Parco di Doñana: un paradiso selvaggio in Europa

Parco di Doñana: un paradiso selvaggio in Europa

Per chi, come me, ama la natura selvaggia, gli spazi aperti e gli animali, si è sempre alla ricerca di qualche parte di mondo incontaminata. Così, leggendo un libro del National Geographic “Ultimi paradisi selvaggi”, scopro un luogo che non conoscevo, e di cui non avevo mai sentito parlare: il Parco nazionale di Doñana.

Questo parco è uno spettacolo e si trova a poche ore di aereo dall’Italia, ed è quasi sconosciuto.

Si trova a pochi chilometri da Siviglia, siamo nella zona della Andalusia, una delle zone che più amo della Spagna (io che amo la Spagna a prescindere). Con un auto a noleggio abbiamo percorso strade in mezzo a dune bianche, lagune, paludi, paesini caratteristici che sembrano appena usciti dai cartoon e visto animali meravigliosamente liberi.

Questo il mio viaggio di una settimana nella magnifica Andalusia, o meglio, nel Parco Nazionale di Doñana, uno degli ultimi paradisi selvaggi in Europa. L’itinerario e le info utili le trovate su Itinerario Doñana.

Siviglia

non mi dilungo più di tanto sulla città, che per noi è stata solo un punto di arrivo e partenza. Siviglia in realtà merita una visita a se, ma noi avevamo una meta diversa in questo viaggio. A Siviglia siamo rimasti un solo giorno, abbiamo cercato di visitarla al meglio e ciò che più mi ha sorpreso, sono state le vie. A Siviglia, sembra che la vita si svolga per strada: vie, viuzze, bar, ristorantini e negozi. Il calore della sua gente traspare da ogni centimetro delle antiche costruzioni. Si, assolutamente, Siviglia merita di più di un giorno.

Doñana, particolare chiesa Siviglia

Cosa vedere a Siviglia in un giorno:

  1. abbiamo iniziato dalla Cattedrale di Santa Maria di Siviglia, uno dei monumenti più imponenti della città e che si staglia fra le basse case del quartiere di Santa Croce (Santa Cruz), che è il quartiere più caratteristico della città. All’interno della cattedrale si trova una scala, da cui si può accedere alla torre, la Giralda, e da qui si può godere una vista di Siviglia che lascia senza fiato;
  2. dalla cattedrale abbiamo preso Calle Mateo Gagos, che è una mostra all’aperto di Tapas, Cerveceria e Taberna che, se non fossero state le nove di mattina, non ce ne saremmo più andati. Da li si arriva alla chiesa di Santa Maria la Blanca, spettacolare per tutte le decorazioni. L’influenza araba qui è più viva che mai;
  3. ed eccoci ai Palazzi Reali (Reales Alcazares), caratteristici per la mescolanza di stili ed epoche differenti. All’interno dei Palazzi, è possibile visitare i giardini, che, con le sue statue e fontane, ti catapultano in un secondo, in un epoca indefinibile, fra l’occidente e l’oriente di tanti anni fa;
  4. e ancora Piazza di Spagna (Plaza de Espagna), una delle zone che più mi sono piaciute di Siviglia, così luminosa, aperta ed è tutto un tripudio di colori, dalle ceramiche ai marmi che la rivestono. Forse sono rimasta affascinata anche dalla storia di questa piazza, perchè, così rivolta verso il fiume, racconta della scoperta dell’America e, le 58 panchine, raccontano delle provincie spagnole;
  5. per finire in bellezza, lungo il Guadalquivir, o meglio il Canale di Alfonso XIII, stupendo, con le grandi barche attraccate e il bianco delle mura che lo abbracciano. E’ il canale che divide la Siviglia vecchia da quella moderna, che di sera si illumina con i piccoli ristoranti, che sembrano tante lucciole.

Doñana, siviglia, piazza

El Rocio

Da Siviglia, 57 km per arrivare a El Rocio, ma ci mettiamo tre ore. Come sempre, noi viaggiamo lenti, ci fermiamo ad ogni chilometro o quasi. Lungo la strada di campagna troviamo un pesino incantevole, bianco e dorato, Aznalcazar dove passeggiamo fra case basse, accompagnati dal suono del Flamenco. E’ ora di merenda e Frank non si lascia scappare un assaggio del famoso Jamon dell’Andalusia.

Doñana, paesino di campagna

Arriviamo a El Rochio in tarda mattinata e rimaniamo sorpresi dalla quantità di gente che riempie la piazza davanti alla chiesa.

El Rochio è un paese stranissimo, le strade sono di sabbia, sembra di essere in un paese dei cowboy. Il grande Duomo sovrasta il paese, anzi è il paese. Ma quello che mi affascina di più è il fiume, che scorre proprio davanti, dove decine di cavalli si divertono a bere, a bagnarsi, sono talmente placidi che quasi quasi li invidio. I colori del loro manto è lucido, brillano al sole. Scattiamo logicamente tante foto, troppo bello questo paesaggio così surreale. El Rochio è da vedere assolutamente se si va a Siviglia, sembra di essere in uno di quei paesini messicani dei film western. Stranissimo.

Doñana, El Rocio

Doñana, El Rocio pozza d'acqua

Parco Nazionale di Doñana

Oggi arriviamo a Matalascanas, dove pernottiamo in un albergo di fronte al mare e che sarà la nostra base per l’esplorazione del Parco Nazionale di Doñana.

Doñana non è molto nota, ma è un paradiso naturalistico incredibile e inaspettato. E’ un insieme di diversi ecosistemi, si va da foreste di pini, a alte dune di sabbia, fino a lagune dove vedere i fenicotteri, gazze e grifoni.

Abbiamo iniziato con la zona di El Achebuche dove ci sono le dune di sabbia, vista la mia passione per i deserti. Abbiamo attraversato le dune alla ricerca di animali strani, di animali abbiamo visto solo un grande e grosso “coleottero”, ma il paesaggio è veramente incredibile. Dune, sabbia e sabbia. Null’altro, sembra di essere nel deserto del sahara, solo un po’ più piccolo. E la temperatura? Perfetta, pur essendo a febbraio, c’erano venti gradi e al sole faceva caldo.

Doñana, dune

Altro giorno nel parco di Doñana, ma stavolta ci siamo spostati verso est. Siamo andati al Centro Visitatori di Josè Valverde, dove abbiamo raccolto un po’ di informazioni e tragitti nel parco. Qui abbiamo trovato alcuni turisti che avavano prenotato un tour guidato in 4×4. Noi, pur non avendo un fuoristrada, ce la siamo spassata fra i sentieri e ci siamo anche persi . E’ stata un avventura guidare fra le piste, e fermarsi ogni tanto a camminare in mezzo a questo mosaico naturale, fra pineti, lagune saline e dune fossili.

Doñana, bug

Doñana io sulle dune

Dehesa de Abajo – Parco di Doñana

Il giorno dopo, ci siamo spostati verso la parte nord del parco. Avevamo letto di una zona chiamata Dehesa de Abajo.

Mentre percorrevamo le strade strette che portavano verso le colline, si siamo trovati tutt’un tratto immersi nella nebbia. Il paesaggio era incredibile, alti pini e strani cactus che apparivano sfuocati. Tutto era sfuocato, anche la strada si vedeva a malapena.

Doñana, bosco

Di solito non mi piace la nebbia, ma qui, sembrava naturale, creava un paesaggio “lento e assopito”. Grazie alla nebbia non c’erano rumori, si vedeva poco e quel poco diventava protagonista. Sopra alti pali della luce, quasi fossero appartamenti, nidi e nidi di cicogne. La nebbia rendeva luminoso il loro lungo becco, folte le loro piume. Sarà che la cicogna la associamo ai bambini, ma non le avevo mai viste così bene, e sono veramente animali molto belli.  Alte e forti, delicate e possenti allo stesso tempo.

Doñana, coppia di cicogne

Verso le dieci, il sole è apparso, improvvisamente, illuminando d’argento le ragnatele che ricoprivano i cactus e le piante lungo la strada. E poi, ancora più in su, il sole ha iniziato a riscaldare l’aria, ha spazzato via la nebbia e ci siamo ritrovati nel bel mezzo di prati colorati di rosso. Tante piccole piante grasse i cui fiori rossi, un po’ alla volta, si aprivano, vivacizzando il verde dei campi. Anche se faceva freddo, è stato uno spettacolo bellissimo, come vedere un film al rallentatore.

Doñana, ragnatelaDoñana, fiori e rugiada

Le Cicogne di Abajo

La strada ad un certo punto arriva ad una Riserva, la Dehesa de Abajo, famosa per la nidificazione delle cicogne. Purtroppo era chiusa, ma eravamo li, non potevamo non vederla. Il cancello era in realtà una staccionata di legno bassa, così l’abbiamo scavalcata e ci siamo ritrovati, da soli, in questa stupenda riserva. La nebbia ogni tanto compariva, ma rendeva ancora più selvaggio il posto.

Doñana, cicogne a passeggio

I prati erano come grandi tappeti rossi e, nel mezzo, stavano grossi e alti cespugli verde scuro. Ci avviciniamo al boschetto e sentiamo strani rumori, tipo “tac tac”, come se qualcuno stesse suonando un tamburo. Curiosa come sempre, proseguo, incurante degli spini, e mi ritrovo davanti ad un nido. Un grande nido di cicogne, con una cicogna che mi guarda fisso negli occhi e inizia a battere con il becco per spaventarmi. C’è riuscita, scappo e vado dall’altra parte dove riesco a vedere anche meglio e, senza disturbare nessuno.

Doñana, due cicogne

Le cicogne sono animali stupendi, non le avevo mai considerate. Ali grandi, che al solo sbattere smuovono l’aria con un rumore cupo. Lunghe gambe, trampolini sottili sottili che pensi a come facciano a sostenere tutto quel peso. E la testa, con quel becco appuntito e lungo, quello famoso porta “bebè” dei cartoni animati. Le guardo e sorrido, sono tenerissime e iper occupate: chi arriva con rami per migliorare il nido, chi nutre il piccolino, chi ancora vola in alto come a sorvegliare la zona. Una comunità di cicogne. Unico, uno spettacolo incredibile.

Doñana, cicogna in volo

Più in la scorgiamo una laguna, un piccolo laghetto naturale dove troviamo alcuni fenicotteri, anatre, cormorani e gazze. Il tutto in un silenzio surreale.

Doñana, laguna

Lagunas de Polos – Parco di Doñana

Siamo sempre in zona Doñana, ma questa volta ci siamo spostati a ovest, in direzione della zona chiamata Huelva. La strada da Matalascanas corre lungo l’oceano. La spiaggia qui è incredibilmente ampia, lunghissima e non c’è nessuno. A febbraio, chi vuoi che venga qui, se non due pazzi come noi? A parte gli scherzi, la temperatura era perfetta, circa venti gradi e senza vento.

Arriviamo alla Laguna de Polos y las Madres, dove vediamo tantissimi fenicotteri. Non sono rosa fucsia come quelli visti in Kenia o in Messico, sono bianchi con poche piume rosa pallido, ma sono sempre animali elegantissimi. Mi piace osservarli quando si muovono, quasi al rallentatore. Bello è vederli quando dormono, con una zampa dritta e una raccolta, tanto da sembrare sempre in bilico e al primo colpo di vento, temo per la loro incolumità. Si muovono tutte assieme, si cibano usando il becco ricurvo, che strane.

Doñana gruppo di fenicotteri

Da qui vediamo anche le ciminiere della zona industriale di Huelva. Il fumo riempie il cielo all’orizzonte e la silhouette dei fenicotteri, delicata e soave, è un contrasto troppo forte, troppo duro per piacere . E’ triste vedere la libertà aggrappata ad un filo, la libertà dei questi animali circoscritta da camini fumanti e blocchi di cemento.

Doñana fenicotteri rosa

 

Abbiamo terminato la nostra settimana alla ricerca del selvaggio in Europa.

Siamo approdati a Doñana, convinti che fosse un posto anonimo e noioso e ci siamo, invece, ritrovati in un mondo appartato, che nulla centra con il nostro quotidiano. E’ stato come attraversare una porta temporale, catapultati in un secondo, in uno spazio che non ha tempo. Una celebrazione della meraviglia della natura.

Doñana il volo

E’ bello sapere che esistono ancora posti così, a pochi chilometri da noi, posti in cui ancora per ora, la natura è protagonista. Luoghi in cui ogni anno arrivano le cicogne, per trovare un po’ di caldo e far nascere i piccolini. La cicogna tasmette un senso di amore, amore materno, pur essendo grande, non è un animale che fa paura.

Doñana, cicogne su muri

E’ una storia dolcissima la loro, di tutte le spiegazioni che ci sono sul perchè la cicogna sia legata ai neonati, mi piace questa:

questa favola è nata dal fatto che le cicogne costruiscono il nido su punti caldi, come i camini e, all’epoca della leggenda, le uniche case che avevano il camino sempre acceso erano quelle dove c’era un neonato.

Il nostro viaggio di una settimana ci ha portato a conoscere una zona della Spagna che non conoscevamo.

E’ una Spagna diversa. Non è la Spagna dei colori, dell’allegria, del caldo e della festa, ma una Spagna che qui rallenta, che qui non parla, ma lascia parlare gli animali che hanno deciso di abitare in questo incredibile, dolce e incantato luogo.

Sssssss … lasciamoli in pace ora.

Doñana, cavalli a El rocio

Doñana , cicogna al tramonto

 

 

 

E voi, conoscevate questo magico luogo della Spagna? Raccontatemelo nei commenti 📝

 

22 Replies to “Parco di Doñana: un paradiso selvaggio in Europa”

  1. Ciao, no! Non lo conoscevo assolutamente e sembra straordinario! Peccato per il fumo delle ciminiere. Immagino che non sia piacevole, ma credo che comunque che una visita valga davvero la pena! Almeno io spero di poterla fare presto 🙂

  2. Questo posto è davvero stupendo, selvaggio e incontaminato al punto giusto 🙂 mi piacerebbe molto visitarlo, secondo te con i mezzi pubblici si può fare? Mi sa di no :/

    1. Ohhh, ci sono dei bus e poi dei tour che partono da Siviglia. In auto arrivi ovunque e costa pochissimo, ma trovi bus secondo me e anche treni.

  3. Ma sai che non avevo assolutamente idea che una visita in Andalucia potesse includere un paesaggio così naturalistico? sono stata a Siviglia anni fa ma solo a Siviglia (e mi era piaciuta molto!), mi piacerebbe tornare con i miei bimbi e visitare il parco di Doñana cercando di avvistare qualche animale strano 😉

  4. Sono stata in Spagna ma non ancora in Andalusia, degli amici mi hanno detto che mi piacerebbe moltissimo. Sicuramente andrò in questo meraviglioso parco, la tua lettura mi ha molto affascinata. E poi quanto sono eleganti i fenicotteri?

  5. Che luogo meraviglioso!
    Siamo stati in Andalusia due anni fa, ma non abbiamo potuto visitare questo parco..
    Di sicuro ci siamo promessi di tornare e vedendo queste foto non fai che stimolare la nostra voglia di vedere questi luoghi pazzeschi 🙂

    1. Che bello il tuo giro del mondo, non vedo l ora di seguirti. Se vai in Spagna, non perderti siviglia e donana. Buon giro sofia

  6. Stupendo questo parco! El Rocio poi fa venire i brividi per quanto è bello e caratteristico! me lo segno per quando tornerò in Spagna. Pensare che sono stata in Andalusia, ma non ho mai sentito nominare questo parco!

  7. Che foto meravigliose avete fatto. Nulla da invidiare a quelle del National Geographic che vi hanno ispirato il viaggio. Io comunque ho lasciato il cuore a Sevilla. Mi sa che devo tornare a riprenderlo. 😉

  8. Voglio andarci!!! Complimenti per le foto, sono bellissime e invogliano davvero a partire subito. Pensa ho vissuto un anno in Spagna e non ho mai sentito nominare questa riserva naturale

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