra quasi un richiamo per chiunque passi di li.

outback australiano,faro a blowholes

Outback australiano,piccolo lago rosa a Blowholes

Ultimi giorni immersi in giardini fioriti

La parte finale del viaggio è stata un susseguirsi di fiori e colori. Ci siamo soffermati al Coalseam Conservation Park, dove prati gialli, poi rosa intenso passando per campi azzurri, ci hanno sbalordito. Camminare lungo i sentieri di questa riserva era come camminare in un negozio di profumi. Peccato non riuscire a trasmetterli con le foto! Alla sera, di ritorno dalla riserva, mi sembrava quasi di avere i capelli profumati… e si che erano stati tre giorni in mezzo alla polvere rossa del deserto australiano!

Outback australiano, Fiore a Corona primo piano Three Springs

outback fiori rosa a Moora 3

Dal Coalseam abbiamo percorso la strada che da Mingenew porta a Moora, passando per Three Springs. La strada 116 è stata una bellissima sorpresa. Una strada non molto ampia, immersa in campi sterminati di colza e di frumento, ognuna con i propri fiori. A Three Springs abbiamo visto fiori che sembravano delle corone. A Coorow la strada era piena di margherite dai colori impensabili. E a Moora protagoniste erano piccole margherite che dal bianco passavano al rosa pallido, fino a diventare fucsia. Toccandole sembrava di toccare fiori di carta, ma non erano delicati, erano alti dritti e forti.

outback australiano, spighe lungo la strada

outback australia, io e le margherite colorate al Coalseam

Il mio viaggio on the Road nell’outback australiano mi ha riempito gli occhi di colori. E non solo.

Con questo viaggio ho capito cosa significhi veramente vivere in Australia, ho capito cosa significhi un viaggio on the road, ho conosciuto da vicino l’outback. In tutti i miei viaggi andavamo lenti, percorrevamo sentieri e strade piano piano. Ma qui non si può, non si arriverebbe mai da nessuna parte.

Qui il viaggio è viaggiare. Il viaggio in mezzo alla natura, il viaggio in cui gli alberi scorrono via, come i titoli di coda di un film, ma ne riconosci la bellezza.

Viaggiare è fermarsi ad una stazione di benzina vecchia e arrugginita e godersi l’aria calda, che sembra quasi infuocare i polmoni. Il viaggio nell’outback è quel viaggio che ricordi per le piccole cose, per il fiorellino che ha vinto la sua battaglia o lo spruzzo d’acqua così alto, da portare al cielo ogni pensiero. Il viaggio è l’incontro con altri viaggiatori, nelle cucine del campeggio, dove ci si scambia i consigli sulle strade o su come cucinare una bistecca. E’ il saluto con la mano alzata mentre si corre a 110 chilometri all’ora.

outback panorama dal Coalseam Reserve

In un paese dove le distanze sono enormi, dove il tempo si conta con le ore che servono per raggiungere quel posto e dove il sole ti accompagna sempre, il viaggio on the road nell’outback è l’essenza. E’ il viaggio dell’anima, un viaggio che non ha tempo, un viaggio dove quando si arriva si è già pronti per ripartire, perchè la voglia di vedere i paesaggi cambiare, di vedere il sole sorgere su una collina e tramontare sull’oceano, non si arresta mai.

Il viaggio è viaggiare, qui in Australia.

outback australiano, particolare dal lookout

outback australiano tramonto e fiori

 

55 Replies to “Viaggio on the road nell’outback Australiano fra fiori e deserto rosso”

  1. Sei bravissima sia con le parole che con le immagini. Non sono ancora stata in WA, essendo quaggiù da poco più di un anno per ora mi sto dedicando alle zone più vicine a Melbourne. Ma un viaggio tipo questo che hai fatto tu rimane una mia meta (perché come dici giustamente, il viaggio è la meta stessa) imprescindibile! Poi la sveglia con il canto degli uccelli è una delle cose che più mi danno gioia in assoluto 😍

  2. L’Australia è un sogno per ora ma con questo tuo post mi sono sentita davvero come se mi trovassi anch’io nell’outback australiano, a vivere le magie di quella terra rossa!

  3. Wow, che posti meravigliosi. Un viaggio stupendo e che bello l’incontro con la signora della roadhouse, sono anche questi momenti che arricchiscono un viaggio. Spero di poter fare un viaggio simile prima o poi.

  4. incredibile!!! Meraviglioso!! Ma come ha scritto qualcuno è davvero un posto lontano, lontanissimo.. Non so se mai avrò modo di andarci, ma nel caso questo giro che hai proposto mi piace moltissimo.

  5. posso dirti la verità? ho tanti amici che si sono trasferiti in Austalia e non ho mai pensato di andarli a trovare. mi sembra tutto così lontano e questa terra non mi ha mai attirato fino a poco tempo fa. ora, anche vedendo le tue foto e leggendo il tuo racconto mi sta venendo una voglia matta di andarci!!!

  6. I viaggi negli outbacks australiani sono tra le 10 cose più epiche che un viaggiatore possa fare nell’arco di una vita. sono felice di averlo fatto una volta ma, dannazione, non basta. Anche perchè non ho fatto questo itinerario e… rosico 😀

    1. Ah ah ah… Vivo qui da 2 anni e credimi, l Australia credo di conoscerla forse ul 30 %. È ottima cosa x spronarti a girare e girare

  7. Questo post è stupendo. E finalmente è un post da blog. Non cose da fare e da vedere, come elenchi della spesa, non emozioni dozzinali ma significati profondi espressi verso il viaggiare e questa meravigliosa parte d’Australia. Letto tutto e che dire? Un sogno… Che spero, prima o poi, di realizzare.

    P.S.: la foto del fiore è molto significativa

  8. Leggere i tuoi post è come viaggiare. Sono affascinata dai posti che visitate e dalle esperienze che fate ogni volta. grazie di tutte le suggestioni che trasmettete. PS. Non sono riuscita ad immaginarmi il camion con 4 rimorchi. Deve essere spaventoso.

  9. Il tuo itinerario coniuga il grande grande (le distanze, il deserto, le gole, la strada, il cielo stellato) e il piccoli piccolo. (Il fiorellino che cresce superando gli ostacoli). Questa è la bellezza della vita che non smette mai di stupire, e per questo il tuo viaggio è particolarmente affascinante.

  10. Dopo la scorsa estate l’Australia mi ha conquistata e ho in mente di tornare per visitare la parte ovest… mi stai dando tante idee per costruire un itinerario. Grazie!

    1. Bene Dani, sono felice di darti idee… ma se vieni a trovarmi, chiamami, che ti aiuto volentieri

  11. Ma che posto stupendo, non lo conoscevo. Ammetto di non essere ferrata sulla parte ovest dell’Australia, ma sembra davvero selvaggia. Foto splendide come sempre e soprattutto bellissima tu!

  12. Io sono una tua grande fan, adoro tutti i tuoi viaggi. Anche con questo itinerario ci hai mostrato luoghi incantevoli che mi hanno fatto sognare. Spero un giorno di poter visitare l’Australia e sicuramente prenderò spunto dai tuoi consigli!

  13. Questo viaggio è davvero affascinante. Purtroppo non sono ancora stata in Australia, ma se andrò sicuramente non mi perderò il Karijini

  14. Andare alla scoperta dei percorsi che si allontanano dalle mete turistiche più battute è quello che amo fare più di ogni altra cosa!
    Sembra incredibilmente emozionante andare on the road all’avventura in questo modo.
    lande desolate, un faro in lontananza, se ho visto bene … e che cieli incredibili.
    Stupendo il parco di Karijini, così antico che permette di scoprire due miliardi di anni di storia naturale della Terra. Gole profonde in cui perdersi e piscine naturali dove potersi rinfrescare! Mi piace!

  15. Accantono sempre l idea Australia perché ho sempre troppe poche ferie a lavoro. Credo ci vorrebbe almeno un mese, ma so di persone che neanche in un mese ce l hanno fatta a visitare quel che volevano. Il tuo itinerario è meraviglioso. Non posso che sognare:-)

  16. Ciao Anna, ho letto con molto interesse il tuo articolo…e lo trovo molto bello e utile.
    Spesso si pensa, che l’Australia sia solo mare/spiaggie incontaminate e deserto rosso all’interno…invece, l’interno (“outback”), è ricco di paesaggi diversi e di continue sorprese. Bhe!…il tuo itinerario mi ha conquistato, non vedo l’ora di partire.
    Complimenti…continua così ! A presto !

  17. non siamo mai stati in Australia, ma seguiremo le tue tracce. Ci è piaciuto molto il tuo viaggio….. le foto sono bellissime

  18. Che meraviglia!!!
    qualche foto l’avevamo vista su Instagram ma qui veramente è un tripudio di bellezza e informazioni. Una zona che non abbiamo visitato e che certamente inseriremo nella prossima spedizione in Australia.

    1. Bravissima e coraggiosa Marlo… Oggi nn ci sono più gli aborigeni di un tempo. Ma il fascino della terra rossa resta!

  19. Non siamo pratiche dell’Australia e devo dire che il tuo itinerario è favoloso lo salviamo per un futuro viaggio e sicuramente ti scriveremo per farci aiutare nell’organizzazione del nostro viaggio

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