Lencois Maranhenses – il deserto bianco

Lencois Maranhenses – il deserto bianco

Il Parco dei Lencois Maranhenses, la seconda parte del nostro fantastico viaggio in Brasile.

Dopo aver respirato la natura dell’Amazzonia, pensavamo di aver visto l’impossibile, di aver terminato la parte eccezionale del viaggio. Ma i Lencois Maranhenses ci hanno lasciato a bocca aperta. Paesaggi, natura, persone, tutto sembra finto, tanto sono perfettamente in equilibrio, come se ogni cosa avesse un senso solo li.

Pianificare il viaggio nel Parco dei Lencois Maranhenses (trovi qui l’Itinerario di viaggio) ci ha richiesto molto tempo, la zona non è molto turistica e abbiamo trovato poche informazioni sul web. Dopo varie ricerche abbiamo scoperto una agenzia locale che è stata perfetta. E con loro abbiamo iniziato la nostra esplorazione di questo unico, inesplorato gioiello nel nord est del Brasile.

DAL VERDE DELLA FORESTA AMAZZONICA ALLE DUNE BIANCHE dei LENCOIS MARANHENSES

Giornata di viaggio avventura: sono le 4 di mattina e all’aeroporto di Manaus sembra di essere il 4 luglio a NewYork. Centinaia e centinai di persone con borse piene zeppe di cose, di oggetti, di galline e conigli, pronte per salire sul nostro aeroplanino. I posti sono comodi per fortuna. Dopo mezz’ora di viaggio l’aereo inizia a scendere. Scalo a Santarem. Cinque minuti per scendere e salire e poi via, si riparte alla volta di Belem. Altri 5 minuti, atterraggio, tanta gente scende e tanta sale. Noi ci guardiamo attorno, stupiti di questo “kangaroo flight” ma al tempo stesso contenti della scelta. L’aereo è infatti un aereo-bus, vola molto basso, consentendoci di ammirare tutta l’ Amazzonia dall’alto. Si vede questo enorme polmone verde respirare, quasi muoversi lungo il Rio delle Amazzoni.

Dall’alto, spostando il nostro sguardo all’indietro, vediamo purtroppo anche la deturpazione che stanno facendo per creare strade nuove, il verde brutalmente interrotto da macchie marroni. I miei occhi si fanno lucidi nel pensare a quanta gente e quanti animali vedono distrutto il loro habitat.

Prima di atterrare a Sao Luis scorgiamo la foce del Rio delle Amazzoni:

grandissima, ampissima e mille colori, dal cappuccino, al verde, all’azzurro fino al blu intenso dell’oceano. Guardandola, sembra come una bocca spalancata che urla di felicità per la libertà ritrovata.

Arriviamo all’aeroporto di SaoLuis dove ci aspetta il nostro autista, che ci accompagna all’hotel. Sao Luis è un porto importante e stanno investendo per farlo diventare uno dei principali porti commerciali, non solo del Brasile ma del mondo. L’hotel infatti è pieno di turisti ma soprattutto di uomini d’affari. L’oceano lì non è bello, è color marroncino, e all’orizzonte si vedono decine e decine di navi cargo in attesa di attraccare al porto. Il centro storico di Sao Luis sembra stridere con l’idea di un porto internazionale, tanto è fatto di stradine lastricate, case colorate abbandonate, pochissimi bar ed una grande imponente cattedrale bianca priva di vita.

INIZIA IL VIAGGIO NEI LENCOIS MARANHENSES

Eccoci, siamo pronti davanti all’hotel in attesa della nostra guida. Obiettivo Barreirinhas ovvero la porta per il Parque Nacional dos Lençóis Maranhenses, uno dei più importanti e vasti parchi del Brasile. Ed è anche una delle zone del Brasile meno note, ma anche la più fantastica. 5 km in un ora per uscire da Sao Luis ma ce l’abbiamo fatta.

La strada per il parco è asfaltata e non c’è traffico, incrociamo ogni tanto dei  camioncini colmi di foglie di palma, la guida ci dice che qui è importante la lavorazione dell’olio di palma per l’industria. Arriviamo all’ora di pranzo a Barreirinhas: alloggiamo in una stupenda posada color arancione. Ci sono 6 camere ed ognuna ha davanti una veranda con appesa una grande e colorata amaca. Ormai ho imparato, Brasile uguale amaca, sempre e ovunque.

Alle due esatte arriva la guida che, con il Defender 4×4, ci porta al Parco. Mano a mano che ci avviciniamo, la strada si fa sempre più tortuosa e all’improvviso, dopo una curva, vediamo bianco. Siamo arrivati al Parco Nazionale dei Lencois Maranhenses. Tutto bianco attorno, sembra di essere sopra ad una torta paradiso. Dune alte, dune basse e poi, con fatica, risaliamo una duna grande e da lì l’azzurro del mare irrompe, come fosse una lama d’acciaio.

La guida si ferma e ci dice che da qui dobbiamo procedere a piedi. Fa un caldo atroce e non c’è ombra, nemmeno un filo d’erba. Iniziamo a camminare sopra le dune bianche, sembra talco, tanto è fine. E’ semplicemente fantastico camminare, inciampare sulla sabbia, finchè arriviamo ad un laghetto. E’ come un grande occhio azzurro che ci guarda.

Da li capiamo anche il nome del parco, Lencois Maranhenses ovvero “lenzuola bagnate”.

Si, perchè le varie dune, rotte dai laghetti azzurri, sembrano delle lenzuole bianche, distese e bagnate qua e là dall’acqua.

Ci fermiamo per il tramonto che ammiriamo dall’alto di una duna. Stiamo lassù finchè la palla rosso fuoco si tuffa nel lago, lasciandoci una brezza che ci rinfresca della lunga giornata calda. Al ritorno la jeep si inerpica fra le dune fino ad arrivare ad un fiume, che attraversiamo su una zattera spinta a mano. In attesa della zattera ci sgranchiamo le gambe passeggiando lungo il viale pieno di bancarelle di souvenir, di cibo di strada come le pannocchie arrostite o le coxinha.

Lencois Maranhenses lago e dune

BARREIRINHAS E RIO PREGUICA

La zona dei Lencois Maranhenses non è solo il Parco dei Lencois Maranhenses, ma comprende tutta la zona a nord est del Brasile, fatta di iguarapè, paesini, lagune e isole.

Oggi escursione sul Rio Preguiça. Con una piccola barca a motore navighiamo su questo fiume larghissimo che si inoltra nella foresta amazzonica. L’acqua è color marrone scuro, siamo attorniati da mangrovie. Qui scorgiamo scimmie che saltano da un ramo all’altro,  aironi bianchi e migliaia di altri uccelli. Senza guida ci perderemmo, il fiume incrocia tanti piccoli fiumi detti igarapè, è un labirinto, impossibile capire la direzione in cui stiamo andando.

Lencois Maranhenses uccello

Lencois Maranhenses lungo un iguarape

Non siamo da soli questa volta, con noi ci sono altre 2 coppie brasiliane, con le quali facciamo amicizia.

Ridiamo come bambini ogni volta che la barca vira bruscamente e ci inonda d’acqua. Ci fermiamo in un chiosco isolato lungo le rive del fiume, ordiniamo il pesce che mangeremo più tardi e riprendiamo il viaggio. Tappa ad un magnifico faro, Farol Preguicas da cui ci vede l’immensità del parco nazionale e l’oceano.

E’ ora di pranzo ed il nostro pesce ci aspetta. Seduti attorno ad un tavolo di legno, banchettiamo con pesce alla griglia, fagioli rossi e neri e l’immancabile riso bianco. Abbiamo il tempo di chiacchierare, scopriamo che l’uomo seduto al mio fianco si chiama Cicero, lontane origini italiane, persona molto simpatica e intelligente e vive vicino a San Paolo do Brasil. Ci racconta del suo lavoro, della sua città e che gli piacerebbe venire in Italia. Sta frequentando un corso di italiano, decidiamo di scriverci via emails così fa pratica rsrsrsrs (così scrive lui, sarebbe il nostro ahahah).

Riprendiamo la barca e visitiamo delle case sul fiume.

In una casa incontriamo un gruppo di bambini  che si divertono sul fiume, si arrampicano sugli alberi e giù nel fiume. Che bello vedere questi bambini giocare con nulla e divertirsi, sorridere e gridare felici. Se penso che da noi di bambini che corrono, saltano se ne vedono sempre meno, che se non hanno il computer di ultima generazione sono tristi e anche quando ce l’hanno, il loro sorriso appare spento. Questi bimbi invece ti riempiono il cuore di gioia, mette allegria sentirli urlare, ti fanno venir voglia di rimettere i pantaloncini corti e buttarsi nel fiume con loro. Più in là, donne che lavano i panni nel fiume e li stendono sopra pali di legno ad asciugare.

DA BARREIRINHAS A PARNAIBA

Puntuale come un panettone, arriva la nostra guida che con il fuoristrada ci porta in direzione Parnaiba. Seguiamo una strada di sabbia bianca che corre lungo l’oceano, è fantastico inseguire le onde. A destra abbiamo foreste di mangrovie color arancione, che con le loro radici sottili, sembrano enormi ragni in attesa di una mosca.

La strada di sabbia si inerpica su alte dune color latte per poi ridiscendere su praterie, ove incontriamo asini intenti a brucare non so cosa e civette che riconosciamo solo per i due bottoni gialli (occhi) talmente sono mimetizzate

Lencois Maranhenses civette- Copia

Lencois Maranhenses asini

A Parnaiba arriviamo verso mezzogiorno, lasciamo i bagagli nella posada e subito riprendiamo l’auto che ci porta ad un piccolo porticciolo, dove un pescatore ci sta aspettando. Saliamo su un piccolo motoscafo e ci immergiamo nel Delta das Amercas. E’ tutto un susseguirsi di isolotti, insenature e fiumi. Incrociamo altre barche di pescatori. A ripensarci ora, in questi tre giorni non abbiamo incrociato turisti, non è una zona molto conosciuta, ma, forse per questo, ancor più affascinante.

La nostra guida si ferma su un isolotto che sembra molliccio, in effetti è fango, metri e metri di fango marrone scuro. Cammina faticosamente su questo terreno, spostando un piede e poi l’altro come pesassero 100 kg. Si ferma, si china sul fango e con forza spinge il braccio dentro in profondità. Si gira tutt’un tratto verso di noi con un sorriso soddisfatto e tenendo, sulla mano ricolma di fango, un grande, enorme granchio rosso. Lo porta verso la barca, lo risciacqua e ci dice “aqui esta’o seu jantar” e lo mette in una cesta. Riprendiamo il viaggio questa volta verso un ampia insenatura dove sono appollaiati centinai di ibis rossi. Facciamo ritorno alla posada con il nostro granchio…che dire, cena freschissima e buonissima naturalmente.

DA PARNAIBA A JERICOACOARA

Peccato lasciare il paesino di Parnaiba, è coccolo e con case colorate, che alla sera si illumina con le candele appese alle finestre come un piccolo presepe. Anyway, il viaggio continua, i Lencois Maranhenses non si fermano qui.

Da Parnaiba con la nostra guida proseguiamo dapprima su strada asfaltata per poi prendere la strada di sabbia che costeggia l’oceano. Passiamo per le dune di Luis Correla, per il paesino di Chaval, caratteristico per le case incastonate su grandi massi rocciosi, fino ad arrivare a Camoncin.

Lencois Maranhenses paesino colorato

Qui ci aspetta una zattera sui cui saliamo per attraversare il fiume. Due ragazzi, con lunghe pale, spostano la zattera, è un lavoraccio tenuto conto anche del caldo. Dall’altra sponda possiamo ammirare il paesino, sembra pitturato con colori ad olio, tanto risplende e tanto vivi sono il blu, giallo, rosso e verde delle case.

Da qui proseguiamo lungo la spiaggia, siamo solo noi e il mare, noi e le palme da cocco, noi e le mangrovie. Dopo due ore di auto arriviamo inaspettatamente ad una incantevole laguna, Lagoa Grande, dove pranziamo.

Lungo, o meglio, nella laguna sorge un chiosco caratteristico: tavoli e sedie sono nell’acqua, amache colorate che sfiorano l’acqua, dondolano a ritmo di musica. E’ un luogo incredibile, c’è tanta gente seduta che pranza, altri che si trastullano sulle amache e altri ancora che scorrazzano con gommoni a motore sulla laguna. Nel bel mezzo del niente, di km e km di sabbia bianca, di miglia e miglia in cui non si incontra nessun essere vivente, è strabiliante vivere questo posto, la vivacità, l’allegria e l’atmosfera che si respirano ti fanno sentire vivo, ti fanno venir voglia di ballare.

Arriviamo in serata a Jeriacoara, dove pernottiamo in un piccolo resort con piscina e camere enormi.

Jeri, così è chiamata, è il paese più noto della zona dei Lencois Maranhenses. Qui infatti troviamo altri turisti e la notte, come in tutto il Brasile, sembra non finire mai. Jeri è costruita su sabbia, i ristoranti, i negozi, le vie, sono tutte di sabbia, finissima sabbia bianca. A Jeri si trova una lunghissima spiaggia che abbraccia l’oceano e sulla sinistra è famosa la sua duna, da dove si può ammirare un magnifico tramonto.

Anche noi seguiamo la massa, così verso le cinque di sera iniziamo l’arrampicata su questa duna alta, bianca, imponente. Piano piano, qui si deve e si va piano, anche perchè il vento si fa via via sempre più forte mano a mano che risaliamo verso la cima.

All’inizio si sente qualche voce, poi sempre meno fino ad arrivare in cima e qui regna il silenzio. E’ stranissimo come in mezzo a così tanta gente, centinaia e centinaia di persone, non si senta nessuno parlare, nessuna voce, nessun pianto, solo un silenzio rispettoso. Mi guardo attorno e vedo gente, ma non la sento. Se chiudo gli occhi sento solo il rumore del vento sulla sabbia e l’oceano. Mi siedo, gambe incrociate sulla sabbia fredda e occhi verso il sole. La palla gialla diventa mano a mano arancione, sempre più grande, fino a diventare rossa e abbracciare il mare. In quel momento il cielo, come se festeggiasse il giorno passato, diventa di mille tonalità di rosso e rosa, viola, arancione scuro, rosa brillante.

E’ difficile descrivere la sensazione di benessere, di gioia che sembra pennellata su di me, tanto mi sento intrisa di energia. Ed ecco, un applauso invade la duna, come a ringraziare il sole del magnifico regalo, ma non si può chiedere il bis. Solo ora capisco di essere in mezzo a tanta gente.

Lencois Maranhenses dune al vento

IN VIAGGIO PER FORTALEZA

Da Jeri ci spetta un ultimo giorno di viaggio per Fortaleza che ha dell’incredibile.

Dall’hotel ci viene a prendere una piccola jeep color verde tutta scassata. I nostri bagagli non ci stanno, cosi ce li teniamo sopra le gambe. Peccato che la strada non esista, ovvero percorriamo a gran velocità un varco nelle dune, le valigie saltano ad ogni buca e noi, con una mano, a tener ferme le valigie e, con l’altra, a tener fermi noi. Dopo un’ora arriviamo sani e salvi alla Laguna Paraiso, dove troviamo due signore che ci invitano a depositare le valigie in una stanza ed andare alla spiaggia.

La laguna è di un color turchese brillante. Facciamo un tuffo in quest’acqua tiepida.

La Laguna Paraiso sembra un oasi nel deserto bianco. Qui si trova un ristorantino, dove si mangia pesce fresco buonissimo, e ci sono alcuni ragazzi che noleggiano barche a vela. Sembrerà strano, ma la laguna non è poi così piccola e come “nursery per un velista” è l’ideale.

Nel pomeriggio, un gruppo se ne va con un piccolo bus, poi ne arriva un altro, ma non è per noi. Ci viene il dubbio di aver sbagliato qualcosa. Per la prima volta, in tutto il viaggio, aspettiamo. Passa un ora, un’altra ancora ed i dubbi aumentano, anche la paura. Finalmente arriva un camion, realmente un camion addobbato con lunghi sedili color rosso. Saliamo titubanti, aggrappandoci alle assi di ferro. Partiamo, ma le nostre valigie sono rimaste giù. Urlo forte e sbraccio, finche’ nel frastuono il camion si ferma. Carichiamo le valigie incastrandole fra le panche e vai.

Il camion va veloce fra le dune, noi sembriamo come salami appesi, sbattuti a destra e a sinistra e con i piedi teniamo ferme le valigie. Ridiamo e ridiamo perchè alla fine si stiamo proprio divertendo. Vorrei anche farmi un selfie, ma ne va della mia vita ah aha aha

Dopo due ore il camion si ferma ad una stazione di servizio, scendiamo assieme ad un altra coppia di giovani brasiliani e li attendiamo ancora. Arriva un bel bus turistico, di quelli alti e con aria condizionata e da li diretti verso Fortaleza. Seduti su questi sedili morbidi, comodi, senza dover aggrapparsi per non venir sbalzati fuori, stanchi ma felici, ci addormentiamo. Ci sveglia una brusca frenata, siamo a Fortaleza, dove finisce la nostra avventura brasiliana.

Questo è il mio viaggio in Brasile, un viaggio diverso dai classici percorsi turistici. Un viaggio in un paese che va scoperto piano piano, perche’ i ritmi sono lenti, seguono il movimento lento del sole, non le lancette dei secondi.

Il Brasile della forza della natura amazzonica, il Brasile del bianco dei Lencois Maranhenses, posti cosi’ diversi da diventare simili nell’energia che trasmettono, nella vita quotidiana semplice e vivace e soprattutto nella calma e generosità che la foresta e l’oceano riescono a regalare a chi li rispetta.

Il Brasile è un paese che fa capire come tutto scorra secondo natura e che la vita va vissuta lentamente per assaporare ogni sfumatura, ogni suono, ogni odore.

La vita è dettagli, non totalità.

 

Lencois Maranhenses lago salato

14 Replies to “Lencois Maranhenses – il deserto bianco”

  1. Complimenti, bellissimo viaggio e bellissime foto!! Sto programmando il mio viaggio alla scoperta dei Lencois Maranhenses e penso di affidarmi anch’io all’agenzia Brasil Planet, probabilmente ci andrò l’anno prossimo ad agosto.. posso chiederti un consiglio pratico? sono indecisa sul tipo di bagaglio da utilizzare, visto anche che sarò da sola… come sono gli spostamenti? meglio un trolley o una borsa morbida? da quanto ho capito non c’è molto spazio sui mezzi utilizzati… io poi proseguirò per lo stato di Minas Gerais dove ho la fortuna di avere uno zio ;-P

    1. Grande Marina, i Lencois sono ancora abbastanza inesplorati, vedrai che posti fantastici. Per le valigie, si, meglio un bel borsone così nei tragitti, in auto o nei camion vai meglio. Fortunata avere uno zio a Minas😁. Cmq sr vuoi info scrivimi a info@latartarugavolante.com

  2. Una mia amica ci è stata ed ero rimasta a bocca aperta: sono davvero spettacolari! Poi non avrei mai detto che in Brasile ci fosse un deserto bianco! Complimenti per le foto e l’itinerario!

  3. Innanzi tutto complimenti per le foto che sono straordinarie! E poi che posto strepitoso é questo?!?!? Voglio andarci il prima possibile.
    Immagino che sia una di quelle esperienze che non dimentichi piú nella vita! *.*

  4. Sembra sia stata davvero un’esperienza memorabile! Immergersi in luoghi così speciali e in cui regna la natura dev’essere un’emozione incredibile ^^ Soprattutto vorrei vedere i Lençois Maranhenses, sembrano veramente affascinanti.

  5. A parte le foto che sono da 12, nemmeno da 10, ero davvero indecisa su dove lasciarti un commento. Hai fatto viaggi meravigliosi, ma questo posto, che avevo già notato anche su IG, mi lascia davvero senza parole….incredibile non è sufficiente!

    1. I lencois Maranhense sono veramente posti inesplorati, di una bellezza veramente unica, le foto credimi non rendono.

  6. Bellissimo racconto. Un contatto davvero bellissimo dentro la natura, con gli esseri che la vivono e a contatto diretto con le persone che la abitano … Davvero una splendida esperienza!

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