Fremantle: un giorno in prigione

Fremantle: un giorno in prigione

Sabato scorso alcuni amici ci hanno chiesto se volevamo fare un giro a Fremantle … e mai avrei pensato di “finire in galera”.

No, no, tranquilli, non ho combinato nulla di male… abbiamo visitato le vecchie prigioni di Fremantle ed è stata una visita inaspettata e molto interessante. Un modo diverso per scoprire Fremantle!

Fremantle è la cittadina più famosa del Western Australia, esclusa la capitale Perth, naturalmente.

Fremantle center

Fremantle, chiamata comunemente “Freo”, è molto nota sia perchè è una località vivace, mondana, qui infatti si trovano ristoranti, pub e ritrovi aperti anche fino a tardi alla sera (cosa che nel resto del Western Australia è raro trovare!), sia perchè qui c’è un porto commerciale importante e soprattutto, è una delle cittadine più storiche del Western Australia.

Siamo nel 1820 quando Charles Fremantle, ufficiale della Marina Inglese, approdò in questo luogo, posto alle foci dello Swan River. Pochi anni dopo, in città, iniziarono ad arrivare i galeotti inglesi, per aiutare la costruzione della colonia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Fremantle fu utilizza dagli alleati come base per sottomarini, tanto da divenire la principale base per sottomarini dell’emisfero meridionale.

Fremantle chiesa and me

Oggi Fremantle è una città dinamica, vivace, con architetture che combinano lo stile vittoriano con quello moderno e dove convivono etnie provenienti da tutto il mondo (qui si trova anche una delle principali comunità italiane), il tutto condito dai rumori e odori tipici delle città marittime.

 

Fremantle casa tipica

A Fremantle è bello perdersi nelle vie, fermarsi davanti a case di mattoni rossi, con le finestre bianche e con le tipiche “verande” con il tetto in lamiera argentata. A Freo ogni scusa è buona per festeggiare, dal molo diventato famoso per l’America’s Cup, alle serate con musica etnica.

 

Passeggiare lungo la via principale al venerdì sera è come essere ad una festa: artisti di strada, luci e il profumo frizzante del Fish&Chips. This is Freo!

 

Fremantle oceano color oro

 

Ci sono tante cose da vedere a Fremantle, ma fra tutte, quella più particolare è la visita alle prigioni.

Il sole, il cielo azzurro facevano da contrasto al grigiore e alle parole della guida, questo è stato ciò che principalmente mi ha colpito.

Fremantle entrata

L’entrata delle Prigioni è grande, imponente. Un grande cancello di ferro battuto fa da anticamera al piazzale. Già guardare il piazzale attraverso le spesse barre di ferro nero rende l’idea di cosa potevano provare i prigionieri.

Fremantle prison

La guida ci racconta che qui arrivavano ogni giorno decine e decine di prigionieri dall’Inghilterra, perchè servivano per dare una mano a costruire la nuova città di Fremantle.  Furono gli stessi prigionieri, inoltre, a costruirsi la loro prigione, giorno dopo giorno, sasso dopo sasso, la vedevano innalzarsi davanti a loro.

Mentre camminiamo sul piazzale all’improvviso ho davanti a me le immagini del film “Brubaker“, con Robert Redford, o ancora quelle di “Ali della Libertà“… è in quel momento che mi rendo conto di aver visto molti film ambientati nelle prigioni ma, fino ad oggi, non ne avevo mai vista una dal vero!

Fremantle piazzale

Fremantle prigione dal lato est

In quel piazzale non giocavano a pallone, come nei film, in quel piazzale avrebbero solo sognato la libertà, perchè è di li che passavano a pena scontata.

Entriamo dalla parte est del grande edificio bianco, dove si trovano le cucine.

Anche se oramai in disuso, è strano vedere i forni, i lavandini, le pentole ancora in buono stato. Dalla cucina si passa alla zona mensa dei carcerati, ma bisogna attraversare prima una piccola e stretta porta. Qui, ci racconta la guida, i carcerati non entravano. La mensa non è un stanza unica, ma tante piccole stanze, ognuna con un lungo tavolo di legno e panche, dove i prigionieri accedevano in base al numero di cella. Ogni stanza della mensa ha anche un passaggio stretto verso l’esterno, dove si trova un piccolissimo bagno.

Fremantle prigione, esterno

Fremantle, mensa esterna

Fin qui, non mi ha impressionato più di tanto, perchè alla fine, pensavo, erano carcerati, qualcosa sicuramente avevano fatto per finire in “gattabuia”!

Siamo poi passati alle celle, alle camere dei galeotti.

Un lungo corridoio a tre piani, proprio come nei film, con stanze a destra e a sinistra. Ognuna con una piccola finestrella da dove passavano le lettere. Mi ha colpito vedere la cassetta postale rossa, con ancora gli schizzi fatti con le penne dai carcerati dell’epoca.

Fremantel prison, secondo piano

Le celle erano strettissime, un amaca per dormire e un piccolo catino per lavarsi. In alcune, quelle più moderne, c’era una brandina, un lavandino e un tavolino di legno.

Fremantle prison, le prime celle

Finchè la guardia raccontava dei carcerati, delle loro condizioni difficili e del fatto che comunque non c’era mai stata una evasione, io mi sono persa nel guardare quel corridoio. Stretto, alto, con il soffitto ricamato di tubi di acciaio e tutt’attorno una lunga terrazza che sembrava fatta di filo di ferro. In quel momento sono stata abbagliata dal sole che, attraverso una fessura del tetto, sembrava risvegliarmi. Pensavo a cosa provassero quei carcerati e soprattutto, pensavo a chi era li senza essere colpevole! Pensavo alla confusione, ai rumori, alle grida di quegli anni in netto contrasto con il silenzio di ora.

La guida ci ha spiegato che i prigionieri più “fortunati” lavoravano nella panetteria del carcere, il pane sfornato ogni giorno, veniva venduto ancora caldo ai cittadini di Fremantle. Un altro posto in cui facevano “carte false” per lavorare era la falegnameria, dove si realizzavano oggetti in legno, utilizzati dai contadini del posto. Oggi, alcuni di questi strumenti in legno, valgono una fortuna!

Fremantle, corridoio interno

La visita è terminata nella parte che più mi ha scioccato, ovvero nella camera dove avvenivano le esecuzioni.

Una stanza non molto grande, tutta buia, con una alzata di legno dove veniva fatto sedere il prigioniero e dall’alto penzolava una corda spessa, grossa, forte. In fondo alla stanza, una grande leva lunga, che serviva ad aprire il pavimento posizionato sotto la sedia. Dalla parte opposta c’erano tre sedie per chi voleva assistere. Solo tre!

La guardia, che sino a quel momento, raccontava la storia della prigione in modo “allegro”, qui ha cambiato tono. Impossibile essere vivaci di fronte a queste cose, colpevoli o meno che siano! In quella stanza, anche il chiacchiericcio dei turisti non si sentiva, nemmeno il sole era riuscito a entrare, qui. La pena capitale fu abolita nel Western Australia nel 1984, nei centocinquant’anni di vita del carcere le impiccagioni sono state 44, l’ultima risale al 1964.

Fremantel prison, nuove celle

Le prigioni di Fremantle sono state a lungo considerate un carcere di massima sicurezza, la vita dei detenuti all’interno era durissima, il sistema penitenziario non adottò mai quei cambiamenti imposti per migliorare la qualità della vita in carcere, tanto che si arrivò nel 1988 ad una grande rivolta, che causò l’incendio di quasi mezzo carcere. Pochi anni dopo questo carcere fu chiuso, esattamente nel 1991.

Fremantle prison, interno

Siamo usciti tutti con un peso sullo stomaco, perchè è sempre toccante vedere questi posti. Luoghi che si vedono nei film, racconti che si leggono, la questione della pena di morte, ma quando si è li, le parole acquisiscono un significato incredibilmente reale, fortemente vero.

La prigione di Fremantle è stata dichiarata dall’Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2010

 

Un altro modo spettacolare di vedere le prigioni è di partecipare al Tunnel Tour, ovvero il giro attraverso i tunnel sotterranei costruiti dai prigionieri. Non lo abbiamo fatto perchè un nostro amico soffriva di claustrofobia, prima di prenotare avevamo letto tutte le controindicazioni ed erano tante:

  • bisogna essere fisicamente in forma
  • essere in grado di arrampicarsi in modo indipendente
  • essere in grado di capire e seguire le istruzioni dello staff
  • soddisfare i requisiti di peso corporeo: Min 40kgs, Max 140kgs
  • non soffrire di claustrofobia
  • indossare scarpe comode
  • arrivare sobri (obbligatorio test alcolico)

Credo sia un modo alternativo e molto affascinante di vedere questo posto, ma attenzione a rientrare in tutti questi “parametri”!

Fremantle, bagni esterni

La guida, prima di salutarci, ci ha raccontato che molte delle persone che sono state qui, una volta uscite dal carcere, avevano trovato lavoro, si erano sposati ed alcuni, ogni tanto ritornavano per mostrare ai loro figli un posto in cui non avrebbero mai dovuto venire e che comunque ringraziano, perchè alla fine li ha salvati.

Come ogni cosa, siamo noi a dare un senso positivo o negativo, siamo noi che a volte, senza nemmeno conoscere i fatti, decidiamo a priori che non va bene o che va bene.

 

Fremantle, graffiti esterni

 

Di tutte le foto che ho scattato, questa è quella che più mi è piaciuta: uno scorcio di graffiti sui muri della zona esterna, dove i galeotti trascorrevano la loro “ora d’aria”! Vedere quei disegni colorati, che parlavano di libertà attraverso gli alberi, le montagne e le onde del mare, mi hanno aperto il cuore!

Ho imparato qui che cosa significhi la parola prigione.

Entrare nelle celle dà un senso di smarrimento, ti sembra quasi di non riuscire a respirare. Ma poi ti devi abituare per sopravvivere. E ti abitui, così tanto che, a volte, preferisci quella cella al mondo, perchè nel mondo ti senti ancora più smarrito, ancora più solo, anche se la tua camera è di venti metri quadrati.

Ecco allora che la prigione non è solo questo edificio, non è solo le inferriate di un cancello, ma è qualcosa di più. A volte siamo tutti noi imprigionati in convenzioni, in pregiudizi, imprigionati in abiti che non sono i nostri. Cambiare, viaggiare, guardare, imparare e rischiare: questo è il modo per evadere dalle “prigioni costruite delle nostre certezze” e lasciarci sorprendere dalla genuinità della vita.

Le prigioni di Fremantle sono il segno del tempo che è passato, di un tempo in cui si andava in prigione per un non nulla … Ma era un modo per insegnare a rispettare la legge, a rispettare le persone. Questo è un luogo particolare, la cui storia va raccontata e soprattutto va vista con i propri occhi.

E’ una visita che consiglio se, nel vostro girovagare per il mondo, farete un salto a Fremantle!😀

Fremantle particolare esterno

Curiosità su Fremantle Prison:

📖  esiste un database di tutti i deportati nelle prigioni di Fremantle dal 1850 al 1868,

ho verificato di non avere “avi” che sono passati di qui! Per chi fosse interessato a scoprire il proprio albero genealogico, ho lasciato il link.

🔐  la prigione nella prigione.

All’epoca il Western Australia era considerato inospitale e talmente selvaggio da essere definito dagli inglesi un “enorme carcere naturale”. I pochi che hanno tentato la fuga si sono trovati davanti a tre opzioni :

  • rimanere nelle vicinanze e diventare “bolters“, ovvero detenuti che rubavano ai coloni (essere quindi catturati e ritornare in prigione)
  • fuggire via terra, ma significava attraversare un deserto ostile (meglio rimanere in prigione)
  • fuggire via mare, unico caso nel 1859 di 4 detenuti che tentarono la fuga rubando una baleniera. Dopo 800 km di un lungo ed estenuante inseguimento, i detenuti furono ritrovati in fin di vita, arsi dal sole e senza acqua e furono riportati a Fremantle. Da allora nessun altro tentò la fuga!

Alcune curiosità sulla città di Fremantle :

🏗 Fremantle è lo skyline del porto.

Chiunque venga a Freo subito verrà attirato dalle alte gru del porto commerciale che di sera sono illuminate come tanti alberi di Natale. E’ l’icona della città, un immagine indelebile di questo incredibile “luna park sull’oceano”.

Fremantle, gru in movimento

🍽️  Fremantle Long Table Dinner,

una tavolata per 500 persone lungo tutta la High Street, a novembre, evento imperdibile anche perchè organizzato per raccogliere fondi!

Fremantle via gialla

🍿 Pop Corn Colorati

Se andate al Freo Markets non dimenticatevi di assaggiare i pop-corn con i colori dell’arcobaleno: gialli al miele, e rosa alla fragola, fucsia al lampone, verdi al lime, arancioni al mandarino. Sono buonissimi e il gusto è particolare!

Fremantle bar and me

🌊 Fremantle Beach

A Freo potete trovare alcune fra le spiagge più belle del Western Australia, spiagge vivaci, spiagge dove incontrare gente a spasso con i cani e giovani (e non), che si divertono a lottare con le onde, armati dei loro surf. Spiagge naturalmente bianche, dove l’oceano ha colori inverosimili e le dune sembrano sospirare.

Fremantle surfer


Questa è un modo diverso per raccontare di una città che brilla, dove ogni sera il sole illumina di rosso l’orizzonte, dove la musica ti abbraccia e l’allegria della gente ti contagia.

Freo è tutto questo, prigioni, stile vittoriano e spiagge. E’ una città da vivere, una città che è sempre in festa!

Ma Freo è anche il vento che ogni estate rinfresca l’aria, perchè è così che chiamano la brezza che, immancabilmente, arriva ogni pomeriggio d’estate da sud: this is Freo!

Fremantle port

E voi, avete mai visitato un carcere? Che sensazioni avete provato?

43 Replies to “Fremantle: un giorno in prigione”

  1. Davvero molto particolare e suggestiva , ne ho vista solo una di prigione grande e fu alcatraz in California. Mi aveva abbastanza suggestionato anche sapendo la storia . Spero di visitarne altre

  2. Ammetto di non aver voluto vedere Alcatraz e che non sono un genere di cose che amo ma come lo hai raccontato tu mette curiosità e voglia di visitarla

  3. Le foto della città sono davvero belle, sembra quasi il set di un film 😀 Anche la prigione sembra molto interessante, per quanto la visita sia dura e toccante. Mi ha colpito molto la parte dei tunnel sotterranei, devono essere davvero complessi e intricati per avere tutte quelle controindicazioni.

  4. Non sono molto appassioanta di visite alle prigioni locali (mi è bastata quella di Dublino D:), ma mi ha colpito il carattere vivace e colorato di Freo, e l’atmosfera rilassata da spiaggia! 🙂

  5. Nella mia città, Bergamo, c’è una ex prigione che oggi è diventata un luogo dove si fa arte e dove spesso vado a visitare mostre con tema a sfondo sociale. Ne scrivo spesso perché amo questo posto e come è stato riconvertito. Lo amo anche perché nonostante la crudezza è un luogo pieno di storie, a volte terribili, a volte di redenzione. Mi è piaciuto leggere il tuo post. Davvero molto.

  6. Le prigioni di epoca vittoriana (anche nelle ex colomie) sono sempre dei posti che mi incuriosiscono. Ne ho viste alcune in giro per la Gran Bretagna e mi hanno sempre detto molto.

  7. Sono le stesse sensazioni provate nel carcere di Ushuaia, Tetra del fuoco, dove venivano anche lì deportati alla”fin del mundo” I detenuti. Il contrasto con la bellezza dei luoghi rende ancora più dura e amara la pena, e vedendo le foto di quel mare e di quella cittadina colorata e vivace mi sembra che questo si applichi bene anche a Fremantle.

  8. Devo dire che non disdegno affatto le visite alle prigioni … infatti quando ne trovo una, vado sempre a visitarla!
    Purtroppo non sono mai stata in Australia … quindi non conoscevo assolutamente questo luogo.
    E’ incredibile pensare quanti contrasti ci siano oggi in questa città tra nuovo e antico!
    Pensare poi che i prigionieri stessi costruirono la loro prigione .. è inquietante davvero!
    Bellissimo reportage 🙂
    Lo metto tra le 1000 cose che vorrei vedere quando andrò in Australia .. anche se credo che dovrei stare 3 mesi per vedere tutto!

  9. Dopo aver letto riga dopo riga il tuo racconto della visita alla prigione di Fremantle… non ho potuto non condividerlo!! Che dire: wow!! Piacerebbe anche a me visitare un luogo “forte” come questo…

  10. Devo dire che questo post mi ricorda un pochino la visita alla prigione ormai dismessa all’Asinara in Sardegna, mi ha fatto riflettere molto e l’ho trovata una visita costruttiva.

  11. Non ho mai visitato una prigione, ma credo di la vita in un luogo così possa solo suscitare in se stessi delle emozioni e sensazioni molto particolari.

  12. Bellissimo anche questo tuo racconto. Non ho mai visitato le carceri dismesse, mi è sempre sembrata una visita difficile da affrontare. Forse proprio per quel confronto che anche tu hai fatto con la vita. Ogni giorno di più mi rendo conto di quanto sia importante sentirsi liberi e quanto spesso sottovalutiamo e non diamo il giusto peso alla nostra libertà.
    Il centro vittoriano è delizioso e quello lo visiterei volentieri!

  13. Ho visitato molti anni fa il carcere vecchio di Reggio Emilia, quando era ancora in funzione. Parteciapvo ad un evento del Comunje, un conceto per i carcerati. Ricordo al sensazione di oppressione, che aumentava mano a mano che i cancelli si chiudevano dietro di me. E poi il cortile, grande, ma circondato da muri così alti da sentirsi chiusi in una scatola. Non ho potuto vedere le celle, ma ciò che ho visto mi è bastato per pensare che, a parte in caso di reati molto gravi, ci dovrebbe essere un’alternativa più umana al privare un uomo o una donna della libertà.

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