Bali: Hari Nyepi, la Giornata del silenzio e della contemplazione

Bali: Hari Nyepi, la Giornata del silenzio e della contemplazione

Hari Nyepi, la giornata del silenzio e della contemplazione.

Credo non esisti abitante di Perth che non sia andato almeno una volta a Bali. In effetti Perth è più vicina a quest’isola che alle altre città australiane ed il costo dei voli è eccezionalmente basso.

Per darvi un idea, un volo andata e ritorno a Sydney, in bassa stagione, costa circa 450 dollari, di contro un volo andata e ritorno a Bali costa circa 300 dollari australiani. Se poi aggiungiamo che a Bali si trovano resort 5 stelle tutto incluso che, per una settimana, costano tanto quanto un solo giorno a Sydney, si capisce il perchè tutti volino a Bali per una settimana di relax o avventura.

paesaggio balinese

Ritornando alla mia ricerca, avevamo deciso di rilassarci una settimana, riveriti e serviti.

Si perchè io adoro andare in giro in campeggio, ma ogni volta significa preparare da mangiare, lavare i piatti, asciugarli (cosa che non sopporto, un po’ come stirare le magliette bianche!), così ogni tanto una settimana in cui non devo pulire, ma semplicemente godermi il tempo che passa, è nutrimento.

Cerca e cerca finchè trovo un pacchetto Bali ad un prezzo veramente eccezionale (per i siti di ricerca voli date un occhiata al post Volo Aereo), partenza fra poco meno di dieci giorni… ma… i prezzi bassi, troppo bassi mi impongono una riflessione.

Dall’eccitazione iniziale, passo alla fase “Sherlock Holmes“, finchè scopro l’inghippo: Hari Nyepi.

Ma cos’è l’Hari Nyepi?

Questo strano nome è una parola induista che significa giornata del silenzio e della contemplazione.

BAli, Hari nyepi statua e offerte

In quel giorno, che quest’anno cade fra il 7 e 8 marzo, Bali si ferma.

Tutto a Bali viene sospeso, dalle attività lavorative al divertimento. Non si possono accendere fuochi, nè altra forma di illuminazione. Non è possibile circolare per le strade. No televisione  o musica. Gli aeroporti saranno chiusi, arrivi e partenze internazionali tutti cancellati, solo i voli in transito saranno ammessi, ma non sarà possibile uscire dall’aeroporto.

Per i turisti che sono a Bali fra le 6 del mattino del 7 marzo fino all’alba del 8 marzo, non sarà possibile utilizzare le spiagge, nè uscire dai propri alberghi, nè tantomeno uscire in gita turistica.

Bellissima questa giornata, che ne dite?

Quando l’ho detto a mio marito ha semplicemente detto “e dura solo un giorno? peccato”.

Bali tramonto

In effetti è bella l’idea di sospendere tutto, per un giorno, un lungo giorno in cui non ci sono rumori, non ci sono luci artificiali ma solo la bella, calda e gialla luce del sole. Un giorno in cui magari riusciamo a scollegarci dal mondo per ricollegarci a noi.

La tradizione indonesiana del Hari Nyepi ha origine storiche.

Nyepi è una festa molto antica, che segna il nuovo anno. Questo giorno è forse il più importante nel calendario indù.

Gli induisti attribuiscono questa data al momento in cui i tre corpi celesti, terra, luna e sole si trovano più vicini.

In questo giorno la tradizione dice che Yama, o il signore dell’inferno, apre le porte del suo mondo, così che un orda di diavoli arrivi su Bali.

bali hari nyepi templio con offerte

Alcuni giorni prima del Hari Nyepi, i balinesi erigono altari ad ogni incrocio, ognuno ricoperto da copiose offerte di frutta e fiori, in modo da attirare i demoni. I sacerdoti dell’isola si siedono vicino a questi altari e con i loro incantesimi, allontanano i demoni dall’isola.

Poco prima dell’alba del 7 marzo la gente si riversa sulle strade in lunghe processioni, dove sfilano i mostri fatti di cartapesta (chiamati ogoh-ogoh) a ritmo di gong, piatti e tamburi. L’obiettivo è fare più rumore possibile, con lo scopo di risvegliare i demoni, già presenti nelle case, in modo da farli uscire allo scoperto e poterli espellere.

Quando il sole tramonta, questi mostri di cartapesta vengono bruciati, come a rapprensentare il male che se ne va dall’isola. E da quel momento in poi il silenzio assoluto.

Il giorno del Hari Nyepi è un giorno di purificazione, un giorno in cui il silenzio regna in questa isola vivace, chiassosa e sempre attiva.

Bali anziana

Strano il mondo: mentre noi apriamo l’anno nuovo con feste e baldorie, a Bali si inizia il nuovo anno con il silenzio.

L’Hari Nyepi è un giorno in cui ritrovare l’armonia e l’equilibrio con la natura, sacra e profondamente saggia. Per noi invece il nuovo anno significa telefonini che quasi si fondono per i tanti messaggini, foto instagrammate o selfie postati su facebook.

Quanta diversità, come può essere così diverso il mondo a volte.  E’ per questo che amo viaggiare nel mondo, perchè mi sorprende oltre quanto possa immaginare.

Non avrei mai pensato ad una giornata del silenzio, ma esiste, e proprio a Bali, dove fra clackson, motorini e litanie, è impossibile non sentire rumori. Eppure in questa giornata tutti rispettano il silenzio.

Così riflettevo, ma non sarebbe bello se anche noi, europei, occidentali, “oceanesi” o americani, festeggiassimo un giorno del silenzio? Non occorre che sia una giornata sacra o collegata a qualche “divinità”, ma una giornata per noi e la natura.

Una intera giornata da dedicare a noi, ai nostri pensieri e ai nostri sogni. Una giornata in cui non saremo distratti dai suoni acuti del cellulare, da campanelli o da clackson.

Sarà una giornata in cui potremmo sentire, forse per la prima volta, i rumori della natura. Quei rumori che non sono mai fastidiosi, quei suoni che rilassano, che ti fanno gioire senza un vero motivo. Magari, potrebbe essere anche l’unico giorno dell’anno in cui potremmo vedere le stelle, perchè sarebbero loro le protagoniste del cielo e non più moderni lampioni o luci al neon, ma queste piccole immense meraviglie dell’universo.

Bali, templio con offerte

Perchè non farlo? Secondo me sarebbe la giornata più bella dell’anno.

Venerdì, mentre mi accingevo a postare questo articolo, il computer smette improvvisamente di funzionare… per la prima volta in 3 anni non abbiamo corrente! In Italia avrei telefonato al numero verde e, dopo vari tentativi, inutili, mi sarei arresa.

Qui invece ho telefonato al numero verde, digitato il codice postale e una voce metalica mi dice ” la corrente elettrica verrà sistemata entro le ore otto della sera“!

Oddio, tutto il pomeriggio senza elettricità?

Panico, in quel momento il panico. Cosa si fa? Prendo il cellulare e, sfortuna vuole che era scarico. Prendo allora la batteria esterna e… scarica anche quella. Internet logicamente non funziona.

Ci siamo ritrovati all’improvviso, senza tutto ciò che facciamo. Esco in giardino e fuori non si sente nessun rumore. Perfino il vento, onnipresente, sembra funzionare con l’elettricità, non si sentiva neppure lui.

Bene, penso, faccio una bella torta: peccato che il forno sia elettrico. Pulisco casa: il vacum è elettrico.. beh, per fortuna. Mi lavo e asciugo i capelli: no, phon elettrico.

Solo in quel momento mi sono resa conto di quanto l’eletricità sia diventata anno dopo anno indispensabile nella vita di tutti i giorni. E per fortuna che non ho la casa domotica, altrimenti non avrei potuto nemmeno aprire le finestre e il frigorifero avrebbe strillato “no power, no pow, no..” fino a morire!

Così per un giorno, un giorno che mi è sembrato lunghissimo, mi sono seduta in giardino, illuminata dal sole, con un bel libro e ho letto. Poi alla sera, torcia sulla testa, ho preso alcuni fogli di carta e ho scritto alcuni appunti. Talmente disabituata a scrivere, che la mia calligrafia era molto più simile ai geroglifici che a lettere.

Alle otto in punto, mentre ridevo e scherzavo con mio marito, la luce è riapparsa, rompendo quell’incantesimo che si era creato.

E allora, swich off … avevo bisogno di ancora un po’ di tempo per me, per noi, per ritrovare il mondo di un tempo!

Allora si, credo proprio che una bella giornata del silenzio sarebbe assolutamente rigenerante.

Il mio Hari Nyepi sarà il 22 febbraio, e il vostro?

spiaggia libera, il mio hari nyepi

 

 

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