Deserto dei Pinnacoli e Dune di Lancelin: due meraviglie del Western Australia

Deserto dei Pinnacoli e Dune di Lancelin: due meraviglie del Western Australia

Sono appena rientrata da un week end nel deserto e ho ancora gli occhi lucidi, pieni di stelle del Deserto dei Pinnacoli, abbagliati del bianco delle dune di Lancelin. Volevo raccontare “a caldo” le meravigliose emozioni che la natura, con la sua immensità, mi ha regalato.

Il Deserto dei Pinnacoli è una meta abbastanza nota per chi viaggia nel nord del Western Australia, Lancelin invece, pur essendo di strada, viene facilmente dimenticata nei tour. Entrambi sono dei deserti, il primo giallo, il secondo bianco.

Non sono distanti da dove abito io, ci siamo passati tante volte in questi anni, ma è la prima volta che li abbiamo vissuti pienamente. Il viaggio è nato dal desiderio di fotografare le stelle, fotografare la Milky Way, la Via Lattea e quale posto migliore se non un deserto? Qui trovi le indicazioni di “come fotografare le stelle“.

DUNE DI LANCELIN

Lancelin è un paesino di pochi abitanti (circa 600), si trova davanti all’oceano Indiano, esattamente da dove inizia la Turquoise Coast. A Lancelin è dura trovare qualcosa da fare, se non riposarsi al mare e fare mega cene di pesce freschissimo. Per un turista questa è Lancelin. Ma in realtà Lancelin, per gli australiani occidentali, è una meta di divertimento per le immense, vastissime e bianchissime dune. Queste dune si stagliano fra il verde della radura, si vedono a miglia di distanza… appaiono come un miraggio!

deserto dei pinnacoli, arte di dune

deserto dei pinnacoli, dune con il vento

Da Lancelin centro (centro, per modo di dire) si va verso nord, finchè la strada asfaltata diventa sterrata. Da qui pochi metri separano dalle dune. C’è un parcheggio, dove al mattino dei ragazzi noleggiano quad e sandboard. Non c’è mai tanta gente, anche perchè non c’è nessuna indicazione per arrivare a questo posto, anche noi lo abbiamo scovato per caso, la prima volta.

deserto dei pinnacoli, lancelin con sandboarding

Oggi abbiamo deciso di esplorare le dune, così parcheggiamo la macchina e ci avviamo a piedi.

All’inizio vediamo le prime dune alte, dove alcuni ragazzi si stanno divertendo con il sandboarding. Procediamo. E’ una giornata calda, ma non afosa, ed il cielo azzurro è pennellato da nuvole leggere, che rendono tridimensionale il paesaggio. Continuiamo a piedi scalzi, risaliamo la duna e la sabbia, finissima e bianchissima, è fresca. A metà duna mi giro verso est e il mio sguardo si posa su altre dune, più basse, ma così levigate dal vento, che sembrano di ceramica preziosa. Qua e la qualche macchiolina verde, cespugli che hanno resistito a condizioni così estreme, e che diventano preziosi alleati per non perdersi.

deserto dei pinnacoli, dune all orizzonte

deserto dei pinnacoli, io a lancelin

Arriviamo in cima alla duna, da dove vediamo la sabbia bianca tuffarsi nel turchese dell’oceano. E tutt’attorno solo bianco. Ma non è uniforme. Il sole trasforma le dune in strade, le ombre scavano grotte. Ogni duna è diversa, ogni bordo traccia una via più o meno tortuosa. E noi, lassù, proprio sul ciglio, guardiamo questa immensa distesa bianca. E’ talmente soffice la sabbia, che un leggero soffio di vento la sposta facilmente, riempiendoci anche noi di sabbia. Ma è così fine, che basta un tocco di mano per togliersela. Rimaniamo in mezzo a quel bianco per due ore, divertendoci come bambini: prima con il sandboarding, poi correndo e saltando su questo incredibile miracolo della natura.

deserto dei pinnacoli, io e la mia camera

Qual’è l’origine delle dune di Lancelin?

Le dune di sabbia del Lancelin risalgono a circa 4000 anni, quando, con la fine dell’ultima era glaciale, i livelli di acqua salirono.
Queste dune sono state, per anni ,un importante punto di orientamento. Così alte e bianche, erano visibili da molti chilometri di distanza, diventando un punto di riferimento fondamentale per i marinai e gli aborigeni che regolarmente attraversavano la zona.
Oggi le dune sono ancora un punto di riferimento per i viaggiatori che esplorano il nord del Western Australia, e sono state utilizzate come scenari straordinari per scene di alcuni film.

deserto dei pinnacoli, dune ed erba

deserto pinnacoli, dune di lancelin verso sera

DESERTO DEI PINNACOLI

Da Lancelin bastano 85 chilometri, per arrivare al Deserto dei Pinnacoli o meglio a Cervantes. Avevamo deciso di campeggiare, così da evitare di rientrare a casa con il buio (cosa sempre sconsigliata in queste zone, causa canguri che attraversano improvvisamente la strada). A Cervantes c’è solo un campeggio, lungo l’oceano e vicino al porticciolo. Montiamo la tenda. Questo per me è sempre un momento elettrizzante. Adoro montare la tenda, mettere i picchetti, preparare i sacchi a pelo… fosse per me vivrei girando per campeggi, ma Frank non è molto d’accordo.

Sono le tre di pomeriggio, il sole è caldo a sufficienza per scaldarci ma non eccessivo da dar fastidio. Seduti sulle sedie verdi da campo, rimaniamo in silenzio ad ascoltare i pink and grey cockatoo (pappagalli grigi e rosa), i corvi e gli uccellini rossi e neri. C’è tanto silenzio e tanta musica della natura attorno a noi.

Deserto dei Pinnacoli, red fairy

 

Verso le 4 decidiamo di andare al Deserto dei Pinnacoli, anche per riuscire a vedere queste strane formazioni rocciose con le luci del tramonto. Questa è l’ora ideale per vedere il Deserto dei Pinnacoli, un ora prima del tramonto, così da poterlo ammirare con calma.

deserto dei pinnacoli, tramonto sulle rocce

L’ora del tramonto

Il Deserto dei Pinnacoli è percorribile in auto, lungo una pista di circa 4 km. Ma la cosa migliore è parcheggiare in una delle varie baie ed esplorarlo a piedi. Solo a piedi si hanno incontri speciali: eccolo un canguro, appena uscito dal bush in cerca di qualcosa da mangiare. Ed ecco due pink and grey cockatoo, appollaiati sopra un pinnacolo, in attesa di qualche insetto. A piedi è tutto da scoprire.

Deserto dei Pinnacoli, pink and grey cokatoo

Ma è alle cinque, quando il sole inizia a scendere, che inizia la danza magica dei pinnacoli. Ombre che si allungano fino a sembrare spettri, piramidi di sassi che diventano arancioni e poi incredibilmente rosse, e sullo sfondo l’oceano pronto ad abbracciare il sole che brilla, come per chiamare a se le stelle. E sopra di lui scie blu, rosse e viola, nuvole che sembrano un pennello impazzito di una mano piena di vita. Un quadro, siamo dentro un quadro dai colori che nessun pittore al mondo riuscirebbe a replicare. La natura va oltre l’essere umano, va oltre quello che conosciamo, ci fa scoprire colori e forme ogni volta inedite.

deserto dei pinnacoli, tramonto2

Orami il sole ci ha salutato. Le macchine dei turisti si mettono in fila per uscire dal parco, lo spettacolo è finito. Ci ritroviamo li in mezzo da soli e, cosa strana, non fa freddo. Ci salta in mente una cosa: perchè non ci facciamo da mangiare? Non so se si poteva fare, ma orami è passato e, comunque, non abbiamo acceso fuochi.

deserto dei pinnacoli, cena sotto le stelle

Cerchiamo un posto riparato. Troviamo tre grandi pinnacoli che ci fanno da “muro”, accendiamo il gas, pentola, acqua e riso. Prepariamo il tavolino, sedie e piatti. Nel frattempo nel cielo, inizia a salutarci qualche stella. Sono ancora poche le stelle, il cielo è coperto purtroppo. Con la torcia illuminiamo ogni tanto attorno, giusto per capire chi o cosa ci possa essere. Siamo solo noi due ed il silenzio. Nessun rumore, nè di piante, nè di uccelli, nulla. Semplicemente silenzio. Ma è un silenzio che ti avvolge, ti abbraccia stretto. Stranamente non ho paura, pur non vedendo nulla attorno.

deserto dei pinnacoli, rosso fuoco

deserto dei pinnacoli, tramonto rosso

La magia delle stelle

Verso le otto di sera, il cielo, come se qulcuno avesse cliccato su “switch on“, si illumina. Spengiamo la nostra torcia, e nel giro di qualche minuto i nostri occhi si riempiono di piccoli puntini luminosi e appare lei, la Via Lattea in tutta la sua immensità. Toglie il respiro questa visione. Sistemiamo il cavalletto e iniziamo a scattare alcune foto.

Ma la cosa che mi rimane nel cuore è la pace assoluta di quel momento.

Non solo perchè non c’era altra gente, non c’erano animali, non c’era il vento che potesse muovere nemmeno un sottile ramo, ma perchè c’era la pace del cielo. Anche il cielo era da solo, non c’era la luna ad illuminarlo, così ogni stella riusciva a guardare le altre stelle.

deserto dei pinnacoli by night

Lo so che potrà sembrare banale, ma questa sera è come se qualcuno mi abbracciasse, quell’abbraccio non da innamorato, ma l’abbraccio caldo, disinteressato e incondizionato di un padre.

Si, ieri sera mi sono emozionata guardando il cielo, fra miliardi di stelle ho riconosciuto mio padre, non era quella che luccicava di più, era quella che un po’ più in disparte, quella che pareva sorridermi.

deserto dei pinnacoli e la via lattea

Con tutto questo negli occhi e nel cuore, siamo ritornati al campeggio e con tutto questo nella testa non sono riuscita a dormire, era troppo per me.

cielo con stelle

 

Il canto degli uccellini, che come in un coro, si combinavano e si intrecciavano, mi accompagna il risveglio. Anche se avevo dormito poco non ero stanca, avevo solo tanta voglia di camminare, di parlare, di nuotare, di fotografare … tanta voglia di vivere quel fantastico momento.

Qual’è l’origine dei pinnacoli?

Il fascino di questo posto è anche legato all’origine di questi pinnacoli, che è ancora in discussione.

Fra le tante teorie quella che sembra più plausibile è quella di natura scientifica, ovvero si tratta di formazioni calcaree che derivano dalla deposizione delle strutture calcareo di organismi viventi sul fondale marino. Dopo l’emersione dei fondali marini, i processi erosivi hanno fratturato le rocce calcaree creando delle strutture a colonna, ricoperte dalla sabbia fino a poche centinaia di anni fa. 

Ma c’è anche  una tradizione aborigena che spiega queste “strane” formazioni rocciose. Secondo gli aborigeni il Deserto dei Pinnacoli era un posto pericoloso, a causa della presenza di sabbie mobili. I pinnacoli, secondo loro, non sono altro che le ultime tracce degli uomini che, incuranti del pericolo della zona,  sono stati risucchiati dalla sabbia.

 

Come arrivare al Deserto dei Pinnacoli e alle Dune di Lancelin?

Impossibile sbagliare, da Perth si prende la Marmion o Road 60 direzione nord, sempre dritti. Non ci sono nè incroci, nè rotonde nè semafori… velocità 100km/h. Dopo 128 km si prende la strada a sinistra, verso l’oceano, e si arriva a Lancelin. Si riprende la Road 60 e dopo 78 km, sulla destra, si trova la strada che porta al Deserto dei Pinnacoli.

Next post  – “Come fotografare le stelle


Il nostro week end  è terminato, abbiamo adorato la danza delle stelle e i sospiri delle dune

I viaggi ti lasciano sempre qualcosa di speciale, dalle persone che incontri, ai colori che ti sorprendono o al silenzio che ancora suona nella tua testa. Ogni viaggio, anche un piccolo viaggio come questo, sarà sempre un dono prezioso, una perla della nostra vita.

Ho imparato che a volte nella vita bisogna solo ascoltare ed essere pronti ad afferrare quella sensazione. Può essere un profumo, un soffio di vento, parole di una canzone o un sospiro che ti portano verso nuove peripezie del cuore e queste avventure sono oggi, in questo istante, non domani.

Poi ci sarà il tempo dei ricordi. Con gli anni ricorderemo, attraverso le foto e i racconti, e con la testa ritorneremo a quei momenti pieni di emozioni, così li rivivremo di nuovo. Con il tempo tutto cambierà, eccetto il nostro cuore.

deserto dei pinnacoli, primo piano

deserto dei pinnacoli, dune di lancelin

26 Replies to “Deserto dei Pinnacoli e Dune di Lancelin: due meraviglie del Western Australia”

    1. Sono di parte, ma è veramente bella, l’unico problema è che è grande e per visitarla tutta ho dovuto trasmerirmici !

  1. Come sempre sul tuo blog mi incanto davanti alle foto stupende e mi metto a sognare ad occhi aperti! Non avrei mai detto che quel deserto bianco fosse in Australia, è davvero particolare! Anche i pinnacoli sono spettacolari, ma più di tutto mi emoziona quel bellissimo cielo stellato!

  2. un articolo veramente ben scritto e che fa sognare. E poi le foto sono bellissime.
    Non sono mai stato in Australia ( e forse ci ci andrà mai), ma terrò sicuramente in testa questo tuo bellissimo racconto..

  3. La prima volta che siamo stati su una duna è stato lo scorso ottobre alla Duna du Pilat vicino a Bordeaux e non sarei mai voluta scendere! Sono dei luoghi spettacolari. Anche il deserto ha un fascino unico e quel cielo? Ho gli occhi a cuoricino!

  4. Non mi era mai successo, ma ho riletto il tuo post 2 volte per cercare di memorizzare il più possibile e mi sono incantata davanti alle foto che hai fatto. I colori e i paesaggi sono semplicemente straordinari.

  5. Un post meraviglioso, brava! Le dune bianche sono come un sogno ma anche il deserto dei pinnacoli non scherza! E da fotograta molto amatoriale, non vedo l’ora di leggere il post “come fotografare le stelle” (te lo volevo chiedere infatti!). Complimenti, ti leggo sempre molto volentieri!

    1. grazie mille Francesca, il post è già scritto, attendi una settimana. Anche io leggo il tuo meraviglioso blog sempre con molto piacere!

  6. Che spettacolo! L’Australia è il mio sogno da sempre, sopratutto il Western Australia e il Northern Territory. Leggendo il tuo racconto per un attimo ho immaginato di essere lì e di vedere anche io la Milky Way. Spero un giorno di poterlo fare dal vivo 🙂

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