Florida – in viaggio inseguendo la luna

Florida – in viaggio inseguendo la luna

Racconto di un viaggio in Florida, un cocktail di emozioni fra astronauti, cavalli, spiagge e coccodrilli. L’itinerario e le informazioni utili le trovate andando sulla pagina “Itinerario di Viaggio in Florida fra alligatori, cavalli e stelle” – clicca qui

Ero partita con un obiettivo: andare alla ricerca di coccodrilli, o meglio di alligatori.

Eh si, perchè io chiamavo tutti coccodrilli, ma in realtà c’è una bella differenza fra coccodrilli, caimani e alligatori. I coccodrilli sono più grandi, si trovano in Africa, Asia e Australia e hanno il muso a forma di V. Gli alligatori, che appartengono alla stessa famiglia dei caimani, sono più piccoli, si trovano in America (in America del sud i caiamani), hanno il muso arrotondato a forma di U. Ma, cosa molto importante, i coccodrilli sono più aggressivi e possono facilmente attaccare gli uomini, gli alligatori sono meno portati ad attaccare l’uomo.

Bene, in Florida si trovano gli alligatori, quindi partiamo già con una certa dose di tranquillità 🙂

Quando si parla di Florida, la prima cosa che balza in mente è Miami, con la sua ampia spiaggia bianca, con i suoi locali alla moda. Ma Florida non è solo Miami, anzi, è uno stato ricco di magnifici scorci naturalistici, di spiagge bianchissime, di paesini con case di legno colorate, cavalli e sede del centro spaziale più importante al mondo, Cape Canaveral. Tutto questo ha fatto del nostro viaggio, alla ricerca degli alligatori, un viaggio incredibile ed affascinante.

Siamo arrivati a Miami, città dai due volti. Da una parte il lusso, i colori e la vita di Miami beach, difficile da non rimanerne incantati; dall’altra, il grigio dei vecchi palazzoni, il degrado e le difficoltà della periferia di Miami. Miami, con le sue contraddizioni, merita un capitolo a parte.

Florida, Miami beach

FLORIDA KEYS

Dopo aver visitato Miami, siamo partiti, pieni di entusiamo per le Florida Keys. Ne avevo sentito parlare, le tanto decantate isole, unite l’una all’altra da lunghi e stretti ponti, come fossero tanti bottoni su un cappotto di lana blu. Ma la delusione era alle porte.

Imboccata la Road 1, arriviamo a Key Largo e grosse nuvole nere iniziano a farci compagnia. Procediamo lungo questa lingua di terra stretta, sperando di vedere il mare a destra e sinistra, ma le numerose abitazioni e gli alberghi ai lati della strada, impediscono di vedere qualsivoglia goccia di colore blu.

La tempesta è in arrivo, lampi e tuoni iniziano a farsi vedere e, soprattutto, a sentire. La strada a due corsie si trasforma, chilometro dopo chilometro, in una lunga striscia d’acqua interrotta, qua e la, da rami che ostruiscono il passaggio. A Marathon siamo costretti a fermarci, impossibile proseguire, troppo pericoloso proseguire.

Il mattino seguente il cielo è ancora grigio e non invoglia certo a rimanere li, così decidiamo di tornare indietro e procedere alla ricerca degli alligatori. Bye bye Keys, sarà forse per un altra volta.

Questo è il mio ricordo delle Keys, acqua in ogni parte, ma non del mare.

Florida, temporale alle Keys

GLI ALLIGATORI DELLE EVERGLADES

Mano a mano che ci allontaniamo dalla Keys, il grigio lascia spazio a luminosi raggi di sole, finchè diventa solo un brutto ricordo. Arriviamo al Ernest Coe Visitor Center dove, onde evitare punture di zanzare (visto che se ce n’è una, da me viene!) , mi cospargo ogni centimetro di pelle di Autan. Sono pronta ad ammirare questi antichissimi animali. Dal centro partono dei percorsi che si inoltrano nella palude.

Ci consegnano una brochure dal titolo interessante “incontro con gli alligatori: cose da non fare” :

  • mai avvicinarsi, rimanere ad oltre 5 metri da un alligatore;
  • non dargli da mangiare;
  • non correre se lo si trova davanti, spostarsi lentamente nella direzione opposta senza far rumore;
  • se cadete in acqua, rimanete calmi, evitate di muovervi per evitare di attirare l’attenzione degli alligatori.

Tutto chiaro, partiamo.

Ed eccomi, solo dopo dieci metri dal centro, faccia a faccia con un alligatore. Un grande e grosso alligatore.

Florida il mio alligatore

Il pontile di legno corre lungo un corso d’acqua. Vedo un alligatore in lontananza, così mi fermo, mi abbasso per fare una foto, ma scivolo e cado con i piedi in acqua. In un istante il gator mi è davanti, riesco a vedere la mia immagine riflessa nei suoi occhi. Sono terrorizzata, immobile, altro che muovermi lentamente come scrivono. Non riuscivo a muovere nemmeno il muscolo del mignolo. Per fortuna Frank era dietro di me, mi prende dallo zainetto e mi tira fuori, come fossi una bustina di te, allontanadomi dal mio nuovo amico. Però, ho fatto una foto magnifica, un primo piano unico 🙂

Continuiamo la nostra avventura nel parco delle Everglades.

Dal pontile, vediamo decine e decine di alligatori. Sono tutti ammucchiati, uno sull’altro, una coda sul muso, un muso sul corpo, una confusione di corpi che si fatica a capire quanti siano. Rimaniamo li ad ammirarli.

E’ bellissimo, si muovono silenziosi, la coda che come un timone, li sposta a destra e a sinistra. I maschi, più grossi, si catapultano sopra le femmine, siamo nel periodo dell’accoppiamento. Anche se sembrano rudi, sono animali romantici, con il muso sfiorano il corpo della femmina, come ad accarezzarla. Poi vanno sotto acqua assieme e …beh, dai, lasciamogli un pò di privacy.

La nostra giornata con gli alligatori finisce e, siamo sorpresi, dal non essere stati mangiati dalle zanzare.

Florida ritratto di alligatore

Florida alligatore che se ne va

Alla sera alloggiamo in un B&B lungo la road 997. L’alloggio è carino, ha una piscina nel giardino interno completamente coperta da una rete nera antizanzare. Non avendole ancora incontrate pensiamo che sono esagerati, ma ben presto cambieremo idea. Ceniamo in un locale tipico americano, con lunghi tavoli di legno, i muri ricoperti di targhe di automobili, e il barista con il cappello da mandriano che serve birre facendole scivolare sul bancone. Ecco, si , proprio come nei film.

Facciamo ritorno al B&B, scendiamo dall’auto, e nel metro che separa la macchina all’entrata, veniamo attaccati da miliardi di zanzare. Incredibile, attaccati da una fitta nube nera di zanzare. Ho passato la notte insonne, grattando ogni millimetro di pelle.

Il mattino seguente procediamo per Everglades City.

La strada è allegra, ogni chilometro è dedicato agli alligatori. Gators in ogni dove. Gators Hot Dog, Gators camping, Gator Hotel, Gator drink. Ci fermiamo ad una stazione di rifornimento e qui compriamo qualche souvenire di alligatore naturalmente. Matita con l’alligatore di gomma, maglietta verde con il muso dell’alligatore, pantaloncini verdi con coda di alligatore disegnata sul dietro. Fanno allegria tutte queste immagini di alligatori, anche perchè sono tutti gators con il sorriso.

Florida alligatori a spasso

Ci allontaniamo dalla strada principale, andiamo verso la Cypress National Preserve. Dopo alcuni chilometri vediamo il cartello per l’Anhinga Trail. Ci fermiamo, scendiamo dall’auto. Caldo umido, ma un bel cielo azzurro. Pronti per un altra avventura, ci incamminiamo lungo il sentiero che corre in mezzo alla palude. Mi attraversa la strada un simpatico coniglio bianco, mi fermo per scattargli alcune foto e sento un po’ di prurito. Guardo il mio braccio ed è nero, completamente rivestito di zanzare. Guardo la maglia rossa di Frank e sembra la capoccia di un fungo di quelli velenosi. Zanzareeee urlo, zanzareeee… scappiamo. Corriamo, come se potessimo scappare… Saltiamo in macchina e chiudiamo i finestrini, ma ormai ero cotta, cotta di punture, che mi accompagneranno per oltre una settimana.

Florida Paesaggio delle everglades

Anyway, riprendiamo il percorso e incontriamo lagune con fenicotteri rosa, alti cespugli rallegrati da piccoli uccellini gialli e pianure zeppe di ibis bianchi. E’ un mondo straordinario, un oasi naturalistica dove la natura è la padrona indiscussa.

Lungo la strada ci viene voglia di provare la famosa Airboat.

Ci fermiamo in uno dei tanti punti Gator Boat e iniziamo l’avventura. Saliamo su questo trabiccolo con enormi pale sul retro , ci mettiamo le cuffie in dotazione e bruuuuuu … la macchina inizia a volare sopra l’acqua facendo un rumore davvero spaventoso. Il guidatore racconta della palude, degli animali, ma non si capisce nulla, troppo è il rumore. Gira a destra e giù, come dei salsicciotti, ci troviamo uno sopra l’altro. Divertentissimo, non abbiamo visto nulla, ma è una delle cose più divertenti e uniche che abbia mai fatto.

Scendiamo dalla macchina aquatica e ci serve un po’, per ritrovare l’equilibrio e l’udito.

Florida fauna alle Everglades

Riprendiamo la strada, sempre immersi nella strana vegetazione della palude delle Everglades, finchè non arriviamo ad Everglades City. Città nella palude, case su palafitte e zanzare. Sono zanzariere con camere da letto incorporate. Qui tutto, muri compresi, è avvolto da fitte zanzariere nere.

Ad Everglades City ci sono numerosi percorsi a piedi attorno alla palude.

Questa volta però l’Autan è con me e ogni cinque minuti me lo spruzzo addosso. Vediamo ancora alligatori immersi nell’acqua. Fra grandi foglie di ninfee, sbucano i lunghi musi degli alligatori, che sembrano divertirsi a giocare a nascondino. Si muovono lentamente fra un grande fiore giallo e una pungente foglia verde. Vediamo qualche piccolino, che segue i movimenti della mamma come uno specchio. E’ bello il piccolo di alligatore. Il corpo è stretto, rugoso e spuntano grandi occhi giallo verde. Fosse meno pericoloso, sarebbe proprio da accarezzare.

Florida alligatori in mimetica

Florida piccolo di alligatore

Le mamme alligatore sono note per essere molto premurose. Cercano con attenzione il luogo ideale per deporre le uova. Costruiscono il nido con il ventre e la coda, arrivando a creare buche profonde anche un metro. Per tutto il periodo di incubazione (oltre due mesi) rimangono vicino alle uova, per allontanare qualsiasi predatore. Quando è il momento della schiusa, la mamma gator aiuta i piccoli ad entrare in acqua e rimane con loro fino ai 2 anni. Piccoli alligatori maschi o femmine? La temperatura del nido, come per le tartarughe, definisce il sesso degli alligatori. Per questa specie, temperature al di sopra dei 33° producono alligatori maschi, temperature di 30° femmine, nel mezzo c’è una uguale possibilità fra maschi e femmine.

Florida, alligatore e foglie

Finiamo il nostro tour con gli alligatori con una bella cena al Havana Cafè a Chokoloskee Island.

LE SPIAGGE DELL’ OVEST DELLA FLORIDA

Salutiamo gli alligatori e ci dirigiamo verso ovest. Gran parte dei turisti quando viene in Florida visita Miami, le Keys , forse le Everglades, ma non prosegue per le spiagge dell’ovest. Errore, grandissimo errore, perchè qui si trovano alcune fra le spiagge più belle al mondo.

La zona dell’ovest inizia con Marco Island, si incontra poi Naples ma è a Sanibel, che abbiamo adorato le spiagge.

Sanibel è un isolotto collegato alla Florida da un lungo e altissimo ponte, bisogna pagare 6$ per attraversarlo. Arrivare a Sanibel è come entrare in un paradiso terrestre. Ville con giardini dai mille colori, parchi verde brillante, piccoli ristorantini con veranda e spiagge.

Florida spiaggia di Tampa

Florida spiaggia di Sanibel

Qui la spiaggia è proprio bianca, ma bianca bianca e, cosa strana, non scotta. Anche se la temperatura era di 35°, la sabbia era fresca. Al Siesta Key Chamber abbiamo scoperto che le spiagge, qui, non sono fatte di corallo, ma di quarzite. I cristalli di quarzo riflettono il calore e mantengono la sabbia fresca. Questi cristalli sembrano arrivare dai Monti Appalachi, arrivati fin qui nel corso di millenni. Questo spiega anche le bellissime e numerosissime conchiglie che abbelliscono queste spiagge.

Florida, cassette postali made in USA

A Sanibel visitiamo il Faro, la famosa spiaggia di Bowman e il parco Darling National Wildlife Refuge. Attraversiamo un ponte e arriviamo ad un altra isola giardino, Captiva, con bellissime spiagge, paesaggi tropicali e ville da milioni di dollari. Optiamo per pernottare in un lodge sulla spiaggia a Sanibel.

Continuiamo sulla strada che costeggia il Golfo del Messico, attraversiamo Fort Myers e arriviamo a Sarasota.

Da qui prendiamo la 789 che attraversa le isole. Un lungo ponte e ancora un altro, finchè arriviamo Long Boat Key.

Florida, ufficio postale più piccolo d'america

Florida il faro

Long Boat Key è una lunga striscia di terra appoggiata sulle acque cristalline del golfo. E’ un susseguirsi di spiagge, case colorate e parchi. Ci si sente bene, si sente un aria rilassata. Non ci sono folle di turisti, cartelli pubblicitari o centri commerciali. Sono semplici e curati sobborghi di chi cerca tranquillità e ama la natura.

Florida case colorate ad ovest

Arriviamo fino in fondo, ad Anna Maria Island, dove rimaniamo incantati dal “pier” e dalla spiaggia ancora più bianca, se possibile. Troviamo vari villeggianti, sono americani in vacanza, incontriamo pochi turisti stranieri e, quei pochi, per lo più inglesi. Dal pontile scorgiamo tartarughe che nuotano rilassate e, nel cristallino dell’acqua, sembrano nuotare nel nulla. Sulla riva ci sono grandi Ibis bianchi, intenti a scovare piccoli granchi rossi .

Proseguiamo verso nord. Invece di seguire la road 75, decidiamo di prendere la road 275,verso quel ponte dorato che avevamo visto dall’isola di Anna Maria.

Florida, il fantastico ponte a Tampa

E’ uno dei più lunghi e alti ponti al mondo, impressionante da sotto, ma ancor più terrorizzante attraversarlo. Le macchine sembrano salire in verticale, tanto è irto e, una volta in cima, ti sembra di capovolgerti. Arriviamo sani e salvi a Clearwater, dove pernottiamo per la notte. Sarà una notte in bianco. E’ venerdì sera e qui di venerdì sembra che tutti debbano festeggiare. Nel nostro hotel musica a manetta fino alle 5 di mattina. Come direbbero loro “ridiculous”.

Florida, Ibis bianco americano

Clearwater è una cittadina molto carina, ha spiaggie incredibilmente bianche, ampie, lunghissime e con pochissima gente.

Particolarità di tutte queste spiaggie che sono affacciate al Goldo del Messico è che non ci sono ombrelloni e sdrai fissi.

Parlando con le signore dell’ufficio turistico di Clearwater, scopriamo che è vietato avere strutture balneari fisse sulla spiaggia e avere illuminazione.

Perchè niente luci nè sdrai?

Perchè questo è un luogo di nidificazione delle tartarughe e le fonti luminiose potrebbero creare gravi problemi di orientamento ai piccoli. Motivo per cui non ci sono luci e motivo per cui, non ci sono sdrai od ombrelloni durante la sera. Infatti al mattino, verso le otto, arrivano ragazzi che posizionano gli ombrelloni da noleggiare e gli sdrai e, verso le sei di sera, riprendono gli ombrelloni e gli sdrai e li portano via. E così ogni giorno.

Grazie a loro, e al loro lavoro, abbiamo ancora le tartarughe fra di noi .. grazie con tutto il cuore da parte della tartarugavolante 🙂

Florida Clearwater beach

Procedendo a nord di Tampa non ci sono più spiaggie, nè paesi. Qui, infatti, la Florida fa un’ansa e la costa è paludosa e non praticabile. Da qui sarebbe stato bello procedere fino alle spiagge di Pensacola e Panama City, ma il tempo è tiranno… sarà per prossimo viaggio in Florida.

Florida Spiaggia di Sarasota

Florida, acque cristalline a Maria Island

PERSI NELLE CAMPAGNE DELLA FLORIDA

Decidiamo di visitare il cuore della Florida, direzione Ocala National Forest. Il paesaggio si trasforma, cambia improvvisamente. Dall’azzurro e bianco della costa sembra di essere catapultati nell’outback australiano. Strade di terra rossa, alti alberi e cittadine di frontiera.

Mano a mano che procediamo verso Ocala, la strada diventa un lungo rettilineo contornato da alti alberi di quercia. Fattorie immerse in prati immensi, bar con sedie fatte i paglia e tavolini creati da ruote di carri di legno. Nel giro di pochi chilometri è come essere precipitati indietro di cinquant’anni. Anche il cellulare qui prende male, ma c’è campo.

Florida chiesetta a Captiva Island

Ocala è una zona famosa per i cavalli.

Troviamo infatti fattorie di colore bianco, con balconi marrone scuro , tetti appuntiti di color nero e lunghe stalle di legno da dove spuntano i musi dei cavalli intenti a bere. La strada corre in mezzo a lunghissime file di alti alberi e staccionate di legno bianco. Questo paesaggio mi ricorda tanto le campagne inglesi.

Florida cavalli ad Ocala

Ci fermiamo in una fattoria per accarezzare i cavalli ed, ad un tratto, arriva un signore a cavallo che si offre di farci visitare la sua tenuta.

E’ stata una giornata indimenticabile.

Non eravamo mai montati su un cavallo seriamente, ma ci vergognavamo a dirlo. Così proviamo a salire ed è più difficile di quanto sembri.

Nei movies, si vede che mettono un piede sulla staffa , giro di gamba e su. Io provo, ma il cavallo si muove, il piede esce dalla staffa e io giro attorno alla gamba come una trottola impazzita. Che figura. Ecco, “questi italiani” avrà pensato. Io inizio a ridere come al solito e il signore, ridendo, si avvicina, e mi da una mano a montare in groppa. E’ un signore di settanta anni, ben portati, molto “english style”, ma con questa scena pare proprio essersi divertito, come non mai.

Eccomi li sopra, alta, mi sento altissima, anche un po’ in bilico, ma sono ancora sopra. Il cavallo, ho scelto quello dal pelo nero che adoro, è buono per fortuna, segue il mio dondolare, senza dire nulla. A volte mi chiedo, chissà cosa starà pensando.

Anyway, procediamo tutti e tre piano piano, il signore ci mostra le stalle, i campi di cedro e ci racconta la storia della fattoria.

Ocala deve il suo nome alla popolazione indigena Timucua, significa “grande martello”. Ci racconta delle difficoltà che ci sono state con la schiavitù e con un grande incendio che ha distrutto, alla fine del 1800, tutta la città e suo papà, come tutta la gente del posto, ricostruì la case in mattoni e acciaio , tanto che la città venne chiamata “the brick city”. Oggi Ocala è nota per essere uno delle 5 città insignite del titolo “capitale mondiale del cavallo”, nota soprattutto per essere un importante centro di allevamento dei purosangue.

E’ bello ascoltare la storia da chi l’ha vissuta e non solo letta, da chi si sente che ama la propria terra.

Ringraziamo il signore della fattoria e ce ne ritorniamo in paese, dove pernottiamo.

Florida, bellissimo faro rosso

Florida case tipiche a Sanibel

Ocala è stata una bellissima deviazione, una sorpresa inaspettata… ma il bello del viaggiare liberi è proprio questo, seguire le strade, seguire i colori e i profumi, è così che si incontrano paesaggi unici, persone dal cuore d’oro.

IL SOGNO DI ANDARE SULLA LUNA

Oggi ci spostiamo verso la costa est, il nostro viaggio in Florida continua. Primo pit stop, la strafamosa Daytona Beach.

Daytona non solo è famosa per il circuito, ma lo è anche per le spiaggie lunghissime dove al posto degli ombrelloni troviamo le macchine.

Si, avete capito bene, chilometri e chilometri di auto, tutte allineate come fossero pali zincati dei vigneti, fuoristrada alti, enormi, tappati all’inverosimile. Ragazzi (giovani e non più) seduti su sedie verdi da campeggio, con lattine di birra in mano, occupati a chiacchierare, accompagnati da musica a palla.

Florida, Daytona beach circuito Nascar

Florida, circuito Nascar a Daytona

A Daytona non possiamo non andare a vedere il famoso circuito automobilistico, io poi che sono amante della Formula 1, non vedevo l’ora. Entrare in questo mondo roboante, sedie colorate e puzza di gomma bruciata.. cavolo, adoro il mondo dei motori. Rimaniamo li a guardare alcune prove di Nascar e poi entriamo nel museo, dove c’è un vero e proprio mauseoleo dei piloti Nascar della zona.

E oggi è un giorno memorabile per me, giornata dei sogni, delle stelle, giorno in cui andremo a visitare Cape Canaveral.

Fin da quando sono bambina adoro i viaggi spaziali, adoro tutto ciò che riguarda lo spazio, le stelle, l’Universo.

A volte, quando mi immergo nei libri di Hawking, perdo il senso del tempo e dello spazio, mi sento piccola e mi sembra che, ogni mio problema, si annulli e allora inizio a sognare, la mia testa vaga lassù con le stelle, i buchi neri e i salti temporali.

Kennedy Space Center arriviamoooooo !

Il parcheggio è enorme, camminiamo un bel pò prima di arrivare all’entrata. Qui ci attende una lunga fila. C’è tanta gente, non tantissima ci dicono, da bambini di due anni fino a “diversamente giovani” di ottanta. Fa caldo e non c’è nemmeno un filo d’ombra. Dopo mezz’ora entriamo, ed è come entrare al quartier generale della CIA. Costo del biglietto circa 50 dollari, e li vale tutti.

Florida, io e la Nasa

Dal cancello, ti catapulti direttamente nello spazio.

Il Centro è diviso in zone, c’è così tanto da vedere che rimani tutta una giornata senza nemmeno accorgertene. Bellissima la zona dove vedi le navicelle spaziali utilizzate. Sono incredibilmente piccole, ti rendi conto di quanta fatica e, quanto allenamento, devono aver fatto gli astronauti per rimanere “li dentro” tanti giorni. Credetemi, spazio zero.

Florida, navicella spaziale a Kenney Space Center

Abbiamo visto la navicella Atlantis, visto frammenti di roccia lunare, è emozionante toccarla. Per me, è stato come toccare un sogno che prima o poi realizzerò:)

C’è poi la zona con tutti i razzi utilizzati nelle varie missioni dello Shuttle. C’è la possibilità di fare l’esperienza della “assenza di gravità”, ma c’era una coda interminabile così l’ abbiamo saltata. Abbiamo visitato il centro di Lancio, seduta li, con lo schermo attivo sullo spazio, mi sembrava di sentire le parole “…Qui Huston, Apollo13 rispondi…”. Abbiamo terminato la giornata con un giro in bus con una guida eccezionale, l’astronauta Gemar, che ci ha mostrato dove vengono assemblati i razzi utilizzati per i lanci, abbiamo visto le piattaforme di lancio e ci ha raccontato il tempo che impiegano per spostare i razzi dall’assemblaggio alla piattaforma.

Florida, in missione a Cape Canaveral

Florida, a Cape Canaveral ci si sente piccoli

I razzi pesano così tanto che, il veicolo utilizzato per spostarli, lascia dei profondi solchi nel percorso. Un lento, lentissimo movimento tanto che impiegano circa 8 ore per portare il razzo alla piattaforma di lancio. Tutto è controllato, tutto viene verificato fino ai minimi particolari e questa minuziosità, questa cura la si vede e la si può toccare in tutto il Kennedy Space Center.

Florida, razzi spaziali a Cape Canaveral

Non siamo riusciti a vedere un lancio, anche se la fortuna aveva fatto si che il lancio di marzo era stato spostato proprio in questi giorni. Purtroppo non c’erano più biglietti, ma soprattutto, ci aspettava il volo di ritorno.

E’ stata una giornata leggendaria per me, ma consiglio a chiunque di andarci, appassionati o no di universo, perchè è qui che, volente o dolente, si è fatta la storia.

ORLANDO

Ultimi giorni della nostra avventura in Florida, ma manca ancora un tassello: Orlando, ovvero la città dei balocchi per bimbi di ogni età.

Ad Orlando c’è Walt Disney World che comprende anche il Magic Kingdom, Epcot e alcuni parchi acquatici. C’è poi Universal Orlando, dove si trovano i parchi Universal Studios e Islands of Adventure. Ma tutta la città di Orlando è una grande balocco, lungo la strada che porta ai parchi a tema, ci sono centinaia e centinaia di Hotel, Motel, tutti con lo stesso nome, Universal e Disney. Tutti con offerte per famiglie, pranzi in 4 paghi per 3, ceni in 5 paghi per 4 e così via.

Non abbiamo visitato Walt Disney e mi spiace tanto, ma, essendo andati a Cape Canaveral solo per la mia passione, per una giusta dose di democrazia, ho accontentato Frank che odia i pachi a tema. Ma la prossima volta entro da sola, voi se potete, non perdeteveli 🙂

Beh, fate attenzione al portafoglio, nel senso che l’entrata non è poi così cheap: circa 120$ per entrata di un giorno e di un parco, 190 $ per tutti e 4 i parchi. Se si opta per due giornate, il costo è rispettivmaente di ca 209$ e 290$.

Ma Orlando non è solo Disney e Universal, è una città molto carina e ordinata, con bei parchi.

Florida libellule alle Everglades

Essendoci vari laghi e paludi, ci sono tanti sentieri da percorrere e rimanere in mezzo alla natura. Per finire in bellezza, accendiamo la radio e giriamo per la città con musica country a palla.

Improvvisamente la musica viene interrotta da un allarme “tornado alle ore 7 pm”.

La speakers allerta tutti a rimanere in casa e, nel caso, di proteggersi andando sotto il tavolo o meglio dentro la vasca da bagno. Terrorizzati rientriamo nel nostro hotel. Lungo la strada vediamo gente correre, motorini sfreccianti e ai semafori iniziano a vedersi code di macchine.

All’hotel ci stavano aspettando, con un biglietto con le istruzioni. Una paura. Il nostro bagno non ha la vasca da bagno, Frank, leggi leggi cosa dicono le istruzioni. Allora “nel caso di tornado, andare preferibilmente dentro la vasca da bagno o in alternativa in cantina o in un luogo interrato”. E noi che siamo al 8° piano? Decidiamo di scendere nella hall, almeno non siamo in alto. Nella hall iniziano ad ammassarsi vari turisti, evidentemente tutti senza vasca da bagno. Mancano 3 minuti alle sette. Tutti con gli occhi appiccicati alla finestra. Tuuuun tuuuun e un lampo che illumina tutta la hall. Silenzio. Tre minuti di silenzio, un silenzio agghiacciante.

Due lampi, quattro gocce di pioggia e nulla di più. Falso allarme, macchè tornado.

Mandiamo a quel paese tutti, ci stava venendo mezzo infarto … ce ne andiamo a mangiare da Danny’s , proprio davanti al nostro hotel.

Florida, simpatico scoiattolo

Florida, spiaggia a Maria Island

Il mio viaggio in Florida è terminato.

Come una favola, siamo stati i protagonisti di avventure con gli alligatori, ci siamo rilassati sulle spiagge di Sarasota, siamo andati a cavallo come i cowboy ad Ocala, fino a toccare le stelle a Cape Canaveran. Abbiamo volato, viaggiato e ci siamo riempiti gli occhi di tante bellezze naturali e abbiamo imparato.

Abbiamo imparato la storia del nostro passato, lo abbiamo visto negli occhi degli alligatori e lo abbiamo sentito dalle parole degli astronauti, e soprattutto, da quel signore che ci ha raccontato la ricostruzione della sua fattoria.

In ogni viaggio, per essere tale, ti devi perdere, devi lasciarti andare per guardare, per apprendere, per innamorarti ogni volta e poi, una volta a casa, ritrovarti e rivederti diversa, pronta a sognare di nuovo.

Ho imparato che, in ogni viaggio, il ricordo è un immagine, una immagine legata agli odori, ai suoni, alle parole.

Provate a chiudere gli occhi e ditemi, quale immagine di viaggio vi torna alla mente? E, che cosa è collegato ad essa?

Florida Garzetta bianca

 

 

9 Replies to “Florida – in viaggio inseguendo la luna”

  1. Mi hai lasciata a bocca aperta ad ogni singolo paragrafo! Io mi immaginavo la Florida come Miami e le Keys e invece c’è molto di più. Le gite a vedere gli alligatori sembrano super interessanti, la spiaggia bianca spettacolare e la visita alla NASA meglio ancora! Spero scriverai presto altri post su questa avventura

    1. Grazie mille, eh ne avrei da raccontare, ma non vorrei diventare noiosa. Comunque la florida è molto bella e non è assolutamente solo Miami.

  2. Intanto complimenti per le foto magnifiche. Secondo, complimenti per essere rimasta ferma davanti all’alligatore, io non so se ce l’avrei fatta! Che ansia XD
    La Florida sembra proprio bella, grazie per questo utile reportage 😉

  3. Ma hai fatto delle foto spettacolari! e soprattutto hai fatto quello che sarebbe il giro dei miei sogni *.* Il problema é proprio questo, é che tutti pensano alla Florida sia Miami e basta e invece non é solo quello! Ti sei vista la vera Florida! bella veramente spero di poter fare presto il tuo giro! Anche passare alla Nasa visto che da piccola volevo fare l’astronauta!

  4. Anna adoro le tue foto, hai immortalato molti dettagli e tanti colori! Che bel giro avete fatto in Florida, pure avventuroso direi!! Morivo se mi trovavo io faccia a faccia con un alligatore! L’emozione di salire a cavallo invece l’ho riprovata recentemente dopo quasi 20 anni che non ci salivo, anch’io ovviamente ho detto che non era la prima volta… omettendo però quanto tempo fosse passato dall’ultima 😀

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